giovedì 22 dicembre 2011

il tetris, secondo noi

In meno di 24 ore abbiamo preso un aereo, i miei genitori hanno realizzato che sono diventati nonni e abbiamo mostrato Marc in giro per il mio paesino dove ero attesa, portandolo in processione nei luoghi dove sono cresciuta: non prendetemi in giro, il primo posto dove siamo andati è stata la biblioteca, poi la pizzeria di mio cognato e la cartolibreria. Eh già, ero una secchiona.


Eppure l'esperienza che mi è rimasta in mente, di cui prendere appunti e tenerli come un post it in mente è stato cambiarlo nel bagnetto dell'aereo. Marc ieri si è trattenuto tutto il giorno dal suo bisognone e infatti sopo due volte che lo prendo e lo snaso da vicino il mio naso aveva capito cosa era successo, il mio cervello voleva negare perché tutto avevo previsto tranne che cagasse all'infinito proprio nell'unico posto dove non doveva: un aereo grande come una scatola di tonno. Andiamo verso il bagno più vicino a noi, quello anteriore dietro alla cabina di pilotaggio, ma non è attrezzato con il fasciatorio..ahi ahi, quindi facciamo retromarcia e Raul davanti a me mi apre la pista da tutti quelli che in quel momento stanno in piedi chiacchierando con l'amico mentre io dietro con Marc tra le mani come se fosse un crocefisso corro dietro al papi, lasciando dietro di me un aroma inconfondibile, per questo tenevo Marc sopra le teste della gente, affinché capissero l'emergenza. Quindi partiamo verso il minuscooooooooooolo bagno dell'aereo con una missione: cambiarlo senza spalmarci di merda pure noi fino ai capelli: io non posso credere che ci sia davvero chi fa sesso nel bagno di un aereo, o sono due gnomi o due contorsionisti ma ieri noi ci siamo incastrati come un tetris per cambiargli il pannolino...e il body...e la tutina perché l'amico ovviamente aveva straripato da ogni lato e se tenevamo appena appena la porta aperta le hostess rimanevano incastrate pure loro in corridoio. Quindi per cinque minuti siamo dovuti rimanere chiusi dentro il bagno per cambiarlo. Appena visto come era conciato ho dovuto riattraversare tutto l'aereo (e tutti si stavano chiedendo come stesse procedendo con raul e il cagone soli nel bagno) per andare a prendere il cambio:ma come, io lo vesto bene, gli faccio patire il caldo dell'aeroporto e poi alla fine sbarca a Bologna in pigiamino a righe e in mano mia un sacchettino di plastica dal contenuto radioattivo che Raul aveva messo semplicemente nella cappelliera vicino a giacche e valigie NON nostre. Quindi, se la missione di cambiare un pannolino è un'esperienza impegnativa già di suo, tra 80 tovagliette umide che escono tutte insieme dalla busta (mai una volta che ne escano al massimo 2)  sudate d'ascella degne dell'umidità della foresta amazzonica, contorsioni del nano che tenta il triplo salto carpiato proprio mentre lo tieni per i talloni come un pollo....ecco, bene ora immaginate questo in una cabina di UN metro quadrato dove il pericolo poi non era da poco visto che le turbolenze non facevano altro che rigirare Marc nella sua cacca e impregnare quelle che erano tovagliette pulite del bagno stesso e che noi abbiamo finito per tapezzare tutto il ripiano e pure la tovaglietta che usiamo per cambiarlo. E Raul che eseguiva le operazioni principali era davanti a me ed io semplicemente cercavo di fare le manovre mentre ero dietro di lui, spiando da sopra la sua spalla dove dovevo mettere le mani: tra sacchettini, miniborsa del cambio (almeno questa l'avevo preparata essenziale, per il divieto di portare liquidi a bordo e perché mi dicevo "4 pannolini di ricambio basteranno"....sticazzi, lo abbiamo cambiato anche prima dell'imbarco e appena arrivati a Bologna e fortuna che a casa ci aspettava un pacco nuovo della stessa marca) , togli-il-body-sporco, mettiamo-quello-pulito, ops, abbiamo fatto un casino con il pigiama, mettendogli una gambina dentro la manica e quindi lo abbiamo rimesso nudo e preso in braccio, Raul lo teneva ed io lo vestivo.
Così, dopo 20 minuti, usciamo stanchi ma vittoriosi con il bottino della battaglia in mano, il trofeo oramai pulito e sorridente, pronti per metterci le cinture perché oramai stavamo sorvolando Modena. 

Ho imparato una lezione: se manca poco all'atterraggio i neonati è sempre meglio non cambiarli in volo e che resistano una mezz'ora in più sporchi che fare tutte queste manovre assurde in così poco spazio perché ho veramente visto almeno 3 volte Marc volare.... ma dal fasciatoio.

E abbiamo ancora un ritorno da affrontare.

1 commento:

  1. Sono arrivata su questo post vecchio e sono scoppiata a ridere come una scema...
    Ho vissuto anche io qualcosa del genere (cambio caccoso su un treno frecciarossa) ma non sono uscita pulita dal bagno... ihihih :-D

    RispondiElimina