venerdì 20 gennaio 2012

Rosa a tinte fosche

Oggi ho vestito Marc di rosa. Si, bé qualche problema? E molti penseranno "come una bambina". No, non ho vestito Marc come una bimba, l'ho vestito e basta. Un paio di pantaloni di pail a bande orizzontali dove il colore dominante è il rosa e violetto e una felpa a righe con tutte le tonalità del rosa. Fine. E' quello che avevo in casa e non è mica la prima volta che lo vesto così.
Io proprio non sopporto questi stereotipi, secondo cui i bimbi vanno in azzurro e le bimbe in rosa, cosa già detta poi qua .

Senza arrivare agli estremi di questa famiglia canadese, anche per me è importante cercare di crescere Marc senza fargli credere di essere diverso dalle bambine. O almeno che la questione non si limiti all'uniforme che indossa. Non voglio che poi crescendo si metta a deridere gli altri bambini per come si vestono o se hanno i capelli un po' più lunghi o corti. E poi ho molti amici omosessuali (dei più diversi, dal metrosexual ossia che è un gran figo alla David Beckham, ma gay fino ai fan della Carrà, ossia con muchas plumas) e sono realista: non escludo niente su come andrà a finire la cosa. Anzi, questo discorso merita un post a parte perché durante un fine-settimana in montagna con i miei amici della batukada ne abbiamo parlato.
Martedì ero in giro per il mercato e mi sono francamente stufata di vedere ste neonate piene di pizzi e merletti in carrozzine che costano un occhio e piene di fiocchetti e guai se si sporcano. Non voglio manco immaginare poi il curro (lavoro) che c'è dietro a lavare a mano questi tessuti delicatissimi solo per sentirsi dire che la bimba sembra una principessa.

Per strada già un paio di volte mi hanno fatto questa scena che vi racconto:
a casa della nonna abbiamo un altro passeggino che era delle cuginette e che lo usiamo per non tirarci dietro il nostro verde. E questo è un passeggino rosa, come cristo comanda, visto che è ereditato dalle cugine. Per me non c'è nessun problema, basta che sia un passeggino...ma evidentemente un problema c'era visto che per 100 volte mi hanno detto "che bella bambina" e per 100 volte ho dovuto dire "no, è un maschio".

E nell'ordine mi hanno risposto:
-il passeggino è rosa (da quando è considerato al pari della carta di identità?)
-è bello lo stesso (cioè, cosa vuol dire?)
-una ha fatto finta di non sentire e ha continuato a chiamarlo "bambina"   -.-"

Io per anni ho avuto il complesso dei capelli corti. Avendoli riccissimi e crespissimi per facilità i miei me li hanno sempre tenuti corti e le vecchie mi chiamavano "ma che bel bagaj" che in milanese vuol dire "che bel bambino". Anche quando avevo la gonna e la mia faccia è sempre stata molto femminile. Ed io piangevo pettinando i lunghi capelli delle mi bambole. Ecco no, adesso vedo che per anni ho scontato io i pregiudizi degli altri. E a mia sorella hanno fatto i buchi alle orecchie quando aveva otto mesi, mentre qua in Spagna alle bimbe mettono gli orecchini a due giorni di vita. Che cazzate.

La Spagna è un po' così: di fronte al mondo è aperta perché ci sono i matrimoni gay, le coppie di fatto e la fecondazione eterologa che obbliga moltissime coppie italiane a voltare Ryanair e con un pacchetto tutto-incluso hanno volo-trattamento-albergo, vengono in due e tornano spesso in 4, ma dentro ha queste radici profondissime e tradizioni che fanno a botte con l'apertura mentale per cui è conosciuta. Ho conosciuto Erasmus italiani che sono venuti qua un anno solo per vivere serenamente la loro omosessualità.

E poi mi ritrovo ad addobbare un bimbo di rosa e sentirmi dire che no, non si fa (o che almeno non lo vedano in giro).




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