giovedì 24 maggio 2012

Chi è la natural mom?

Approfitto della domanda di Alex per spiegare chi è una mamma naturale e come se cresce insieme nella crescita naturale della famiglia.
Faccio una premessa: esistono affinità anche con chi non si riconosce nei valori della crescita naturale, perché sono atteggiamenti -diciamo-universali. E seconda cosa: non c'è nessun giudizio negativo verso chi per ragioni sue non confida nella crescita naturale e decide di applicare altri sistemi per crescere suo figlio, ok?

Nella crescita naturale esistono diversi fattori che fanno credere alla società che la madre sia una poveraccia che mette da parte se stessa per stare dientro al figlio, viziarlo e coccolarlo fino ai 18 anni: cosleeping, allattamento, autosvezzamento... niente di più sbagliato. La mamma naturale è vero che dedica molto tempo al figlio, ma è più libera di quello che si può intravedere. Scegliamo questi sistemi perché anche se sembra paradossale, liberano la madre e il padre di tanti vincoli sociali che costringono poi una giovane personalità come il bambino in una serie di doveri che non sono propri di bimbi tanto piccoli, e i genitori devono pure monitorare e plasmare, per ottenere poi spesso dei bambini giudicati iperattivi o maleducati e dei genitori che esclamano "Ah, figlia come mi stressi!!" oppure "Certo che con mio figlio è proprio difficile uscire e andare da qualche parte.."

Cornuti e pure mazziati?!


Partiamo da questo: il castigo sia fisico che verbale non è contemplato e per aiutarvi a capire userò degli esempi che la mia cara amica e accompagnante della Scuola libera dove andiamo scrive su FB e commenta:

Sull'autubus un bimbo di 5 anni non voleva stare seduto e la madre lo strattonava e minacciava e una signora spalleggiata dalla madre del bambino gli dice "Guarda che se non stai seduto l'autista ti fa scendere e ti abbandona per strada" [...] . Al ché mio figlio di 8 anni dice "Ma perché dicono queste cattiverie? Perché non parlano con il bambino e gli spiegano semplicemente che è più sicuro stare seduto invece di strattonarlo e farlo piangere mettendogli PAURA? Non è mica tonto.

Questo è solo un esempio di tanti: i bambini non sono tonti e non crescono nelle minacce, nella crescita naturale si parla con loro, non si alza la voce, anche quando fanno qualche marachella, si fa capire loro dov'è l'errore e lo si corregge insieme. E a dire il vero non ho mai visto scene, nel mio circolo di amiche, di capricci con bimbi stesi per terra ad urlare perché se cresciuti così fin da piccoli non c'è nemmeno spazio per eventi tragici come questi. Ci vuole pazienza, ma vi dico davvero che nella scuola libera dove vado i bimbi non sono violenti, non sono bulletti, a volte litigano e solo l'accompagnante -senza genitori-si mette in mezzo per far parlare i bambini. Come che no. Nel senso che nessuno è obbligato a chiedere scusa all'altro, nessuno ha torto e nessuno dei due ha ragione solo perché lo dice un adulto. Faranno da soli magari dopo mezz'ora, si chiariranno tra loro. "avanti, chiedi scusa a Laura..." è una frase che non sentirete mai, solo perché un adulto ha deciso che Laura ha ragione, mentre Pierino ha torto.
Nella crescita naturale così come ci sono castighi non ci sono premi: se mangi andiamo al parco,  se fai il bravo (???!!!) potrai guardare la tv. Le cose si fanno perché fa piacere, perché si è capito il significato del gesto e l'adulto deve rispettare le scelte che fa il bimbo come se fossero le proprie.

Ma poi voi ci vivreste sotto ricatto?

Nella crescita naturale non c'è sessismo: sono veramente morti i tempi dove i bambini dovevano rispettare dei codici morali imposti dall'alto, non hanno paura o vergogna delle loro nudità, non c'è morbosità, non c'è rosa e azzurro, capelli lunghi o corti.

Cosa importantissima è rispettare il bambino e le sue cose: troppe volte ho visto madri al parco che obbligano i figli a condividere i loro giochi e la figlia dell'amica mia, nata libera, oramai odia il cuginetto di 10 mesi perché la zia la obbliga ogni volta a dargli dei giochini. Invece questa bimba adora Marc perché non l'abbiamo mai obbligata a condividere, ma adesso invece è proprio lei che prepara a Marc dei giochi sul tappeto e alcuni glieli ha addirittura regalati. Ma certo, vi piacerebbe a voi che io venissi e dicessi "dai Alex, lascia a Caterina il tuo cellulare, che egoista che sei..." per poi commentare con la mamma di Caterina "è che mia figlia è egoista, mi scuso per lei...". In quel momento il sonaglino o il bastoncino in mano di vostro figlio è suo e solo suo e lui deciderà come, se e quando condividerlo con gli altri. Non abbiamo nessun diritto noi di dire a nostro figlio di condividere i suoi giochi con gli altri senza il suo permesso.
Su questo argomento sarà meglio scrivere un post dedicato nella gestione di una intera scuola libera, per ora accontentatevi di questo post  .


Allattiamo a lungo perché  (e finché) ci piace e dormiamo insieme perché sentiamo dentro che sia giusto così. Ed è vero che i bambini cresciuti con il co-sleeping scelgono presto di fare le valigie e andare in camera loro in modo autonomo, già verso i tre anni. Riconoscono che sia la loro stanzetta da agghindare e colorare come vogliono, secondo la loro creatività. Per questo che la stanza di Marc non è stata ancora decorata, è tutta bianca affinché da grande scelga lui come dipingerla (vedo e prevedo manate di colore) e che letto e armadio vuole. Di nuovo la personalità che si esprime anche con il diritto alla privacy emerge già presto e deve essere rispettato.
Difficile obbligare un bambino a mettere a posto, ma se sente davvero che quelle sono le sue cose, sarà il primo ad essere ordinato e preciso. Arrivano anche a lavarsi il loro piatto e bicchiere (a scuola), magari non nell'immediato, viene lasciato da parte, come il cibo e non obbligato a fare qualcosa controvoglia. Di nuovo, se trattato come una persona verrà e ti chiederà di aiutarti a cucinare e anche a pulire dopo.

La crescita naturale ha poi degli estremi che si possono seguire solo per convinzione personale: i vaccini e il parto in casa.

Sul primo, i vaccini pur non essendo un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) sono dati a chiunque e si crede pure che siano obbligatori per iscrivere i figli a scuola: non è vero.Anche in Spagna i vaccini non sono obbligatori ma al limite fortemente raccomandati. Vi consiglio solo un trucco: non dite mai che siete contro i vaccini, piuttosto dite che consapevoli anche del rischio dello zerovirgolazerouno voi volete le prove che quel vaccino non provocherà danni al bambino e la percentuale di successo in caso di contrarre comunque la malattia, chiedete dati sullo stato della popolazione vaccinata, chiedete dati sui vari biotipi di virus presenti e sui quali il vaccino ha effetto: avete diritto a chiedere questi certificati al Ministero di Sanità che sarà obbligato a rispondervi. Nel frattempo potrete mandare a scuola vostro figlio, nell'attesa della risposta che arriverà -forse- quando oramai andrà all'università. E' semplicemente una lacuna del Ministero della Salute che non vi può denunciare di mettere in pericolo la popolazione solo perché avete dei dubbi da chiarire. Io come già detto, farei solo quello del tetano e ho appena saputo che è possibile comprare il monovaccino monodose in Andorra (sapete, un piccolo Principato sui Pirenei al confine tra Spagna e Francia) senza la paura di essere denunciati. Ovviamente ad applicarlo dovrà essere un medico e noi abbiamo come dottore un pediatra del Centre Medic naturalista di Valencia.

Sul parto in casa, come vedete non ho mai scritto un post promovendolo perché deve essere una scelta personale su cui ognuna deve fare come crede. Non tutte coloro che scelgono la crescita naturale hanno partorito in casa, ho amiche che pur allattando da oltre tre anni, hanno partorito in ospedale e lo rifarebbero pure. Ora il problema è solo chiedere un parto il più rispettato possibile in strutture di terzo livello, con la terapia intensiva neonatale e procedure di urgenza disponibili. Quello che non capisco è come mai esistano ospedaletti di primo livello, senza niente ma che attraggono future madri con la scusa del parto dolce e poi altri di terzo livello dove invece si praticano più parti operativi, con epidurale o cesareo. Non è possibile avere buoni ospedali che allo stesso tempo abbiano vasche da bagno, corde, funi e tutto il circo, ma anche personale e attrezzature per le emergenze?
Io dentro di me ero sicura del parto in casa, è una scelta personale che per questo non consiglio a nessuna.


Questa è solo un breve concentrato su alcuni principi della crescita naturale, nel frattempo e in base a come Marc crescerà, ne parleremo ancora.



 

7 commenti:

  1. Ciao bella e giovane mamma.
    Io non sono più tanto giovane, ho fatto 4 figli (2 parti ambulanti,entri partorisci, visita medica e poi via, 1 parto con ricovero di 4 giorni, mai più, e un parto sul tappeto di casa, aveva fretta, e placenta ambulante, nel senso che sono entrata in ospedale, ho espulso la placenta, e dopo un paio di ore sono tornata a casa....sono già passati 15 anni e questa era l'ultima)
    I miei figli hanno sempre mangiato con le mani, giocato con la terra (tetano vaccinati)con il cane ed il gatto e praticamente non sono mai malati....allattati fino a quando erano stufi (verso l'anno)...preferivano mangiare da soli...e quello che mangiavamo noi....la seconda per esempio non mangia pomodori crudi(sono rossi)....la quarta non mangia "roba verde" il primo e il terzo mangiano di tutto liberi...
    Per quanto riguarda il lettone.....fino ai 6 mesi ci sono stati tutti e 4...poi fuori tutti....in 6 non si può.
    Sono una cosi cattiva mamma? Io dico di no, sono andata secondo istinto e sono orgogliosa dei miei 4 figli...a proposito....i miei figli sul bus si alzano per lasciare il posto a noi vecchietti....e non devo chiederglielo io....mentre ci sono trentenni che manco fanno una piega...tutto sta nel modo in cui vengono educati...non ho mai dovuto strattonarli, ma se era NO era NO e basta, poi a casa si spiegava, Sul marciapiedi mi dai la mano! Le auto sono più grandi di te e ti farebbero male,il pallone si gioca nel prato e non sulla strada!come sopra...ma mai e poi mai ho dovuto gridare con i miei figli.
    Continua cosi che ti leggo volentieri
    Un abbraccio
    Anto

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  2. Bellissimo post! Io ancora non ho le idee chiare,anche perchè nemmeno sono incinta, ma inizio ad avvicinarmi all'idea... anche io vorrei fare il parto in casa, vorrei allattare ad oltranza e non fare le vaccinazioni...per il lettone condiviso ancora non lo so... per il far dipingere la camera come vogliono, giocare con la terra, evitare le sgridate, ma parlare e spiegare,sono super daccordo...

    posso chiedervi una cosa? ma perchè le vaccinazioni no e il tetano si?
    io per dire l'antitetanica non l'ho più fatta, perchè tanto se ti tagli e vai al pronto soccorso, te la fanno loro....
    Illuminatemi! :0)

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  3. Ciao Dany!
    Allora, il tetano (Bacillum tetanum) è un batterio che vive normalmente nella terra, che forma anche spore che gli permettono di sopravvivere per secoli. Le sue condizioni per ritornare alla vita sono l'assenza di ossigeno, infatti è anaerobo. I sintomi dell'infezione possono essere gravi, perché provoca prima la paralisi della bocca e poi via via di tutti gli organi interni fino ai polmoni e quindi la morte. Ora è anche vero che il tetano te lo devi andare a cercare perché ammesso che ti tagli, la ferita deve essere profonda, sporca di terra contaminata con tetano e si deve richiudere creando una condizione di anossia, ovvero assenza di ossigeno con il bacillo dentro.
    Il tetano è la tipica paranoia di chi si taglia infatti. 2 anni fa mi ero tagliata la mano lavando i piatti e la ferita ha sanguinato abbondantemente e quando mi hanno ricucita non c'è stato bisogno della vaccinazione perché l'avevo fatta 3 anni prima. Infatti cucendo si chiude la ferita e rimane il tessuto senza ossigeno per alcuni minuti.

    Quindi, in conclusione, visto dove viviamo e come, in mezzo alla terra e attrezzi, il tetano è l'unica che farei.

    MA le vaccinazioni normali sono triple, ossia normalmente con il tetano ti danno la difterica e la pertosse..... e no grazie.

    Tutto chiaro?

    :-)

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  4. ciao! sono una quasi mamma 2enne e mi ha passato il tuo blog una mia amica! E' bellissimo e ricco di informazioni, grazie!

    io abito in italia, Volevo chiederti in che cosa consistono gli ospedali di primo livello e di terzo livello, e se qui da noi c'è questa differenza!

    ciao ciao buona serata! Marty

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  5. Ciao Martina!
    Un ospedale di primo livello è un presidio basico, tipico di paesini dove ci sono meno di mille parti/anno, tipico dei paesini fino a 15mila abitanti e che non ha molte strutture per le operazioni importanti e sempre a rischio chiusura. E pare che per evitare questo propongano alle madri programmi di parto molto suggestivi (leggi parto naturale e soft), ma che non sono preparati alle emergenze, non hanno la Rianimazione Neonatale, né Chirurgia infantile(e spesso manco Cardiologia/Nefrologia per gli adulti). Eppure molte mamme li scelgono perché il personale è così *carino* ^_^

    Gli ospedali di terzo livello sono i più grandi, con tutti i reparti a pieno regime e forse per questo si dice un po' inumani e dove i parti sono un po' più rapidi, i ginecologi vanno e vengono da una stanza all'altra, non hai schiere di infermiere a tua disposizione che ti coccolano...ma dove puoi comunque partorire serenamente (e spesso con parto naturale oltre che con epidurale/cesareo), ma che hanno tutto per le emergenze.

    Il massimo sarebbe poter avere quindi una fusione di questi due tipi di ospedale, umani, carini e coccolosi, ma anche con tutte le attenzioni e attrezzature per poter risolvere i problemi e prenderli in tempo.

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  6. Ah, si la classificazione degli ospedali è europea!

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  7. A me e alla mia mamma e' molto piaciuto il tuo articolo. Ti ringrazio per le tue spiegazioni ed esempi, sicuramente saro' anch'io una mamma natrale quando sara' e se verra' il momento...

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