sabato 4 febbraio 2012

perché il mio sapone non fa schiuma

Quando dico in giro la ricetta del sapone la gente mi guarda con due occhi così perché c'è la soda caustica. ma scusate, preferite il Sodium Laureth Solfato (SLS) o i parabeni forse?
La soda caustica non è certo là per scherzo, credo che i Romani per caso abbiano scoperto che mescolando olio con soda si ottenesse una reazione chiamata saponificazione e che il sapone ottenuto fosse perfetto per lavarsi.
La soda caustica che usiamo noi è di origine industriale, ma altro non è, detta con il suo nome scientifico idrossido di sodio, ovvero cenere. Sí, la cenere del caminetto. La mia amica è già un po' che mi sta dicendo di provare ad usare la liscivia al posto della soda industriale, visto che è naturale, ma io non so se sia altrettanto potente. Provare non costa nulla (ammesso che lo faccia lei, ho giusto due bottiglie da 5 litri ciascuna piene dell'ultima liscivia che ho fatto) e al limite abbiamo sprecato un litro di olio usato.



Allora, parliamo di questo sapone con le variabili che usiamo io e la mia amica fattucchiera saponaia.

Usiamo infusi diversi invece della semplice acqua: di camomilla, di lavanda e rosmarino, di calendula, di gelsomino quando è bello in fiore. Ultima new entry, infuso bello forte di erba luisa (o erba limonina, cambia nome in base al posto). Tutti quanti hanno esaltato al massimo la profumazione che ci aspettavamo. Immaginate quindi un bucato profumando di lavanda, altro che OminoBianco!

Usiamo olio puro per fare il sapone destinato all'igiene personale, mentre quello usato (che ci dà un ristorante e diosolosa quello che ci hanno fritto dentro tanto è speeeeeeeeeessssssssssoooo) lo usiamo per fare il sapone della lavatrice, in pratica il sapone di Marsiglia.

Dopo anni e anni usando solo olio di oliva, abbiamo iniziato ad usare oli differenti, ad esempio il magnifico olio di avogado, che se non sapete districarvi tra i molti tipi d'olio in circolazione, è quello più delicato con la pelle. Quello buono poi non raffinato ha un aspetto denso e scuro.

Ad ogni modo sti panetti uscivano sempre bianchi bianchi, al massimo appena gialli se ci mettevamo dentro anche fiori interi di camomilla o di lavanda, ma io che adoro i saponi dei Provenzali (l'ultimo che ho visto in Italia ha la lattuga!) volevo colorarli, ma come?
Sperimentando, abbiamo provato ad usare la curcuma e ci è andata bene. Per farlo di un giallo bello bello, come il risotto alla milanese in un litro di miscela ne abbiamo messo 1 barattolo. La curcuma costicchia così abbiamo usato quella del supermercato che avevo in casa e che era scaduta (anche se le spezie non scadono, era oramai a grumi e quindi pa' dentro). Per altri colori proprio non sapevo che fare, perché pur usando una quintalata di argilla è uscito un colore verdognolo che non era proprio invitante e quindi ho comprato la clorofilla. A parte essere già di per sé un buon attivo rigenerante ha il pregio di dare al sapone un bel colore verde acceso. Ah, sí è possibile comprare la clorofilla, non l'ho estratta io dalle piante o alghette!

Ultimo tocco a questo sapone è stato usare le formine per i dolci: a forma di stella, di cuore.... così già a Natale la mia socia li ha regalati alle sue amiche, sono stati un successone e sono proprio belli belli da vedere.

Ora, questi saponi non fanno schiume e ci siamo premurate di dirlo a tutti/e.
Perché non ha tensioattivi. È sempre esistita la strana idea che se un prodotto fa schiuma allora pulisce a fondo, altrimenti ti sciacqua e basta. I responsabili dell'effetto schiumogeno di moltissimi prodotti si chiamano tensioattivi e seppur sia vero che hanno un alto effetto sgrassante, ma che devono sgrassare?
Già la soda caustica di per sé è uno sgrassatore, infatti tutti i saponi sono basici (o alcalini) e come già detto qua eliminano perfettamente gli oli (quindi i grassi). Ma la pelle ha una naturale produzione di sebo che dobbiamo guardarci bene dall'eliminare perché altrimenti se ne genera di più oppure la pelle si ritroverà presto secca secca. Insomma, sempre uno sbilancio si produce.
I tensioattivi dei prodotti convenzionali sono spesso gli stessi usati per sgrassare i motori (il già nominato SLS) sono antigelo, tolgono le ruggini (esempio il Sodium EDTA): ovvio dipende dalla concentrazione, ma se guardate all'INCI dei cosmetici sono spesso in seconda o terza posizione, ossia molto molto abbondanti.
Aggrediscono la pelle rendendola permeabile al passaggio di altre sostanze nocive. E tutto questo solo per il gusto di potersi cullare tra dolci bolle?
Eppure la soluzione c'è: molti saponi naturali hanno come tensioattivo derivati dell'olio di cocco: cocobetaine e soci. Io non li uso solo perché costano un botto e ne posso anche fare a meno.
Ora qua in Spagna sto cercando la Saponaria, una piante le cui radici strofinate in acqua fanno schiuma (e infatti che nome ha la pianta?): difficile da trovare però.



Immaginate quindi cosa io possa pensare della foto pubblicitarie con bebé immersi in nuvole di schiuma....

3 commenti:

  1. Grazie per condividere questi utilissimi consigli!!!!! Complimenti per il tuo blog, davvero interessante..;)))

    a presto,
    Sara

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  2. Grazie a te! Bello il tuo blog!
    A presto!

    francesca

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  3. Complimenti, Francesca! Chiara, efficace e...pure simpatica.
    Sofia Astori.

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