lunedì 11 giugno 2012

Mal di huerta

È ufficiale, c'è  una nuova patologia nel mondo. Chi ne soffre ha preso qua nel nostro orto la malattia che rimane dormiente fino a quando non riemerge e non ti lascia dormire sereno: la cura? Tornare qua. Infatti diciamo che è una versione ortolana del mal d'Africa.

Per questo tornano: sono tornati Clifton e sua moglie Jovita per la terza volta, questa volta dalla Toscana: viaggiano da un anno e mezzo dopo aver venduto tutto in USA e finora hanno usato casa nostra come base e si sono spostati per tutta l'Europa. Ciclicamente tornano Benny e Massi da Reggio Emilia, torna Mara da Gorizia, torna Romano dalla Svizzera, tornano i tedeschi e i polacchi.


Chi viene qua -mi racconta-vive come una dimensione senza spazio nè tempo, in un luogo dove non c'è l'orologio, non ci sono orari e tutto è scandito solo dal sole e dal nostro stomaco: si lavora quando c'è luce e si mangia quando si ha fame. Facile no? E' una malattia che costringe a stare lontani dalla tv, ad ascoltare il vento tra le foglie degli alberi, a dormire accompagnati dai grilli, a fare il bagno in piscina ad ogni ora per raffreddare il corpo, a condividere il cibo, cucinare a turno, prendersi cura degli animali, anche di quello piccolo con due zampe e 4 denti che risponde al nome di Marc.
Anche il più pigro una volta qua si anima per darsi da fare, scoprendo cos'è un motocultore, una zappa e se rimane abbastanza tempo, scopre i cicli lunari.
Rita per esempio vive a Valencia e torna ogni lunedì, mangiando di fretta perché poi alle 16 attacca a lavorare. Eppure non si perde un lunedì, da mesi, alle 7 è già alla stazione per andarla a prendere. Si passa e si ripassa tutto il campo da sola, sa oramai dove sono le verdure e di cosa hanno bisogno e dopo ore di lavoro la sua unica ricompensa è portarsi a casa qualche chilo di ortaggi.

E dire che è difficile, soffia vento di ponente in questi giorni, è difficile convincere Marc a stare al fresco dentro casa perché fuori ci sono 40 gradi.

Questa malattia l'ho presa pure io quando nel febbraio 2009 dei miei amici mi hanno portato qua a la huerta del Pi a mangiare. Solo che io invece di tornare mi ci sono proprio installata.

Proprio questa mattina ho ricevuto l'email di Rob, olandese che abbiamo ospitato qua nel marzo 2011 e che è finalmente arrivato in Nepal. A piedi. Era venuto qua attraverso CouchSurfing per rimanere 2 giorni, ma come succede spesso poi rimase una settimana (come poi la neozelandese Tamsin) a lavorare: mi ha insegnato a fare il tofu spalmabile a partire dal latte di soya prima di partire. E mi scrive oggi dicendo "stare con voi ha cambiato il mio modo di vedere la vita, adesso sono in Nepal, ho deciso di andare a vivere in Spagna nella comunità hippy di cui mi hai parlato", dove ero stata un paio di anni fa.
Anche Benny e Massi hanno cambiato la loro vita, una volta a Reggio hanno ridimensionato pesamentemente i loro orari di lavoro -Benny l'ha proprio lasciato per dedicarsi alla scultura del legno e autoproduzione, vi lascio qua il suo blog- e si sono costruiti una casetta di legno.

Se anche voi avete voglia di contrarre questa malattia, vi dico dove e come potete infettarvi. Non posso assicurare gli stessi effetti purtroppo perché mica tutti sono simpatici come noi, ma può anche essere che troviate gente ancora più suonata.

Dovreste iscrivervi a pagine come wwoof.org o helpx.net (Clifton e Jovita arrivarono con questa ultima pagina) e cercare in lungo e in largo tutte le fattorie che vi ispirano, nel mondo. Potete trovare veramente di tutto, dal tipo più formale che vuole solo ragazzi che vogliano lavorare (oddio questi li vogliamo tutti) ma senza troppi vincoli di amicizia a quelle che sono delle vere comuni dove oltre a lavorare democraticamente il campo si organizzano eventi di yoga, per bambini, incontri con altre comunità. Tutti devono avere un profilo e come in CouchSurfing gli ospiti lasceranno le relative referenze. In mezzo ci siamo noi, una casa-famiglia dove non ci piace ospitare 300 persone alla volta per poter vivere con gli ospiti come se fossero parte della famiglia, con viaggi e feste incluse durante la permanenza. Noi siamo persone che vorremmo qualcuno di cui poterci fidare se andiamo via qualche giorno in viaggio e siamo quindi estremamente selettivi. Clifton per ora si è dimostrato uno dei migliori, preceduto da Benni e Massi perché sono paisá.

Noi oramai non siamo più su wwoof anche anche se da anni continuamo a ricevere messaggi per poter venire qua, di amici di amici di amici, come il caso dei 4 tedeschi che arrivarono qua senza avvisare quando già stavamo ospitando una coppia con due figlie di 4 e 5 anni. Inutile dire come abbiamo passato quei due mesi...

Sul helpx.net ci trovate da qualche parte in Spagna :-)

Io stessa ho wwooofato in Perù quando ancora la pagina web manco esisteva, io mi ero arrangiata chiedendo in giro ed ero arrivata in mezzo ai lama su un fungone scassato in un villaggetto andino. 

Al momento però vi dico che siamo completi fino a fine agosto, quindi al limite se volete venire ne riparliamo in autunno. 

Vi consiglio questo modo di scoprire il mondo per conoscere modi alternativi di vita, girare a basso costo, scoprire che magari non avete il pollice nero come credete e magari tornare che parlate pure quattro lingue!

5 commenti:

  1. questo post cade a pennello, ho scoperto un posto simile a casa tua vicino al mio paesino e non mi sembra vero!
    Vado a spulciare sui link che hai postato , baci!

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  2. Mi piace tantissimo questo mal di huerta, grazie di tutte queste informazioni, Francesca. Noi un orto cittadino lo avevamo ma non mi ha preso il male di orto, forse perche' non potevo staccare completamente con la routine quotidiana e il tempo atmosferico del nord europa poco si confa' con me, nell'orto non mi sentivo mai a mio agio se non per pochi giorni nei mesi piu' caldi (invidio i tuoi 40 gradi). Ci vado ancora soprattutto a raccogliere prugne selvatiche per far conserve ma e' un'amica piu' nordica di me che ora se ne occupa. Magari un giorno riusciro' a fare un'esperienza come quelle che descrivi, uniche e genuine come la terra (in senso lato) che vi ospita.

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  3. Nord Europa?
    I miei wwoofers Clifton e Jovita sono andati pure in Groenlandia prima di venire qua, curavano un semplice giardino ma a guardare le foto pure là cresce qualcosa a parte il muschio!
    Molte fattorie accolgono anche persone con bambini, cani...e anche in Italia e dove sei tu, sicuro quindi che 15 giorni potrai passarli facilmente in campagna!

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  4. Che belle esperienze che ci hai raccontato, non immaginavo che il network di persone a cui piace viaggiare leggeri e volontari fosse cosi' ampio.

    Avevo sentito che esistevano delle farm organiche qui in italia ma che si estendessero in tutto il mondo... no. A volte mi sento una privilegiata perche' ho vissuto all'estero per tanti anni, fatto tante esperienze, conosciuto gente da ogni parte del moondo, e so che non tutti sarebbero in grado di crearsi una nuova vita cosi tante volte.

    Poi leggo di esperienze del genere e mi dico che le cose importanti nella vita ancora non le ho provate...

    E poi non sapevo anche tu ospitassi. Mi hai incuriosito parecchio.

    Notte notte,
    alex

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  5. Nord Europa = UK e orto in citta' anche se qui c'e' tantissimo verde. E si', hai ragione, non cresce solo muschio anzi, cresceva tutto quello che seminavo incluso cardo gobbo e fagioli borlotti con semi importati dall'Italia. La barba dei frati (o agretti) invece non sopportava le temperature o la mancanza di sole garantito. Come me del resto:) Comunque grazie di nuovo per le utili informazioni, anche io non avevo idea di questo network.

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