venerdì 30 marzo 2012

quando poi arriva il momento

Oramai sapete come la penso su molti aspetti della vita e che pur stando fuori da ogni regola, anche se è strano siamo delle persone che lavorano...si, e anche molto più di altri, anche se a fine giornata siamo delle persone diverse, più mature, abbiamo imparato, abbiamo condiviso, siamo cresciuti, ogni giorno non è mai identico al precedente, la routine non vive qua. Anche Marc cresce con noi eppure per rispettare le sue necessità e anche le nostre all'orizzonte si prevedeva prima o poi di doverci staccare da lui qualche ora al giorno. Non era proprio giusto vederlo rimbalzare di mano in mano perché il papà è nel campo e la mamma al pc, lui troppo piccolino per capire che non è il momento.

Nonni: si, ma senza approfittarne, Marc se non mi vede a dir la verità è contento, frigna solo se passo davanti a lui ma non lo prendo: considerate che ieri per tutto il pomeriggio non l'ho visto, impegnato com'era a distrarsi con i nonni, che poi lo adorano.

Ma nemmeno questa è una vera soluzione.


Io odio la faccenda del dover rinunciare a lavorare per stare dietro a figli perché viviamo in una società che blablabla.... E non è che l'idea di lavorare sempre sempre sempre in casa faccia a caso mio.


Ora, non so se sia chiaro, ma ovviamente dopo aver partorito in casa, crescere Marc come un selvaggio, tenerlo in una bandolera e non mettergli nessun vaccino, potremmo mai mandarlo noi al classico asilo di quartiere?
Alla escoleta i bimbi possono rimanere senza genitori a partire dei due anni, infatti quando io vado rimango con Marc, nel grupo de crianza.E quindi niente, impossibile poter lavorare se non con Marc appeso....
devono avermi letto nel pensiero....
Oggi sono andata alla Escoleta a fare un giretto, siamo rimasti nemmeno mezz'ora ma in quella mezz'ora mi hanno fatto una proposta: lavorare là. Io non mi sono mai immaginata prima affaccendata con personcine alte circa un metro e considerando l'ambiente da cui vengo, non immaginavo proprio l'esistenza delle scuole libere. Pure in un paesino sfigato come questo, ci sono invece dei genitori che hanno costruito una scuola intera. Genitori che anche se dotati di lavori normali, sottosotto sono degli insospettabili che si dedicano all'educazione dei figli, sono home-schoolers, sono genitori di bimbi nati in casa, non hanno vaccinato... Per me e Raul che sia un caso o una benedizione o parte naturale della nostra storia di famiglia, era chiaro come il sole che Marc sarebbe stato alunno della scuola intitolata al padre, la Escoleta Hort de Pi. Da quando l'escoleta esiste ho imparato moltissimo sul Metodo Montessori, Steiner, rodo pure perché mi sarebbe piaciuto anche a me essere stata educata così. I bimbi sono sempre di più, l'accompagnante una sola e anche se io ufficialmente ho partecipato a 2 assemblee (incinta o con un figlio di 2 mesi non mi sono mai sentita in diritto di dire una parola sulle decisioni educative), nel mio piccolo ho dipinto muri, tolto erbacce, cucinato e lavato abbastanza piatti da potermi ritenere parte integrante della Giunta dei Genitori.
E loro pure, visto che mi hanno prima nominata Responsabile del Grupo de Crianza, formato dai bimbi più piccoli che vengono accompagnati dalla loro mamma e oggi mi hanno proposto che da settembre piuttosto che mettere a contratto una ragazza che seppur formata in pedagogia e con tutte le buone intenzioni, ma completamente all'oscuro delle dinamiche di una scuola libera, lavori io con il gruppo dei piccolini, coetanei di Marc e bimbi fino a 4 anni. Che sono quattro. In modo da poter stare con Marc e allo stesso lavorare. Fuori da casa.
E i bimbi cosa ne pensano? Oramai li conosco tutti, mi lasciano i messaggini d'amore, sono intelligenti, teneri e credo che farà loro piacere sapere di vedere Marc tutti i giorni, di iniziare la giornata insieme e fare cose. 

Sono contenta!Sono contenta perché questo mi permette di stare con Marc ma senza annoiarci perché lui da solo con me credo anche arrivi ad un punto che non mi può vedere, mentre stare con gli altri bimbi lo rilassa. E poi mica è come negli asili normali, qua i bimbi piccoli o vengono con le madri oppure se hanno 3 anni sono liberi di fare quello che vogliono purché non si uccidano a vicenda. E da quel che ho visto in quest'anno e mezzo che frequento la scuola, tutto pensano tranne che a farsi male. Più di una volta a dire il vero mi sono ritrovata con Marc e altri nani a guardare libri o montare castelli con i lego giganti, quindi direi che il mio percorso di formazione lo sto già facendo. Stiamo allestendo adesso vicino alle sabbiole il minipark per loro, mentre l'interno è già stato sistemato, con giochi di legno, libri di stoffa, minisedie Ikea. Però diciamolo: loro fanno un favore a me che mi pagano, anche se io onoratissima solo per il fatto di essere presa in considerazione. Ma io faccio un enooooooorme favore a loro perché per diverse ragioni logistiche la scuola prima delle 10,30 (!!!) non apre, mentre io che vivo a due passi alle 8,30 posso essere là per aprire ai genitori che appunto hanno bisogno di lasciare i figli alle 9 e non alle 10. In questo modo potranno venire molti più bambini, molte madri potranno tornare a lavorare perché come noi piuttosto che lasciare i figli in una scuola normale, stanno a casa.

Allo stesso tempo era già un po' che i genitori dei bimbi grandi cominciavano a ritenere necessario una figura per le lezioni di scienze. Infatti i genitori stessi si occupano ovviamente della formazione e se per gli studi classici ci sono genitori che rispondono alle domande dei ragazzini e che montano intere opere di teatro per spiegare loro gli antichi romani, adesso che i bimbi fanno troppe domande di scienze, mi vorrebbero là un po' più costantemente. La mattina quindi, anche se non dovete immaginarvi bimbi seduti al banco che prendono appunti, sarà dedicata alle attività di studio, io sarò là e nel momento del bisogno, secondo un calendario non meglio definito, faremo appunto un'ora di scienze, con il microscopio, le foglie, gli insetti e materiale che compreremo. Alle 14 il mio servizio sarà finito, anche perché dopopranzo e fino alle 18 cosa volete che facciano i bimbi se non giocare?

Sono contenta, incredibili i giri che dà la vita. Sarà una grande occasione di crescita per Marc, avermi accanto e allo stesso tempo formarsi e avere una educazione. Considerando che frequenta la escoleta già da quando aveva un mese e adesso riconosce molti visi dei bimbi, non credo che sarà un trauma per lui passare là tutta la mattinata (il signorino poi si sveglia alle 8, quindi...).

Ne ho già parlato con Raul e lui è contento. Nel pomeriggio potrò dedicarmi alle faccende dell'orto, come sempre: gli ordini, le email.

Mi svincolo per sempre dall'obbligo di cucinare per 5, che si arrangino i signori uomini.

aspettiamo settembre.




2 commenti:

  1. Ennesima conferma che non sai mai che ti riserva la vita! Che bella cosa, e che bello sentirti così entusiasta, io adoro i nuovi progetti!

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  2. ad ogni modo non farò mai sprofondare marc di vergogna come passava a chi aveva la madre professoressa nella stessa scuola che frequentava -.-"

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