venerdì 13 gennaio 2012

La nostra sagrada familia

Tutto il mondo sa che a Barcelona c'è una magnifica opera incompiuta: la Sagrada Familia, una chiesa in stile funky oramai là da vent'anni, una delle meraviglie architettoniche che Gaudi ha seminato in giro per la città, come Parc Guell e Casa Battló. Poi peró Gaudí è morto e il Comune di Barcelona si è fatto carico di terminare i lavori della enorme chiesa vicino a Plaza Tetúan. Quello che altrove sarebbe divenuto uno spreco pubblico, un buco nero senza fondo dove vanno a finire milioni di euro dei contribuenti, però a Barcelona è diventata meta di pellegrinaggio senza sosta, per 8 euro con lo sconto studenti pure io sono andata a vedere la Sagrada Familia: che dire: genialata!!! Pensate, si paga per entrare a vedere un cantiere di una chiesa. Anzi, se la finissero credo che finirebbe pure il moto perpetuo e le code lunghissime di turisti per andare a vedere -ripeto-il cantiere di una chiesa. Tanto a Barcelona quante chiese ci saranno, una cinquantina? E allora che fretta c'è di terminare questa, e porta soldi e fama alla città? Ma è un cantiere, per chi ancora non lo sapesse. Con gli omini che sembrano controfigure, mettono un chiodo al giorno, per il resto da dietro i teloni sembrano marionette mosse da dei fili, che si muovono sospesi nel vuoto, tra le guglie.


Ma anche io nel mio piccolo ho la mia opera incompiuta: il bagno. Si, in luglio ci eravamo accorti di aver bisogno di un secondo bagno al piano di sopra (che consumisti di acqua calda!) e abbiamo iniziato a costruirlo, bè, che ci vuole? In fondo ne abbiamo fatto un altro 3 anni fa a piano terra, ossia l'unico bagno di casa, che appunto fino a qualche anno fa era proprio senza servizi igienici (in fondo, il campo...è tanto grande...). E quindi, con tanta pazienza e aiuto di amici più o meno esperti, abbiamo trasformato quello che era lo sgabuzzino in un bagno davvero grande, abbiamo aperto una finestra,  abbiamo preso piastrelle e ceramiche di buona qualità, non come quello di sotto che è un assortimento di pezzi di ceramica tutti diversi tra loro, ha il suo fascino futurista comunque. Cos'è successo poi? Innanzitutto è nato Marc, il che ha fatto sospendere i lavori per un mese, visto che sul salottino si affacciano anche le camere da letto oltre che il futurobagno; poi Raul ha ricominciato a lavorare a pieno ritmo di nuovo; infine abbiamo per sbaglio perforato un tubo e abbiamo dovuto cambiare il pezzo.... e quindi? I lavori non sono ancora finiti. Da luglio. Manca davvero poco, 1 metro quadrato di muro da piastrellare. Fine.
E visto che c'è gente che ogni volta che ci viene a trovare vuole vedere come vanno i lavori, potrei copiare l'idea da Barcelona e far pagare il biglietto!!

E quindi oramai la pila di piastrelle che mancano da attaccare al muro fa parte dell'arredamento del salotto, uso lo scatolone per appoggiarci sopra i libri che leggo sul sofà. Il bagno dentro è veramente maestoso, cazzarola, mi sono impegnata per trovare lo specchio, la tenda della doccia, pure la tazza del cesso......e non lo possiamo usare.

Lo so, è colpa mia, dovevo davvero scrivere una letterina a Babbo Natale e chiedere di mandarmi qualcuno a finire i lavori o di darmi magicamente la capacità di impastare la malta e fare io quello che manca. Sic!


Però oramai mi ci sto affezionando a questa opera infinita, ha qualcosa di romantico quel pezzo di muro scrostato che aspetta di essere tappato ed uniformato con le piastrelle bianche e azzurre. Guardo Marc ogni mattina e gli dico: "impara in fretta a tirare su muri e usare la chiave inglese così potrai finire il bagno e costruirti la tua casetta sull'albero di gelso".

Anche se quindi la data di fine lavori ancora non è stata segnata sul calendario una cosa è certa: faremo il doccia party: tutti i collaboratori  e amici e consiglieri vari saranno invitati a venire qua in ciabatte, accappatoio e cuffietta per i capelli per inaugurare la magnifica opera di casa Hort. Per quel giorno sarete invitati anche voi, iniziate a cercare un volo per Valencia.

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