venerdì 13 gennaio 2012

countrylife

Inevitabile per me arrivare al venerdì e guardare indietro al resto della settimana. Inevitabile poi non dico fare confronti, ma pensare come mi sarebbe andata se fossi rimasta a vivere a Milano o anche solo a Modena o anche solo a Valencia città.Su facebook sento lo stress delle mie amiche, tra casa, spesa, commissioni, figli....Classico quindi. Io credo davvero di avere una vita anonima e regolare, ma mi rendo conto che non è così ogni volta che le mie amiche per telefono mi sospirano "Sei fortunata tu, là in campagna". IO? Con terra tutti i giorni in casa e che non esco quasi mai da queste 4 pareti fatte di aranceti e file di broccoli? Eppure chi è stato qua dice che sembra di vivere fuori dal tempo e si rilassa tantissimo, anche se è un wwoofer venuto ad aiutarci e quindi a lavorare duramente. Spesso infatti non se ne vogliono andare.
Allora, magari mettendo nero su bianco una nostra giornata-tipo riuscirò a vedere oltre ai porri e alla montagna di sterco di cavallo che questa mattina mi hanno parcheggiato là un po' in fondo ma pur sempre in giardino.


Noi viviamo senza orologio, seguiamo il calendario lunare per sapere cosa piantare e raccogliere e ascoltiamo il nostro stomaco quando ci comanda che vuole mangiare (per esempio, oggi alle 16), e quando tramonta il sole allora la giornata è finita ed è quasi ora di andare a dormire. Siamo molto basic.
Non mi considero una casalinga: è che davvero non lo sono, in casa non muovo un dito! Ho scelto per principio non stirare già da 5 anni. Anche perché cosa vuoi stirare? Io con i vestiti da lavoro del papi pieni di terra e fango non ce la faccio e da anni sono una specialità di sua mamma. Quindi rimane poca roba, sì vabbé ci sono i vestitini di Marc, in pratica solo roba sua. La cucina è sempre ordinata, perché noi pranziamo fuori in giardino, a volte cuciniamo fuori al fuoco o al forno a legna e anche i piatti a quel punto li lavo nel lavello del giardino, perché fare tanti passi fin dentro casa? La mattina del papi inizia alle 7, quando ancora è buio, scende, fa la colazione ed esce di casa. Un'ora dopo circa facciamo il nostro ingresso in scena Marc ed io. Precetto il padre per mezz'ora, non mi importa quello che sta facendo, ma anche se non deve venire qua la Regina in visita, io mi voglio preparare, fare colazione e mettermi una delle mi cremine in faccia (stamattina ha vinto la crema alla glicerina con estratto di cetriolo). Quindi, vado a prendere le uova nel pollaio, oggi erano NOVE!
Eppure non passo le giornate sfornando dolci.
Mi presento ai soci e dò loro il buongiorno con una tazza di infuso per tutti e biscotti integrali.
Corro a fare il letto, chiudo le finestre, raccatto quello che c'è da raccattare, piego pigiami e metto a lavare calzini e quindi mi riprendo il nano e... comincia la nostra giornata. Di fatto questo inverno è stato clemente, quindi stiamo fuori di casa tutto il giorno, tra il giardino e l'ingresso di casa. Metto una coperta sul prato e là stiamo, se c'è qualcuno nei paraggi meglio, così non sto tutto il tempo parlando con uno che manco mi risponde.
Non sono casalinga perché pur stando qua le 24 ore devo: tenere dietro ai conti, ai clienti, alle telefonate, cose che poi faccio quando il papi rimane con Marc nel dopolavoro e durante le sieste del nano.
Nel frattempo c'è sempre un viavai di gente a cui devo star dietro, che siano clienti chic che vanno dal contadino a prendere la lattuga o siano amici, qualcuno con loro dovrà pur stare mentre Tizio e Caio sono nei campi. E poi prendo il passeggino, carico il peso massimo e passeggiamo. Ahó, non ci muoveremo da casa ma di chilometri ne facciamo.
Vedete, quando sto in casa io? Io mi occupo del rancio dei lavoratori, quindi cucino per 5-6 persone tutti i giorni, vado in cucina dove ogni mattina mi hanno lasciato una cassetta di verdure appena raccolte, che combinate con i viveri stipati nella dispensa, fanno un pranzo decoroso anche se preparato in fretta se nessuno mi dà una mano con Marc. Ma di nuovo io ri-precetto il padre per un'ora così che il pranzo per le truppe sia pronto e davvero far da mangiare per 3 o 4 o 5 uomini affamati non è affatto facile. Ogni tanto però il cielo mi aiuta: questa settimana per due volte sono venuti due ragazzi che a cambio di poter usare il nostro forno a legna per poter esercitarsi a fare le pizze (in vista dell'apertura della loro pizzeria d'asporto a cui io mi sono abbonata in un panorama di pizzerie terrribbbbili) ci hanno preparato il pranzo: non male lavorare come assaggiatrice di pizze. Oggi invece il nostro socio ci ha preparato la paella. Sempre in equilibrio tra i microsonni di Marc, se è necessario vado a fare delle piccole commissioni, ma noi non andiamo mai in posta o in banca perché non abbiamo niente da pagare: non paghiamo l'acqua per esempio perché abbiamo il pozzo. E per la elettricità viene il padrone di casa ogni due mesi. Il fatto che il papi sia qua poi cambia le dinamiche di una vita di coppia normale: insieme le 24 ore. Due palle. No, scherzo, a lui piace prendersi pause dal lavoro, che siano anche solo 5 minuti.
La mia casa può rendere isterica qualunque maniaca delle pulizie perché con le porte sempre aperte e stivali pieni di terra che entrano ed escono, sfido io.... ma è anche vero che su di sopra, la vera casa, non ci passiamo molto tempo e là si entra solo scalzi.... e di sotto ho oramai deciso di lavare il giovedì. Perché? Perché dura fino a mercoledì, il giorno dove -causa mercato-, non c'è angolo del piano terra che non sia invaso di terra: quindi io guardo e passo, anzi manco guardo piú, prendo atto e tiro dritto fino al giovedì dove mi metto i guanti e là si che comincia la lotta estrema contro ogni minima traccia di polvere su e giù. Abbiamo optato per un decluttering totale che mi ha liberata dalle ore passate spolverando, il perché lo avevo scritto qua: siamo radicalmente attaccati all'idea che una casa non debba convertirsi in un santuario di oggetti e il poco tempo libero che abbiamo francamente non ho voglia di passarlo pulendo una casa e-nor-me. Non abbiamo neppure le tende alle finestre.
Ieri Marc ha conosciuto i vicini che passano da qua con il cavallo, oggi è venuto il nonno sempre a cavallo. Passeggiando abbiamo visto due lepri. Abbiamo salutato i nostri soci e fatto doccia e bagno.
Alla sera accendiamo la stufa e il clima è tale che andremmo a dormire subito.Invece ci parcheggiamo in salotto, leggendo.


Tutto questo senza sapere che ora è perché non abbiamo nemmeno un orologio in casa e nemmeno la tv a marcare le attività. E riconosco che una vita fatta di orari non mi manca per niente.

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