sabato 10 dicembre 2011

confronti

Io & te, tu & me....alle 8 Marc era sveglio ed io collassata al suo fianco. Lui è stato là paziente ad aspettare che io prendessi conoscenza, il papi era già uscito da un pezzo. E quando finalmente apro l'occhio Marc ride e quasi mi fa l'applauso, cominciano le danze!
Abbiamo passato la giornata a grattarci la pancia perché non avevo urgenze e sapevo che avrei pranzato dai miei suoceri, quindi anche se ci ho messo 3 ore, alle 13 eravamo lavati, il letto fatto, i piatti lavati ed eravamo abbioccati sul divano, lui sbavando vicino alla mia tetta, io pure con il collo appoggiato al sofà. Mi sono venuti a prendere in questa landa sconfinata perché non ero automunita e appena arrivati dai nonni il nano piange: come mi sento in imbarazzo che Marc non si trovi sempre bene con gli altri, ma giuro, non è colpa mia. Io vorrei che lui socializzasse di più e andiamo spesso dai nonni e vede le cuginette almeno 3 volte a settimana, ma -che ne sò, sarà la luna- oggi proprio non ne voleva sapere - e dire che lo adorano e fanno di tutto per tenerlo sereno. A parte che sta storia della luna piena è da approfondire perché ho come la sensazione di aver generato un mutante, un bambino-oceano che reagisce ai cicli lunari- ci siamo messi in quelle discussioni sulla genitorialità: non c'erano toni di accuse di tenerlo troppo in braccio, era solo l'analisi dei dati di fatto: lo tengo in braccio solo io.

Come se poi andassi orgogliosa di sta cosa: ieri alle 17 ho voluto andare al supermercato sola e in 20 minuti ero già a casa con Raul che quasi piangeva pure lui perché Marc piangeva. Quindi io sono la prima che rivendica un po' di spazio per me, anche solo per andare al supermercato. Mi difendevo quindi dicendo che ho anche il tiralatte elettrico (anche se ancora non l'ho usato) e che quando qualcuno viene a trovarci e mi dice "Lo posso prendere in braccio?" io non ci penso due volte a mollarlo. E molte volte va bene. Sono anche dell'idea che Marc fosse già mezzo nervosetto dal mattino perché siamo sempre io e lui, lui ed io e francamente ci annoiamo. Così mia cognata ha cercato di farmi coraggio dicendo che questa fase è normale fino ai 6 mesi quando almeno stando seduti, giocano un po' e si intrattengono da soli. Però poi ci sono questi episodi che lasciano la gente un po' contrita perché appena lo tocca si dimena e piange come se lo stessero squartando e quindi mi tocca toglierlo dalle braccia e  chiedo scusa per lui. Ovviamente smette di piangere ma mi mette in imbarazzo questa reazione spropositata nei confronti di persone che lo adorano. D'altra parte ho un'amica che tenne la bimba in braccio in esclusiva per due mesi. Si, si alzava la mattina e ancora prima di lavarsi la faccia, ce l'aveva già nella fascia portabebè: se la toglieva di dosso una mezz'oretta alla sera, il tempo di farsi la doccia. E poi -come noi- dormivano insieme. Nemmeno il padre l'aveva tenuta in braccio più di mezz'ora e quando una volta tanto per dirle qualcosa, io e l'altra socia le abbiamo detto: lasciala con il padre che dorme e scendiamo al bar a bere qualcosa.....il padre ha detto "IO??? Con la bambina non ho mai passato più di mezz'ora e mai solo....". Non voglio certo giudicare, è anche da tempo che non li vedo, ma mi metto adesso nei panni di questa donna e mi chiedo se sia davvero sicura della scelta che abbia fatto. Durante i primi 2 mesi anche io tenevo Marc addosso, ma per comodità, perché almeno potevo lavare i piatti e passare la scopa senza dovermi preoccupare di tenere l'orecchio teso, lui dormiva e stava comodo e al calduccio, a me piaceva sentirlo così vicino, ma non ho mai dubitato fin dal primo giorno a lasciarlo nella carrozzina all'ombra del gelso se volevo fare altre attività, per comodità mia e sua e non mi sono mai sentita in colpa. Con il tempo poi ho smesso anche di sentirmi in colpa se non mi paleso di fronte a lui in meno di 3 secondi e aspetto che il lamento diventi poco più di un mugugno prima di fare qualcosa, qualunque cosa, che sia semplicemente cullarlo un po' o davvero prenderlo in braccio. Insomma, cerco di instaurare una politica bilanciata. Confesso di essere comunque più vicina alle posizioni cosiddette "naturaliste", ma non integraliste perché mi sembrano più una versione casalinga della Sindrome di Stoccolma che vera filosofia di vita. Anche in altre mamme, che conosco bene già quando erano semplicemente ragazze con cui era divertente fare l'aperitivo, vedo una dedizione totale e assoluta alla mammità e mi chiedo fino a che punto si siano calate nel ruolo da protagoniste  oppure facciano così loro malgrado. Che si siano convinte che si, vogliono essere assolutamente felici e senza mai un lamento, ma anzi salvate dai loro figli piuttosto che ammettere frustrazioni e problemi. Vivono nella gloria della loro mammità. Possibile?
Ho partorito in casa, la scelta in assoluto più naturalistica, dovrei essere quindi la paladina dell'amore materno incondizionato, l'esempio di donna che si realizza attraverso l'accudimento del figlio e che ha messo al rogo ciucci e biberon, eppure mai ho pensato di escludere in questo cammino esistenziale metodi più moderni.
Ho un ciuccio ancora sigillato in camera di Marc. Per ora non ho trovato il pretesto di usarlo perché lui non usa le mie tette come un ciuccio per dormire -preferisce essere cullato- e sta in fase esplorativa delle mani, ma senza tenerle in bocca in modo ossessivo o per dormire. Ma se dovessi rendermi conto che la mia vita comincerà ad essere condizionata dal fatto che vuole sempre avere qualcosa da ciucciare -ammesso che non me lo sputi in faccia- proverò almeno a farglielo vedere.

Perché no?

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