giovedì 17 novembre 2011

Si salvi chi può

un lungo respiro, ho appena comprato il volo Valencia-Bologna. Cara Italia stiamo arrivando. Natale con i tuoi anche se 3 anni fa ho avuto l'ardire di non tornare a casa e ancora me lo rinfacciano, stavolta c'è Marc e i riflettori saranno (di nuovo) puntati tutti su di lui. Meglio no? Così io eviterò inutili chiacchiere di quello che sto facendo. Ora sono una mamma e non più una ribelle che dopo anni e anni di studio, prende e se ne va all'avventura. A me è sempre piaciuto studiare e ho avuto la fortuna di studiare quello che volevo anche se per molti era una strada senza uscita, adesso che io l'uscita l'ho trovata ma non piace alla mia famiglia....pazienza, adesso finalmente abbiamo un nuovo argomento di cui parlare.



E quindi parlerò delle ore che passo con Marc, sembrerò meno sfigata perché appunto sono mamma e nessuno dirà che sto perdendo tempo non lavorando duramente. Finalmente nessuno mi chiederà che cosa sto facendo da tre anni a questa parte e forse tutti si augureranno che l'avere un figlio sia finalmente l'occasione per sistemarci (???) e mettere la testa a posto (???). Ma si può sapere perché esista la convinzione che l'unica maniera di lavorare sia quella di essere dei dipendenti, di avere poi diritto alla 13esima, alle ferie, alla malattia? Oppure essere autonomi ed essere incasellati tra tasse e fatture? Ma non si può semplicemente lavorare per se stessi e senza aderire ai modelli convenzionali ed essere allo stesso tempo brave persone, serie e preparate? Penseranno "povero piccolo, con due genitori che non pensano nel suo futuro". Peccato che è proprio pensando al suo futuro che abbiamo scelto una vita magari non facile ma piena di soddisfazioni, per cui arrivi alla sera e ti senti realizzato per aver fatto qualcosa che abbia davvero un senso che non è quello di lavorare con il fine di pagare le bollette (questo è ciò che fa l'amica mia, oddio anche noi paghiamo le bollette ma diciamo che non è la ragione per cui ci alziamo la mattina), ossia arricchire chi è già stra-ricco.
Il Natale, aaaaaaaahhhh questa festa così consumistica, per fortuna che viaggeremo solo con il bagaglio a mano perché non voglio tornare a casa con regali -tanto non abbiamo lo spazio dove metterli- saremo tutti e 40 intorno alla tavola e sparsi per casa della nonna e si arriverà a parlare della ribelle.

Ma ora sono una mamma e questo discorso è per voi.



Il vero schiavo non è quello con la catena al piede, ma chi non è più capace di immaginarsi la libertà

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