martedì 6 marzo 2012

Corso di ecoestetica/3

Eccomi finalmente per scrivere l'ultimo capitolo, manco fosse la tesi dell'università. Però almeno si scrive di quello che veramente ci interessa, ossia la cosmetica ecologica e i suoi segreti.
Vabbé, è noto che una crema è una emulsione di acqua e oli. Eppure queste categorie possono essere rivisitate usando al posto dell'acqua un idrolato e invece dell'olio un macerato di piante oleoso o almeno usare questi due ingredienti nella miscela di acqua e olio tradizionali.
Quali oli? Dal classico olio di mandorle fino al più raffinato olio di rosa mosqueta, l'importante è che siano stati spremuti a freddo e filtrati con sistemi meccanici, oltre che essere ecologici.

Se non vi azzardate a mettervi all'opera con il frullatore è possibile comprare creme basi a cui semplicemente si possono aggiungere gli attivi.


Gli attivi possono essere gli oli essenziali e gli estratti aromatici, ma anche molecole minerali come il cloruro di magnesio, vitamine... Il cloruro di magnesio per me è stata una novità: è un antirughe magnifico perché mantiene l'idratazione della pelle, facendo da catalizzatore per l'acqua.
Ma parliamo di marche: come detto ieri esistono marche che spacciano per biologico qualcosa che non lo è, usando la parolina magica "naturale" facendo cascare ai loro piedi schiere di fans. Io invece voglio promuovere alcune marche che per il solo fatto di non farsi tanta pubblicità e avendo un canale diretto dal produttore al consumatore meritano di essere citate: è il caso italiano della Montalto Natura, piccolo laboratorio di Busto Arstizio che da anni produce linee biologiche per tutta la famiglia. Ho parlato con loro in BioCultura e mi hanno anche parlato delle iniziative benefiche e potrete saperne di più leggendo il loro sito.
Se poi proprio non vogliamo parlare di nuovo dei grandi marchi come Weleda, ecco che allora io vi lancio là questa piccolissima azienda artigianale spagnola Aroma de los Filabres e Cosmetics Giura, che mi piace tanto tanto tanto!! Vi posso citare altre marche come Solaray, Artesania Agricola e Voegel, ma sicuro che anche in Italia ci sono piccole realtà che vale la pena appoggiare, a parte i grandi come L'Erbolario e I Provenzali.
Bene, ma parliamo di formulazioni. La pagina web di una delle mie professoresse è Elaborando Cosméticos, dove da consigli a chi vuole iniziare con la pratica delle creme. Il suo laboratorio si chiama La Redoma Creativa e da lei potrete comprare la crema base a cui aggiungere gli oli essenziali e gli estratti.

Parliamo velocemente degli idrolati e degli oli essenziali: costano-un-botto. E su questo non avevamo dubbi. E perché? Allora, parliamo dell'estratto di rosa damascena per esempio, 1 ml =40 €. Perché ci vogliono 3000 kg di petali di rosa per fare 1 kg di olio essenziale. E questo chilo costa tra i sei e gli otto MILA euro. In Bulgaria le donne lavorano raccogliendo a mano petali per tutto il giorno, ognuna più o meno ne raccoglie 8 chili al giorno (ora prendete un petalo di rosa e ditemi quanto pesa, io so che 8 kg di petali sono l'equivalente di Marc) e questo lavoro deve essere pagato. Altra storia per la lavanda, che può essere racconta con macchinari e che ha più resa perché si distilla sia il fiore che la foglia, tutto insieme: prezzo per un chilo  di olio essenziale, 200 € (non è poco, ma almeno non è un mutuo). Gli idrolati sono un sottoprodotto della distillazione degli oli, sapete l'alambicco che si vede anche in "La spada nella roccia"? Ecco, quello, separa in corrente di vapore gli oli essenziali dall'acqua aromatizzata, ma entrambi i prodotti vengono usati in cosmetica. Gli idrolati quindi non sono semplici infusi di foglie, ma contengono importantissime sostanze idrosolubili, l'essenza della pianta. Gli oli essenziali diciamo che sono l'anima della pianta, sono molecole potenti e da usare con cautela tra l'altro.
La qualità degli oli essenziali quindi dipende dall'origine geografica, dal modo di coltivazione, dallo stato di sviluppo della pianta, dall'organo distillato, dal modo di estrazione e dalla cromatografia che ci indica quanti principi attivi sono presenti. 300-600 principi attivi è la media per ogni olio essenziale.
L'olio essenziale di rosa ha circa 500 principi attivi, i cui più importanti sono l'eugenol (antiossidante), il fannesol (per le pelli stressate), il feniletanol (tonico).
Inoltre Citronelol, geraniol, Linalol sono nomi che leggete comunemente nelle etichette: ecco, sono i principali principi attivi di molte piante e che quindi ritroviamo "in tracce" anche nelle creme. Tutto normale nonostante il nome strano. Gli oli essenziali possono essere molto potenti: mai usarli direttamente sulla pelle o per via interna, non si mescolano in acqua quindi è inutile metterne qualche goccia nella vasca da bagno, il modo migliore per usarli è mescolati in un olio oppure per inalazione.

Parto direttamente da qua per dirvi un paio di ricette che abbiamo elaborato insieme, dipendendo del tipo di pelle con cui abbiamo a che fare.
Le pelli normali devono essere aiutate a rimanere tali, quindi a conservare l'equilibrio idrolipidico. La crema quindi deve essere leggera, ma non untuosa e gli attivi scelti saranno equilibranti e floreali come la lavanda, il geranio, la palmarrosa, il sandalo, la rosa. Gli estratti migliori saranno l'avena e la camomilla.
Una crema idratante quindi potrà essere costituita da 45 g di crema base a cui possiamo aggiungere 5 gr di idrolato di camomilla e 10 gocce in totale di questi oli essenziali  e 30 gocce di estratto.

In una pelle grassa  bisogna regolare la produzione sebacea, ha bisogno di formulazioni leggere, sono utili gli esfolianti e le maschere di argilla e un tonico con un po' (un po') d'alcool.
Una crema idratante sarà quindi costituita da 35 g di crema base, 15 ml di idrolato di malva, 10 gocce essenziali di questi oli: petitgrain, geranio e 30 gocce di estratto di liquerizia.


In generale diciamo che in una crema viso gli oli essenziali saranno lo 0,5-2% del totale, normalmente un1% è sufficiente e svolge anche un'azione conservante del prodotto. Per gli estratti idroalcolici, che non sono irritanti come gli oli essenziali, si può arrivare tranquillamente al 5% del totale.

La cosa più importante che ho imparato è che nella cosmetica ecologica l'INCI non è tutto. Chi lavora in cosmetica ecologica non lo fa per forrarse de dinero, per arricchirsi brutalmente. Lo fa per passione, per filosofia, per stile di vita. Non è raro oramai trovare piccole realtà che si ispirano alla medicina cinese, considerando i chakra da attivare con l'uso di diversi oli essenziali oppure seguendo le indicazioni dell'Ayurveda. Non sarà quindi un caso che un giorno troveremo creme ecologiche ed artigianali che porranno in etichetta "creata con pensiero positivo" oppure "lozione a base di amore e tenerezza".

Quella è la strada.

Nessun commento:

Posta un commento