domenica 25 dicembre 2011

è nato un nonno

Due sguardi che si incrociano, hanno molto in comune, si guardano curiosi, ma non sanno cosa dirsi o come dirselo. Quindi è meglio un abbraccio, una carezza. Manina che afferra il dito, stringe forte. Sorriso timido, poi più convinto. Testolina appoggiata sulla spalla. Stesso taglio degli occhi, stesso naso...La foto del nonno quando aveva 4 anni accanto alla foto del nipote di 3 mesi: sono uguali, solo che uno è bianco e l'altro è nero. Capelli lisci e neri da una parte, ricci e brizzolati dall'altra. Aeroplanino su lunghe braccia nere, a due metri da terra. Come voli alto Marc, tra le mani del nonno che ti tiene lassù sospeso.

I dissapori, le discussioni sono state finalmente seppellite grazie all'esistenza di questo piccolo erede, dai tratti africani, ma bianco.

Anche io mi sento diversamente osservata, mi sento più grande.

Quando a maggio ero venuta qua già con una bella panzetta, ero in camera mia come ogni sera, ma ero ancora figlia. Ancora gli stessi discorsi, come quando andavo alle superiori e incazzata mi chiudevo alle spalle la porta della mia stanza. Uguale a dieci anni fa. Marc c'era ma finch'è non si è palesato qua tra noi in tutta la sua carne e ossa e capelli e occhioni, io ero ancora una figlia.

E' solo da qualche settimana poi che mi sento mamma e questo passaggio è stato graduale e delineato da un evento in particolare: Marc sorride. E sorride a me, mi riconosce. E questo mi ha fatto capire che non sono più una qualunque. Oddio, non che mi sia mai sentita normale e omologata io, ma durante le prime settimane lui dormiva e si guardava intorno curioso, non sapevo se avesse capito che io ero sua mamma. Ma adesso che MI sorride e mi tratta in modo diverso dalle altre persone mi vedo riflessa in quel sorriso e capisco che sa che sono la sua mamma.

E credo che questo si veda anche da fuori, i miei genitori mi rispettano e sono nonni molto diversi rispetto ai nonni spagnoli: teneri con lui anche se ancora devono farci l'abitudine a maneggiare un neonato, non hanno chiamato a raccolta i vicini per guardare il nuovo arrivato; non dispensano consigli, non fanno a gara per tenerlo in braccio, non gli hanno comprato niente per Natale (non sapevano cosa comprare), se si sveglia e lo sentono lamentarsi dalla camera dicono "il bambino si è svegliato", mia mamma si ostina a chiamarlo Marco ed io le dico di non chiamarlo così perché non è il suo nome, non si mettono in adorazione sbavando, insomma la loro routine non è cambiata nemmeno durante questi 15 giorni in cui staremo qua: non sono nonni come gli altri perché mio padre è ancora molto giovane, lavora e mancano almeno vent'anni prima che vada in pensione; mia mamma è malata e questo ha portato tutta la mia famiglia negli ultimi due anni a centrarsi solo su di lei, per cui diciamo che non si rende conto molto del fatto che sia nonna, ha detto che non vuole o non sa come fare e semplicemente, siccome sanno che siamo una famiglia a parte semplicemente si fanno i fatti loro e noi i nostri.... almeno non sono più ossessivi con me, non hanno niente da dirmi e la fatidica frase che mi hanno ripetuto per secoli "quando sarai mamma vedrai" è come stata censurata finalmente da questa casa. Anche durante la gravidanza le telefonate non sono mai state tante e a dire il vero a maggio se non fossi venuta io qua di mia spontanea volontà loro non me l'avrebbero chiesto.
Come poi anche queste vacanze natalizie sono state un'idea mia, un atto obbligato dalla mi coscienza, ma senza strepiti o preghiere da parte loro.
Insomma, il figlio è mio e me lo gestisco io.

Marc ha ormai quattro mesi, ma per loro è come se fosse nato il 21 dicembre, quando finalmente lo hanno visto e toccato e preso in braccio e baciato per la prima volta.

Speriamo che esca qualcosa di buono dopo tanta tanta m........

1 commento:

  1. Lo sai che mi hai commosso?!
    Mi hai fatto ripercorrere i primi mesi di vita di Amélie, quando anch'io sono nata, come mamma. E quando i miei genitori sono ri-nati come nonni. Sono momenti magici, che resteranno sempre nel cuore. Goditi questi momenti, saranno il carburante per andare avanti quando arriveranno le prime difficoltà.
    I tuoi genitori ti hanno effettivamente promosso a "mamma", sono stati proprio bravi, non credo che tutti i nonni ci riescano, per lo meno non a casa mia (qui i consigli non mancano mai, e ti fanno sempre sentire inadeguata).
    Ti auguro tutta la felicità che ti meriti, spero che il nuovo anno ti porti tutto quello che desideri. Un abbraccio a te e a Marc!
    Francesca

    RispondiElimina