venerdì 20 luglio 2012

prime osservazioni sul trilinguismo

Non sapevo che già da adesso fosse possibile osservare come Marc capisca tre lingue, seppur simili, ma sempre tre, l'italiano, il valenciano e il castillano. Protagonisti, la mamma, il papà e la nonna.

La mia osservazione è nata casualmente attraverso dei giochini ripetitivi, il classico "farfallina bella bianca vola vola mai si stanca" e "batti le manine che arriva papà". Per pura curiosità avevo chiesto a Raul se c'erano delle versioni simili con lo stesso movimento delle mani e lui fi ha cantato

"Cinco lobitos tenía la loba..." che si canta tenendo le manine aperte e sventagliandole, come e fossero farfalline. La melodia poi non ha niente a che vedere con la versione italiana della farfallina.

Esiste poi la versione spagnola di Batti batti le manine, che fa "Palma palmita que viene papá": pure qua tutt'altra musica.



Insomma, Marc passa molto tempo con me e quindi facciamo questi giochini perché voglio assolutamente che parli italiano e non si ritrovi come me a fare scena muta davanti ai nonni africani perché mio padre smise di parlarmi in francese quando avevo cinque anni. Ridendo e scherzando, Marc capisce quello che gli dico e gli faccio i trucchetti cambiando canzone per vedere se inizia a battere le mani o le sventola: funziona!
La vera sorpresa è arrivata a partire da un altro giochino che facciamo: gli piace nascondere la faccia dietro ad un lenzuolo, asciugamano, coperta, maglietta e io gli dico "Dov'è Marc?! " e lui si scopre...ok facile, no?
Ma il bello è che quando il padre gli fa lo stesso giochetto in valenciano, lui capisce al volo e ci sta!
Quindi adesso ci alterniamo, rivolgendoci a Marc ognuno nella propria lingua e lui reagisce sempre correttamente, non rimane mai -diciamo-confuso da quello che gli stiamo dicendo!
scena

Io: Dov'è Marc? Ah ecco! Ti eri nascosto! (si ritappa la faccia)
Papà: On está Marc? Se ha amagat? Ahí está Marc! (stessa cosa, si scopre e si ritappa)

Se poi c'è pure la nonna che non è valenciano-parlante, glielo dice in castillano.

Con le canzoni di prima pure, magari gli canto Farfallina, il padre poi gli canta Palmita, palmita e Marc smette di sfarfalleggiare per iniziare a battere le mani.
Ora sto notando come reagisce correttamente alle cose che gli diciamo, tipo "fai ciao con la manina" che sarebbe "Dile adeu amb la maneta"  o "Haz adiós con la manita"  quando qualcuno se ne va.

Ma secondo voi questa è consapevolezza? Bambini così piccoli lo sanno che stanno imparando due o tre lingue allo stesso modo e allo stesso tempo?

11 commenti:

  1. Il bello del bi/(tri)linguismo nei bambini è che "sanno" senza sapere razionalmente: l'apprendimento della lingue è immediato e assolutamente naturale. Potrebbe fare qualche confusione, ma che importa? Poi crescendo, e con la scuola (perchè andrà a scuola, no?) sistemerà la sue conoscenze. E' bellissimo quello che racconti! Il fascino di vedere un bambino imparare la lingua è triplicato!
    Ciao, Adios, ...

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  2. Ciao! che bello poter apprendere semplicemente vivendo! Conosco più di qualche bambino trilingue magari di genitori di origini diverse che abitano in un terzo paese... spesso arrivati ad una certa età "scelgono" la loro lingua madre che non sempre è quella che parlano a scuola... ho una amica che parla quattro lingue... ora che è adulta è una gran fortuna!!! Baci, besos, beijos, kiss!!!!

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  3. Si andrà alla sua scuola, piena pure quella di bimbi bi e trilingui.
    Mio padre fece l'errore di smettere di parlarmi in francese perché pensava che una volta a scuola, studiando grammatica italiana avrei fatto confusione...non lo sapremo mai.

    Eh Cate avrei potuto essere io, quella!

    A me hanno detto che i bimbi imparano prima la lingua della madre, anche se come nel mio caso, vive in un ambiente valenciano doc. (tié)
    Dicono che il valenciano non serva a niente:a parte che il castillano lo impari pure se non vuoi,è pur sempre Spagna qua, ma anche se si parla solo nei paesini per me è una lingua a tutti gli effetti. E chissà se Marc vorrà fare il dipendente pubblico (???) il valenciano è obbligatorio!

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  4. Francesca, Marc è un bimbo fortunato ad avere tre lingue diverse attorno: mamma, babbo e nonna. La mia bimba è cresciuta fino a due anni ascoltando il papà parlare polacco, e il resto del mondo in italiano. Gli unici confusi eravamo noi, mica lei. A due anni e mezzo il padre però le ha cominciato a parlare intensamente pure in inglese e lei ha assorbito subito questa nuova lingua. Il problema è che adesso il papà non le parla quasi più in polacco: e lei lo rimprovera pure :) I bimbi sono dei mostri, facciamocene una ragione: son troppo superiori a noi! bacetti a quel puccettino di Marc **
    Graziana

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  5. Purtroppo con molti stimoli esterni in un'altra lingua, le mie figlie non hanno imparato ad esprimersi nella la mia lingua ma quella del posto in cui si vive. Mio marito poi non parlando italiano ha reso impossibile il modello "one language in the house/one language outside the house" e anche quello che prevede che ogni genitori debba sempre e comunque parlare nella propria lingua davanti ai bambini anche quando parla con il proprio partner. Quinid le mie bambine hanno capito subito anche prima di camminare che io parlavo l'inglese sentendomi parlare con mio marito e quella lingua e' senza dubbio la piu' forte per loro. Il loro bilinguismo e' di modo passivo, capiscono l'italiano ma non lo parlano molto. Disperazione mia continua ma non mollo e continuo a parlar loro in italiano proprio per il motivo che dici tu, non vorrei mai che non potessero comunicare almeno un poco con i miei genitori (ora anziani) e i cugini in Italia... noto che appena passano un po' di giorni con loro, l'italiano si riprende come una piantina annaffiata di nuovo, purtroppo i giorni in Italia son sempre pochi:(
    Concordo con chi dice che i bimbi sembrano assorbire tutto senza nessuna preoccupazione quindi continua con tutte e 3 le lingue, Marc e' fortunato. Scusa l'ignoranza ma il valenciano e' come il catalano?

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  6. @Pastafrolla, se ci tieni che parlino la tua lingua non lasciare tutto al caso (non che tu lo stia facendo, ci tengo solo a sottolineare questa cosa): cerca di stimolarli con letture in italiano, giochetti e quant'altro ti salta in mente. E' una questione di "seduzione" :) Devono trovare l'italiano un lingua attraente. Un abbraccio e non disperare - graziana

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  7. Pastafrolla non desistere, io conosco molte famiglie bilingui e uno dei due ovviamente sta in svantaggio perché solo contro un mondo intero che parla con i figli in spagnolo. Il mio allenatore di capoeira solo dopo due anni(!!!) ha cominciato a parlare a sua figlia in portoghese e riguardo un'altra amica mia brasiliana pure lei la sto convincendo adesso, che c'è ancora tempo! Cosa non farei per sapere io il portoghese e andare in giro per il Brasile!


    Si il valenciano è come il catalano, ma diciamolo a bassa voce che sennó si offendono. Che poi serve solo qua, a Barcelona e alle Baleari, però credo che sia importante culturalmente che Marc lo parli, insomma suo nonno parla un valenciano strettissimo che io faccio fatica a capire!Sic!

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  8. Grazie, si' non desisto e anche io come te vorrei proprio parlare il portoghese brasiliano!
    L'italiano cerco di proporlo alle bambine in vari modi: si frequentano gruppi di italiani qui molto attivi, tramite la TV (si' lo so, non e' il massimo ma se devono guardare i cartoni, almeno che siano in italiano), tramite youtube per la musica dai contemporanei a funiculi funicula' che a loro e' piaciuta molto fino alla recente scoperta dei fumetti anche se Mafalda, la piccola bambina adulta che si interroga su comunismo e guerra in Vietnam, fa ridere soprattutto me:)
    Credo che il valenciano anche se parlato in una zona geografica specifica, sia comunque utile a Marc per sentirsi legato alla sua terra. E complimenti a te che parli anche questa lingua!

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  9. Anche io credo che ripiegherò sulla tv (che non va...ma non sarà difficile trovarne una) appena Marc avrà interesse dei cartoni (a casa degli altri bimbi non si fissa per niente), per ora solo canzoni, io adoro la Carrà!!

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  10. caspita, ma hai ragione sulla Carra', non ci avevo pensato.. la cerco su youtube e la propongo alle bambine.

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  11. Per me la Carrà è una istituzione che dovremmo imparare anche a scuola!

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