martedì 10 gennaio 2012

Lost in translation

Era veramente un sacco di tempo che non inanellavo così tanti errori cercando di farmi capire dagli spagnoli. 

Si insomma, saranno quattro anni che vivo qua ma io di termini linguistici spagnoli che si riferiscono all'età imberbe di Marc proprio non ne conoscevo: finché mi sono ritrovata a fare un paio di figuracce in farmacia e in negozio dicendo... "Si ho bisogno di quei cosi...quelli per il latte" (il tiralatte? il reggiseno per allattare? Il biberon? Cosa vuoi?" per scoprire che volevo i dischi assorbenti...discos empapadores..... e come si chiamano quei pantaloni da bebé ? Peleles....cioè, più difficile no? E come ho fatto a vivere anni senza sapere che lo scivolo si chiama tobogan? Ma che nome è per uno scivolo?


Sarà, ma è anche ora di un corso rapido di spagnolo per mamme: basta ya con le figuracce perché mi chiedono se ho questa e quella cosa ed io che non ho la più pallida idea di quello che mi vogliono dire e/o regalare e/o vendere ed io dico un "mah, si .... creo"

Voglio o non voglio un sacaleche? Nella confusione della traduzione ho detto si e infatti adesso ne ho due, di tiralatte, uno manuale ed uno elettrico.

E quando la scuocera mi dice se ho bisogno di pañales, magari di tenerne una scorta a casa sua per eventualità, io credo che siano bavaglini e quindi siccome ne ho 10 dico di no.... anzi, che te li porto io!! E poi mi ritrovo con Marc cagato fino alle orecchie e cosa non abbiamo a portata di mano? Pannolini!! Cosa che ci costringe a correre in farmacia perché al supermercato non hanno la taglia uno (parliamo delle prime settimane di vita del nano)

E così, adesso che sono alle prese con le pappette, mi arrivano pure in omaggio dei campioni non richiesti (come faranno questi a sapere che Marc ha appena compiuto quattro mesi, non indaghiamo.... ) e devo tradurre cosa dar lui da mangiare, come quando e perché.

E perché il gluten (questa è facile) no..... e il latte....oppure la manzana e il platano.... ed io mi sono persa totalmente nella traduzione. Las papillas, queste sconosciute.

Ho un elenco lungo così di termini nuovi che non so accoppiare all'oggetto in questione: bavaglioli che alla fine non erano pañales, quindi come si chiameranno? Tutine....boh...io chiamo tutto "pigiama" a quel punto. salopette...in francese, ma in spagnolo? I body li chiamo body ma non si chiamano così in spagnolo....e sono quattro mesi che vado avanti così, balbettando un ehm.... o gesticolando o prendendo in mano l'oggetto dicendo "e questi (con in mano i peleles) quanto costano?" al mercato.

Per andare in Italia tutti insistevano che avessi bisogno di un mono per Marc: allora, per mono io ho sempre saputo che esisono queste traduzioni: "scimmia" (Marc ha bisogno di una scimmia?) e "bello" (Sí, lo so che Marc è bellizzimo), ha bisogno quindi di una bella scimmia? E la mamma non basta? Ah, ecco, segniamo sul quadernetto: mono in questo caso è la tutina intera tipo da sci, imbottita. E infatti non ce l'avevamo e quindi siamo partiti senza (e siamo sopravvissuti lo stesso).


Mi faccio coraggio, dai, su ho ancora abbastanza tempo per imparare come si dice "vasino" e per quel giorno magari, quando Marc andrà all'asilo sapremo almeno invitare 10 nani al compleanno senza far figuracce e senza dire ai piccoli invitati che vengano con una bottiglia di birra ciascuno.

Io speriamo che mi traduco.

2 commenti:

  1. Avresti difficoltà anche a Firenze. I pantaloni da bebè si chiamano "pimperi", quando cercavo di acquistarli al mercato rionale di Torino mi guardavano come fossi marziana.

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  2. Il prossimo che dice che lo spagnolo è taaaaaaanto simile all'italiano verrà abbandonato in Andalucia dove nemmeno uno nato a Madrid ci salta fuori!

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