domenica 22 gennaio 2012

perché l'autoproduzione

Ecco, questo post non doveva cominciare così, ma Marc 30 secondi fa si è addormentato qua in braccio a me nella posizione dell'anguilla e non mi posso quasi muovere. E dire che io volevo inaugurare una nuova sezione con le ricette fai-da-te, ma bloccata qua ciccia, non posso manco scendere in cucina a spignattare e fare foto.... quindi nella speranza di poterlo fare più avanti, intanto faccio una introduzione. Bene, alura, io sono biologa e per anni sono stata militarmente formata per resistere ore in laboratorio. A me piace tantissimo il camice bianco (infatti lo uso ancora!) ma studiando io biodiversità non potevo fare a meno di pensare al benessere della Terra e di noi umani come abitanti. In più mettici quei 4-5 esami di chimica assortita, l'esame di impatto ambientale e contaminazione, l'esame di ecotossicologia, ecologia applicata e Riproduzione Animale e scoprire che alcuni prodotti cancerogeni che usavo con tutte le protezioni possibili in laboratorio (vorrei farvi vedere una foto dove indosso la maschera antigas! ma chissà dov'è) me li spalmavo serenamente in faccia 3 volte al giorno e studiarne poi gli effetti nell'ambiente.... ORRORE E SGOMENTO....

e infatti esiste un tipo di cosmetica fatta in casa non ecologica dove si possono usare conservanti come il phenonip (derivato del fenossietanolo) e l'Ultrez21 come espessante, mentre io ho deciso di usare il 99,5 % di prodotti naturali e bio se le tasche lo permettono e lo 0,5 di prodotti sintetici ma approvati dalle certificazioni. Perché? E perché rovinare una ricetta eco con 2 gocce di conservante non ecologico? E perché usare il conservante allora? Lo uso per non farmi carico di invasioni batteriche nelle creme, gel e latti che creo, perché lavoro sterilizzando e perché regalo molto e non vorrei essere ricordata per una crema oramai verde fluorescente e che puzza di marcio.  Inoltre da quando è nato Marc ho cominciato a leggere gli INCI dei prodotti dedicati ai bebé e che dire: ci sono marche molto furbe ma che a me non mi fanno fessa, tipo Mustela che può anche scrivere grande come una casa che il suo bagnoschiuma non ha fenossietanolo, ftalati e parabeni ma tanto ha tutto il resto, a partire dai PEG (siliconi). E poi noi Marc lo laviamo solo con acqua e un po' del sapone che faccio in casa. Poi a dire il vero -anche se lo faccio anche io- cerco di andare oltre al solito scrub con il caffé o il dentifricio con il caolino (che preciso che uso tutti i giorni, altro che Antica Erboristeria) e mi spingo a fare soprattutto creme e gel per i bisogni più diversi: antirughe (per la suocera), cicatrizzante e riparatrice (per i miei contadini), pelli secche (l'amica mia) e studio tanto e trovo anche i principi attivi come il Q10, o l'estratto di melograno, nemmeno troppo difficili da trovare, molti li ho nel'orto a dire il vero o li compro tramite il nostro GAS. E poi chiaramente i rimedi della nonna rivisitati e corretti. E pure per la casa ok uso il mitico aceto, ma faccio anche la liscivia.


Alla fine mi faccio due conti e se penso che per anni ho speso 10 euro a settimana per comprare la Nivea Soft che dopo l'acqua contiene la paraffina... preferisco spendere 50 euro di materiale oggi e andare avanti per 6 mesi e fare le cose da me.
Su internet ci sono decine di siti dove rivolgersi, io nel mio piccolo vi rigiro le mie creazioni e vi aiuto con dei consigli.


Eppoi volete mettere che gratificazione???

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