sabato 14 gennaio 2012

voglio la mamma?

Com'è non avere la mamma a disposizione? Leggo ovunque che le mamme oramai nonne sono una risorsa fondamentale per venire in soccorso della figlia oramai mamma quando la creatura non risponde più ai comandi. Sono le persone a cui rivolgersi quando si è un po' malate e si ha bisogno di consigli e anche di una mano; è la persona che ti vedrà sempre e solo come una figlia e ti porterà un po' di brodo caldo, preparato a casa. Può anche essere rompipalle, impegnata, giovane e che esce con le amiche e te lo fa pure notare, mentre tu hai il nano che oramai si arrampica sulle tende mentre cerchi di stirare. Ci sono mamme con le figlie a migliaia di chilometri ma che a 70 anni prendono per la prima volta un aereo e volano da loro per conoscere i nipotini e dare una mano in casa. Si, vengono, si rimboccano le maniche e puliscono, cucinano, riempiono la dispensa e il frigorifero e portano fuori il nipotino a fare una passeggiata mentre magari la figlia finalmente riposa (o lavora).


Io mi devo arrangiare. Si, ho la mamma di Raul, ma non è la stessa cosa. Non c'è la confidenza della parentela diretta, non ci sono esperienze dirette da raccontare come esempio ("Quando tu eri piccola...." ), e anche se alle spalle ha già tre anni di esperienza con le cuginette di Marc, manca quella sensazione di fiducia cieca che solo con le mamme si ha.
La mia poi è lontana e non basta il conforto del telefono, nè di internet e skype.
Aggiungiamo poi il senso di colpa perché io sono qua, ma lei è malata ed io dovrei prendermi cura di lei, non il contrario. Invece ingratamente ho trovato una colf che ha preso il mio posto in casa e me ne sono andata. Così, papale-papale. Ci sono mia sorella e mio padre a casa, una che studia, l'altro che lavora, la vita procede, ma non è più come prima. Ma già durante le vacanze di Natale mi sono accorta che l'idea di rimanere in Italia magari un mese per farci compagnia non è proprio fattibile, non ce la farei a star dietro a mia mamma e a mio figlio, dovrei sdoppiarmi in due se non in quattro. E qua mi devo arrangiare. Vorrei chiederle come faceva con me, ma non si ricorda, quando avevo la tosse o la febbre. Vorrei chiederle come mi ha svezzata. Vorrei chiederle se può fare un giro con Marc, ma quasi non cammina.
E' triste.
Perché io vedo le altre, che bene o male per quanto si possano lamentare che hanno una madre che magari non si rassegna al fatto di essere nonna e non sia mai disponibile, in fondo in fondo, hanno almeno una persona davanti con cui possono ragionare.
Io ho una mamma da curare come una bambina.
E' proprio difficile stare da sola, in un Paese che non è nemmeno il tuo e non avere l'appoggio di chi non ti chiede niente, ma capisce da sola che qualcosa non va. Dalla voce, dallo sguardo. Sapete che? E' che mi sono alzata scoglionata perché io oggi aspetto visite, con la mia amica dobbiamo fare dei lavori qua in casa -nota appesa al calendario da lunedì- e Raul quando ancora ero nel letto mi dice che "andiamo" a pranzo dai suoi genitori. Che -udite udite- non vediamo da giovedì sera. E che io sono andata a trovare anche mercoledì mattina e pure martedì. Quindi, che necessità ci sarà di andare da loro pure oggi non si sa. Io non vado, a costo di fare la piantagrane. Ah e Marc se lo porta dietro lui se ne ha il coraggio. Solo perché io non ho genitori da andare a trovare un giorno sì e l'altro pure, non vuol dire che non ci pensi a comprare un volo domani per partire lunedì. Ma ci sono altre priorità, che è il lavoro. Il problema non sarebbe un problema se pure io avessi i miei genitori che vivono a qualche chilometro e che posso chiamare in caso di bisogno in modo tale da non creare problemi: tu vai  a pranzo dai tuoi genitori, mentre i miei vengono qua e stanno con Marc e poi ci ritroviamo per il caffé. Ecco, io non posso, quindi per favore non mettetemi in cattiva luce facendomi fare la figura del bastian contrario.
Avrei voluto la possibilità di scrivere che mia mamma non ha tempo per me perché è una donna impegnata. Peccato che l'unico impegno che ha sia quello di stare più tranquilla possibile e mandare giù nell'arco della giornata 20 pastiglie diverse. E' un po' triste sapere che non ha del tutto compreso la portata del fatto di essere diventata nonna. Contenta sì, innamorata del nipotino, diciamo di sì, ma con un distacco tale che sembra dire "Non posso fare niente io per te". Potrei azzardare addirittura che mi piacerebbe che mi facesse delle ramanzine lunghe due giorni su come si tira su un figlio. Almeno mi direbbe qualcosa.

Ad ogni modo la soddisfazione suprema è che Marc e la nonna si siano conosciuti. Non so se ci sarà un altro Natale così.

2 commenti:

  1. Mia mamma abita a 400 km. La lontananza è un peso più per lei che per me, non perde occasione per farmi notare che non potrebbe aiutarmi come vorrebbe. A volte viene e si ferma per un paio di settimane, ma finisce sempre che sono io a dovermi occupare ANCHE di lei perché appena arriva comincia ad accusare malanni vari, a volte reali ma spesso credo che siano un modo per attirare l'attenzione su di sé, visto che si sente abbandonata dalla figlia femmina. Andiamo a trovarla ogni paio di mesi, ma sono sempre contenta di tornare a casa mia dove corro, mi arrangio, ma mi sento più . Qui c'era mia suocera e quando era viva la ritenevo invadente, petulante, accentratrice. E' morta nel 2008 e solo da allora mi rendo conto di quanto fosse importante.

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  2. Si, alla fine sabato siamo andati a pranzo dai suoceri e quello che dovevo fare l'ho fatto nel pomeriggio e domenica. Peace.E' che mica raul può pagare gli scazzi che ho io. Io non mi posso proprio lamentare della mamma di Raul (chiamarla suocera mi fa....specie!), anche perché sa quello che ho lasciato e quindi mi ha proprio adottata. Ma di mamma davvero ce n'è una sola.

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