venerdì 22 giugno 2012

pericolo campo

Se venite a la huerta uno di questi giorni sembrerà di stare in un ospedale da campo: siamo tutti ricoperti di cerotti e pomate.

Io oramai non ho più un dito ma uno zampone, perché mi ha punta una vespa proprio sul dito medio della mano destra.
Raul è stato punto sull'orecchio.
Il figlio cinquenne del socio sulla guancia.
Abbiamo poi feriti da zappa sui piedi (letteralmente, raccogliendo le patate), tagli sulle mani, rami negli occhi raccogliendo albicocche nel frutteto.

Insomma, più morti che vivi.

Quindi questo è il nostro prontuario medico per le emergenze da campagna

Sulle punture di vespa, dopo aver eventualmente tolto il pungiglione bisogna mettere fango, molto fango e lasciarlo seccare. Il giorno dopo, che è il giorno in cui davvero si vedono le stelle, bisogna applicare .... pipì. Magari che ognuno usi la sua, ma la concentrazione in ammonio aiuta a sgonfiare la parte lesa, esattamente come quando venite punti da una medusa e applicate ammoniaca. Non c'è bisogno di cortisone o antibiotici, in tre giorni si è come nuovi senza conseguenze.

Sui tagli usiamo pomata di arnica, potente cicatrizzante, dopo aver pulito la ferita con acqua ossigenata.

Per le ferite vicine agli occhi puliamo la parte con acqua fresca e si può usare un collirio di acqua depurata e bendare per evitare che entri la terra, anche perché adesso siamo con vento di scirocco potente e caldisssssssimo, ieri a 43 gradi.








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