lunedì 5 marzo 2012

corso di ecoestetica/2

Eccomi come promesso per continuare a parlarvi del corso che ho seguito. Ah questo corso era gratuito, i costi infatti sono stati sostenuti dal Fondo Sociale Europeo, la Fundación Biodiversidad, Associación Vida Sana e gli sponsor. Grazie!
Questo riassunto spero vi aiuti ad aprire gli occhi sul mondo delle marche convenzionali, è un po' una palla perché parlerò di chimica  e norme, ma anche io ho scoperto cose che mi hanno lasciata a bocca aperta.

TRUCCHI & INGANNI DELLA COSMETICA CONVENZIONALE
Sarà anche vero che molti prodotti visibilmente eliminano le rughe, questo è dovuto a molecole che gonfiano la pelle, richiamando acqua: ma cosa comporta? Che le fibre di collagene se non sostenute e ben alimentate come detto ieri poco a poco decadono e questo ci porta ad applicare sempre più prodotto.
Prodotti che promettono di correggere le imperfezioni contengono molecole che sbiancano la pelle e che danno poi problemi di fotosensibilità
In molte formulazioni vengono aggiunti ingredienti che servono solo a mitigare l'effetto negativo di altre sostanze. Spesso poi non vengono dichiarati in etichetta.


DECRETO LEGGE 209/2005
articolo15: permette di non dichiarare in etichetta alcuni ingredienti, come sostanze tecniche per ottenere una certa consistenza per la crema, oppure molecole che come detto prima servono per bilanciare gli effetti negativi di altre.
articolo 17: permette di non dichiarare le molecole patentate (per il segreto professionale) ma soprattutto le sostanze che non sono mai state studiate (!!!!) e di cui non si conoscono gli effetti.

I fabbricanti non sono tenuti poi a dichiarare che quello che dicono sia vero sugli effetti dei loro prodotti. Pensate che ogni anno vengono messe in circolazione 600 nuove molecole, e delle 5000 conosciute circa il 10% non è stato testato.
In conclusione una buona crema è quella che presenta al massimo 15 ingredienti.

INCI CONVENZIONALE
oli minerali, come paraffinum, mineral oil migliorano l'aspetto del prodotto, ma sono tossici, così come i coloranti, che ricoscerete per il prefisso anilin-
 i PEG sono emulsionanti ad esempio il polyethilenglycol-seguito da un numero
abbiamo già parlato del Sodium Laureth Sulfate (SLTS)  e del collega Sodium Lauryl Sulfate (SLS), detergenti molto sgrassanti che vanno bene se siete meccanici d'auto. Sono accettati sotto l'1%.
Fragranze artificiali, che influiscono sull'equilibbrio ormonale, tutto ciò che si chiama acetyl e exametil
Formaldeide che ora è stata proibita in cosmetica
Urea, ma quella sintetica come la Dimethyl Urea, Diazolidil Urea...
Molte creme hanno fattori solari che producono allergie a catena e sono cancerogeni, come il metoxybenzoylmethane, benzophenone, oxibenzone
Abbiamo poi i solventi, escludendo l'Isopropyl Palmitate e Isopropyl Miristate, occhio con gli altri.
Infine abbiamo i parabeni che sono i conservanti più potenti ed economici, come l'ethylparaben, butylparaben.

COSMETICA ECOLOGICA
Nemmeno qua è tutta una meraviglia perché un prodotto è considerato bio se ha almeno il 70% di ingredienti. E il resto? Vedi su. Come distinguerli? In etichetta appare un asterisco con le percentuali di ingredienti e loro origine. La conservazione è il grande problema, ma ho scoperto che esistono valide alternative ecologiche. Io uso come conservante l'alcol benzilico e acido deidroacetico, che hanno l'avvallo Ecocert per cui vado tranquilla. Altrimenti mi garantiscono che una concetrazione dell'1% di oli essenziali garantisce l'immunità alle creme, così come l'estratto di semi di pompelmo se questo ha una concentrazione pari al 60% e presente in crema con una concentrazione dell'1%.
I miei professori fanno parte della commissione di IMO, sicuro che riconoscerete il marchio e spesso alle riunioni delle commissioni miste nascono problemi sull'omogeneità dei criteri. Loro certificano Weleda, Lavera, Dr. Hauschka.
Altro problema è la protezione del termine "naturale": pure la Coca-cola lo è, per questo il prossimo passo sarà quello di patentare il significato per renderlo equivalente ad "ecologico" ed evitare così che moltissime marche convenzionali truffino i clienti facendo loro credere di usare ingredienti  "naturali" nel senso ecologico del termine quando invece non lo sono.

Il prossimo post parlerà finalmente di formulazioni e marche ecologiche, con uno sguardo alla medicina tradizionale cinese e Ayurveda.

3 commenti:

  1. Ciao!Bellissimo blog! Condivido e mi ritrovo in molte delle cose che scrivi! :)
    Interessante l' eco cosmesi, visto quello che contengono i prodotti della grande distribuzione ( e per moltissimi altri motivi) anche io mi sono felicemente data all'autoproduzione :)
    Ciao, Mary

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  2. Quella è la strada! E poi è proprio divertente!Devo rimettermi a dare qualche altra ricettina X_X

    Grazie per la compagnia!

    francesca

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  3. oh quante cose in comune!!!
    lascio il link al tuo blog in un gruppo di ecomamme su fb!!!
    ora giro a spulciarti per benino!

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