giovedì 23 febbraio 2012

è morto l'Erre 6, viva l'erre 6

Le mie preghiere sono state ascoltate: il Renault 6, classe 1980 è morto. Ha petao. Non ce l'ha fatta. Si è fuso dal benzinaio e là è, da ieri.
Era già qualche settimana che il nostro amico aveva l'asma, c'è una microsalita per andare a Picassent e l'amico ansimava, mi aveva già scaricata due volte in mezzo ad una rotonda e sabato siamo arrivati a casa per miracolo. Ad ogni semaforo si spegneva, abbiamo generato una fila lunghissima sul ponte che va alle Torres de Serranos e ci siamo fatti la tangenziale con il cuore in gola e tutta in seconda. Finché finalmente abbiamo parcheggiato sotto il gelso e devo dire che è arrivato al suo solito posto praticamente per inerzia visto che si era spento 10 metri prima. Domenica abbiamo provato a rianimarlo, ma già nella stradina tornando indietro si sono accese tutte le luci, era lui che diceva "parame YA!" ed è defunto.


Allora noi siamo circondati da una simpatica pandilla di gente che nel tempo libero fa il meccanico. Devo dire che ci sanno fare, anzi sono proprio appassionati di motori vecchi e per 3 giorni una commissione mista si è riunita di fronte al cofano aperto per ispezionare, smontare, agganciare e rimettere in moto.

Allora, se prima il motore almeno si accendeva e due giri li faceva, adesso manco quelli. Gli hanno tolto il cuore, ripulito e rimontato. Gnente.
Allora hanno provato con la batteria. Niente di niente.

Sono andati fino a Valencia a cercare IL pezzo di ricambio. Forse va, forse no. Ieri sera dopo una intera giornata intorno al motore, sembra che ce l'abbia fatta. Arrivano al benzinaio per mettergli benzina perché andava pure corto e non ha la spia della riserva e mi vedo Raul e socio tornare a piedi. Compliments!

Sto coso sul mercato dell'usato antico vale 500€ e -ci sarebbe anche qualcuno disposto a comprarlo per sistemarselo nel tempo libero- oggi mi hanno offerto una macchina station-wagon per 300 e qualche cesta di verdura. E che aspettiamo? Aspettiamo che Raul si rassegni. Lui è sempre stato quello degli amori a quattro ruote impossibili e deve essere finalmente pronto a dire addio al suo macinino amorino dal cuore rombante. Oggi era come stare in ospedale. Il nostro meccanico va a vedere la macchina, torna. Non mi dice niente. Torna là con Raul, mettono in moto (???) , tornano e mentre Raul è fuori lui mi dice "la macchina è morta, ma credo che a Raul lo devi prendere tu da parte e dirglielo" . Io dentro di me faccio i salti di gioia, perché voglio una macchina vera dotata almeno di riscaldamento e cinture di sicurezza posteriori, ho sperato che mi fermasse la Guardia Civil e mi sequestrasse il rottame, dandomi magari pure una multa perché non è esattamente legale viaggiare con un bebé che sta tutto rannicchiato nel suo seggiolino, ma che gli va un po' stretto.
E poi voglio uscire.
Siamo quasi a venerdì e io da qua ancora non sono riuscita ad andare da nessuna parte. Devo andare a prendere il riso e gli estratti vegetali e gli hamburgers comprati con il GAS; ma grazie devo andare io a prenderli 5 km più in là ma i miei orari non coincidono con quelli dell'associazione, ovvero la sera. Abbiamo finito l'acqua e quella la andiamo a prendere alla fonte in montagna!! Non voglio comprare acqua, te pregooooo! Stiamo qua tagliati fuori dal mondo.

Quando dicevo a Raul che volevo una macchina vera mi sentivo pure in colpa perché mi sembrava di parlare come una bimba capricciosa e capitalista dentro. Invece, cazzarola io voglio una macchina che funzioni e che mi porti sana e salva a destinazione.

Inizia quindi la nostra veglia funebre, mi fa un po' pena la cosa, sono disposta però a tenere qua l'Erre 6 fermo in giardino per giocare o farne un bar o finché l'edera non se lo sarà mangiato intero.

Erre 6, RIP.

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