venerdì 8 giugno 2012

Cavezzo ricomincia da qui

Eccomi, si.
Avevo detto che non ci sarei andata e invece martedì ero in via Silvestri, poi via Concordia, Via Cavour, via Primo Maggio, Viale della Libertà, Piazza Martiri, Piazza Matteotti, Via Verdi, Via Delfini per finire di fronte al palazzetto dello Sport....ho girato tutta Cavezzo, a piedi, Marc nel passeggino mentre gli raccontavo del Bar Mulino (disintegrato), del panificio dove mi facevano il pane con 7 cereali (distrutto) e che a dicembre il panettiere mi aspettava sulla porta quando mi ha vista arrivare con Marc in braccio.

Giuro, se fossi credente a quest'ora magari mi sarei fatta tutto il rosario un centinaio di volte pur di riavere il mio paese tutto intero.

La biblioteca è veramente inclinata e ho visto Alberto, il bibliotecaio, al parco.

Se io dovessi parlarvi di Cavezzo attraverso una persona ecco,  vi parlerei di lui. E' praticamente la prima persona che ho conosciuto quando nel 1998 ci siamo trasferiti a Cavezzo. Allenatore della pallavolo dove gioca mia sorella e anche bibliotecaio, oltre che uomo tutto fare che vedi giocare a calcio nel torneo dei quartieri, padre di Andrea, mio coetaneo, marito di Alberta l'assistente sociale, eventualmente pure volontario della Croce Blu, preparatore di pizze, vigile urbano, pubbliche relazioni del paese. Se c'avete bisogno di qualcosa, chiedete a lui prima di tutto.

Ecco, l'Alberto mi ha vista preparare gli esami di maturità, 40 esami universitari, diventare mamma, partire e tornare e dopo casa mia la biblioteca era il primo posto dove andavo appena tornavo. Dopo casa mia era la biblioteca il luogo dove arrivavano le mie cartoline, tutte appese sulla bacheca che teneva alle sue spalle. Siccome io passavo davvero le giornate in biblioteca, a volte scendeva in Comune e mi chiedeva di rimanere in postazione per dare o ricevere libri.

E se Alberto per tutti è come stato un padre, uno zio, un amico, sempre con una buona parola di conforto per tutti quelli che andavano da lui a parlare.... cosa c'è da dire a lui che non trattiene le lacrime al pensiero che 25mila libri non potranno essere salvati prima che la biblioteca crolli? Ah, 25mila erano i libri già catalogati, alcuni veri gioielli che venivano richiesti anche dalle biblioteche di Mirandola e Finale, non contiamo quindi i 20mila libri tenuti in soffitta regalati dal parroco vecchio prima di morire.

Ecco, Alberto è Cavezzo e se lui crolla, Cavezzo perde un mito, io perdo un esempio.

Se Alberto se ne va da Cavezzo, noi cavezzesi saremo rovinati.

Non possiamo permettere che cedano persone come Alberto Malagoli (scrivo nome e cognome) perché con lui almeno un paio di generazioni cavezzesi sono nate e cresciute, diventate campionesse di basket e pallavolo (l'Acetum Basket Cavezzo femminile gioca in A2, la pallavolo maschile in serie B) , giornalisti e scrittori, biologi e matematici.

Con questo post io chiudo, non posso piú parlare del terremoto.

Devo ritrovare i miei punti fermi in Marc, in Raul, in questa casa dove siamo nati come famiglia.

Vi chiedo solo che a partir da ora che le telecamere se ne sono andate, di aiutare Alberto e quelli come lui.
Di aiutare il mio amico Simone che continua a lavorare nella sua pizzeria d'asporto Mangiafuoco che dà sulla piazza. Lavora per non uscire pazzo nelle tendopoli.
Di aiutare Matteo, cuoco del comune, che non sa se licenziarsi oppure resistere e rimanere. Casa sua oramai è un cumulo di polvere. Tazio, ah Tazio, uno che faceva bouldering (ossia arrampicata senza funi) sulla rocca di Finale. E i Malavasi, i Righetti, i Creola...tutti miei vicini che avevano piccole imprese artigianali di mobili. La Giada Sgarbi e i suoi genitori che avevano un negozio di parrucchieri, la Giadina era la mia parrucchiera quella che mi fece la crestina...
Se poi volete aiutare anche mia sorella che ha la maturità, anche se non sa nè dove nè quando....

Come? Come volete. Di conti correnti ce ne sono una infinità, di messaggini sicuro che ne avete mandati.

Ma a parte questo, un modo è mandare energia positiva.

Bisogna crederci per farlo.

Dicevo prima: penso a Marc, a Raul, ai miei genitori che sono vivi. Devo scacciare le immagini di dolore e distruzione, questa per me è energia positiva. Solo pensare che ci rivedremo tutti insieme, con pranzi e cene insieme, tempo insieme tra quattro pareti che saranno casa nostra. Se sarà la nostra casa di via Silvestri 60 oppure un'altra, in un altro luogo di Cavezzo o del mondo, so che presto avrò di nuovo una cucina dove cucinare per la mia mamma e una stanza dove dormire con i miei due amori, vicino a quella dei miei genitori e di mia sorella, un salotto dove riunirci e dove mettere le nuove foto di Marc. So che avrò di nuovo spazio per le bici in garage e con mia mamma andremo a prendere sedie e tazze blu per la cucina. Rimetteremo alle pareti i batik africani e i dipinti presi in Perù. Mia sorella riavrà la sua batteria con cui potrá distruggerci i timpani ancora a lungo. In camera mia mia sorella potrà rimettere su lo specchio e i poster dei gruppi metal che ascolta lei, potrà di nuovo chiudersi in camera con il suo moroso e poi cambiarsi per andare a ballare ed io la sentirò quando rientra alle 4 del mattino e poi le farò la predica e lei mi dice "Sei peggio della mamma, ma non puoi tornare in Spagna?" Faremo di nuovo il bagnetto a Marc nella vasca da bagno grande e poi a dormire con me e raul nel lettone nella mia stanza dove alle pareti ho le due corone di alloro, il poster dell'Inter, il peluche dell'Inter, il bidoncino dell'Inter sulla libreria. E far vedere a Raul le foto di scuola di quando avevo i capelli rosa. E magari in estate finalmente dopo due anni potrò tirare fuori dall'armadio la mia muta da sub e tutta l'attrezzatura che mi è costata 1000€ e la uso una volta all'anno, l'ultima volta in Croazia nel 2010 e ancora non me la sono portata in Spagna. E mio papà che ci guarda contento sprofondato nella sua poltrona preferita guardando il National Geographic o quel programma assurdo che fanno sul canale di viaggi "Orrori da Gustare".


Io non posso fare altro che pensare positivo, altrimenti muoio davvero. Mi sento che mi hanno tolto un pezzo di carne, di cuore, di cervello, il mio spirito adesso è spappolato come il mio paese.

E quindi io penso positivo per ricominciare.



12 commenti:

  1. Ciao Francesca,ho scoperto il tuo blog da un mesetto piú o meno, cercando informazioni sui vaccini credo, non ricordo bene cosa cercassi, ma arrivai a te.
    Fino ad ora non ho mai commentato, anche se viste le tante cose in comune ( italiano in Spagna, parto in casa, crescita naturale, no ai vaccini, allattamento al seno) avrei potuto scrivere e dare il parere di un padre in un blog probabilmente piú rivolto al genere femminile)ma tant'é,forse per pigrizia,o per timidezza, non mi ero mai pronunciato.
    Peró, adesso mi sento di scrivere e dirti che sono reduce dal terremoto delle Marche/Umbria del 1996 e che grazie a quell'evento, che mi distrusse la casa, i mobili, l'automobile, ma che mi lasció vivo senza neanche un livido, cominciai a capire che in questo mondo gli oggetti, le cose, i beni materiali, sono del tuto superflui e possiamo farne a meno, vivendo meglio.Andai a dormire, prima in tende disposte dal comune, poi mi prestarono una roulotte e dopo un anno, capii che la vita era troppo breve per non viverla appieno e decisi di esplorare il mondo e cominciai a viaggiare con uno zainetto e fare ogni tipo di lavoro mi permettesse di raccimolare qualcosa per sussistere e continuare a vivere.Le mie sicurezze, che fino ad allora, riversavo nei beni materiali, furono e sono basate soltanto sulle mie capacitá e intraprendenza.Tutto il resto é superfluo e facile da acquisire, come da perdere.Mi ricordo che molti persone durante e dopo il terremoto prendevano ansiolitici, erano spaventati, tristi, arrabbiati,sconsolati, io invece,presi il terremoto come una opportunitá che mi diede il destino di capire il senso della vita, per lo meno della mia.Ricomincia da ció che hai e trova le tue forze in te stessa, in Marc ed in Raul, vedrai che supererai questo momento e troverai anche il lato positivo. Un abbaccio, Flavio.

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  2. Felice di ritrovarti e di ritrovarti così.
    Tutta la mia energia positiva per dar forza alla tua, buona giornata e buon "re-inizio"!
    un bacio

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  3. vorrei dirti tante cose, ma non so cosa si possa provare, sentire dentro...posso solo mandarti un dolce abbraccio e tanta tanta energia positiva!Baci

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  4. Ciao Flavio...eh, guarda se fosse per me io accoglierei il tuo invito immediatamente, io non ho mai avuto problemi a muovermi, scoprire, inventare...solo che adesso ogni giorno che passa mi pento di non essere stata una che passava da casa spesso, con la scusa che tanto era sempre là...il mio dolore è per i miei genitori, una vita per pagare una casa e finalmente usarla per riunirsi tutti con il nipotino, se non fosse per questo starei più tranquilla... a chi non tranquillizza l'idea che i genitori siano in casa sereni e che questa sia il luogo dove tornare, a maggior ragione con i figli? Dove vanno i miei, da dove ricominciano, mio padre vuole la pensione e senza zaino in spalla...mia sorella si, lei è già con la testa a Bologna o chissà dove con il moroso (a cui è crollata la fabbrica dove lavorava), ha 20anni beata lei. E' questo che mi fa più male, ho l'angoscia ogni sera, mia mamma è malata e se c'era una cosa che mi faceva stare tranquilla è che fosse a casa. Ora invece aspetterà mesi un'operazione alla gamba (scendendo per le scale si è spostata una protesi che ha all'anca) dentro una clinica per anziani perché pure gli ospedali sono ko e chissà quando la operano. E chissà se tornerà a casa, mia mamma ha una salute davvero precaria, dipende da 15 pastiglie al giorno. E noi pianifichiamo adesso le ferie, saltando da una casa all'altra, con parenti a Milano, amici a Bologna, passeremo da Cavezzo...forse...non è tanto il senso materiale della casa, ma proprio quello spirituale, come fa male sentire che non esiste più.
    Ecco.

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  5. ciao francesca, vorrei tanto dirti qualche cosa, ma sinceramente non so che cosa senza essere banale. non ho mai vissuto una situazione del genere, ma le tue parole me la fanno immaginare. è inutile dire che mi dispiace, è ovvio che lo pensiamo tutti. ma mi fa molto piacere vedere che stai provando a trasformare il dolore in energia positiva. un abbraccio e ti auguro tanta forza, lisa

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  6. Ho appena pubblicato un video nel mio ultimo post, a parlare sono proprio i cittadini di Cavezzo...è una vergogna quello che stanno passando, oltre al danno la beffa...
    Volevo solo esprimerti tutta la mia solidarieta', per quanto inutile possa essere.
    Dony

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  7. Dony....ho visto...che ti devo dire, erano ANNI che litigavamo con tutti i Ministri perché ci volevano piazzare una bomba sotto al culo-scusate la finezza, ma quando ci vuole...- e dicevano che nooooooo macché zona sismica, l'Emilia, ma quando mai? Su FB io ho pubblicato il documento PDF della Regione Emilia Romagna che nega e rinnega ogni autorizzazione a fare le perforazioni, eppure il Ministro dell'Ambiente era favorevole.... Ora il Ministro ha fatto marcia indietro mentre la impresa incaricata ERS continua a dire che questo terremoto era previsto dai loro piani (???) dopo essersi consultati con l'Università di Catania: senza offesa per Catania ma l'università di Modena e quella di Bologna hanno i Dipartimenti di Geologia e il rischio sismico era stato calcolato nel 1997 già dall'università della california....ma stiamo a scherzà? Ma che vengano loro a vivere a Cavezzo o Rivara o Mirandola con sotto i piedi un deposito di gas di 30miliardi di metri cubi e poi mi raccontano..Ma sai quante volte abbiamo sentito tremare la terra e non era terremoto e fuoriuscite strane di gas e odori....ma quelli sono matti proprio. Io spero che si fermino e che si rendano conto che l'indipendenza energetica passa da altre strade e senza mettere in pericolo la vita di interi paesi che non hanno fatto niente di male.
    Grazie

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  8. Oggi ti ho pensata mentre a colazione vedevo una foto pubblicata da qualche parte (forse seguendo un link di twitter) dell'inaugurazione della biblioteca temporanea a Cavezzo, sotto una tenda immagino. Sono quasi certa che Alberto, il bibliotecario, fosse li'.

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  9. Grazie *_* domani parlerò con mio papà e chiedo!

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  10. Ho visto l'articolo! http://modenaonline.serverkaiti.it/it/2012/06/25/terremoto-a-cavezzo-attiva-la-bibliotenda-13614

    e quello con la maglietta bianca è proprio Alberto !*_*

    La bibliotenda...

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  11. Ho guardato il tuo link:) Mi e' venuta la pelle d'oca e quella sensazione che mi prende ogni volta che vedo un filo d'erba sbucare da una fessura nel cemento di una strada.
    La bibliotenda, vedi che alla fine Alberto non molla!
    Spero che i tuoi cari stiano un po' meglio.

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