martedì 14 agosto 2012

Solo per voi....

La Spagna è proprio uno strano paese:

allo stesso tempo patria del diabolico Estivill ma anche del beneamato Carlos González, che tra l'altro studiarono nella stessa università, la Universitat Autonomica de Barcelona (UAB, per chi ha fatto l'Erasmus).

Per adesso vi lascio il link ad una intervista fatta al nostro amico Carlos sulla Crianza Natural o crianza con apego o Natural Attachment Parenting o in italiano anche se risulta meno fashion, genitorialità naturale.

Qua potete leggere l'intervista, che è molto lunga e se non torno entro ... 40 ore (¿¿??) con la traduzione siete moralmente autorizzate a picchiarmi con le salamelle, ok?



EDIT : ecco qua la (lunghissima) traduzione, spero di aver reso tutto il senso perché molte parole chiave avevano diverse intepretazioni. Buona lettura! (Confesso di aver sudato freddo, in alcuni passaggi)


PER CRESCERE UN FIGLIO SI HA BISOGNO DI TANTO AFFETTO E MENO ISTRUZIONI

Intervista al dr. Carlos González

I bambini non nascono con le istruzioni e non ce n'è bisogno. Così parla Carlos González, uno dei pediatri che più visite riceve a proposito delle cure per i figli, niente meno che 5000. Il suo segreto risiede nell'applicare il senso comune e la sua strategia non è altra cosa che amare il bambino oltre alla stanchezza, allo stress e alla disperazione. Come padre di tre figli sa che cosa vuol dire non dormire di notte per mesi e quanto sia incompatibile in questo Paese (ndr Spagna) la vita lavorativa e famigliare. Sottolinea che i bambini non piangono per dare fastidio ma perché stanno male e quello che vogliono è stare con i genitori, soprattutto con la madre. Difensore dell'allattamento materno, non appoggia l'idea che i bimbi passino molte ore all'asilo se non strettamente necessario e invita a riflettere sul modello di molti paesi nordici di una persona che si prenda cura di 3 o 4 bambini.


Di cosa si ha bisogno per crescere i bambini in forma naturale?

La crescita naturale ingloba azioni come rispondere al pianto del bambino, farci caso, cercare di stare con lui senza la paura che si vizi, etc... e d'altra parte, anche se normalmente include l'allattamento materno, una madre che non allatta può lo stesso essere una madre che cresce suo figlio in modo naturale.

La crescita naturale è tanto importante quanto l'allattamento naturale?
È più importante perché dal secolo XX e dalla fine del secolo XIX è sempre più difficile crescere i nostri figli. Si sono diffuse tutta una serie di norme su come non prenderlo in braccio perché si vizia, che piangere fa bene ai polmoni, che non bisogna metterlo nel lettone altrimenti non uscirà più..fino al punto che crescere i figli diventi qualcosa di fastidioso. Però se non hai tuo figlio per prenderlo in braccio e raccontagli favole, perché lo tieni....

Questa è la teoria del vizio che critica nei suoi libri
Sí, le persone devono capire che viziare è crescere male. Viziare non è prenderlo molto in braccio, stare con lui o cantargli molte canzoncine. Crescere male è non fare caso e abbandonarlo.

Però Lei crede che adesso si vizino i bambini, d'accordo con la definizione che ha detto?
C'è di tutto. Dipende dalle teorie che i genitori hanno seguito e dalle circostanze socio-economiche. Mi riferisco al fatto che se non fai quello che pensi, finirai credendo che lo fai; i genitori si sentono più o meno obbligati a lasciare il bambino molte ore perché nell'asilo lo stimolano molto e lo trattano bene. Se pensassero che nell'asilo ci sono tanti bimbi e non c'è tempo materiale per stimolarli, si sentirebbero molto peggio.

Le proprie condizioni di vita dove ci muoviamo nella società invitano a viziare?
Sì, il problema è che si può formare con molta facilità un circolo vizioso, vuol dire che se sai che quello che succede è sbagliato, anche se non rimane altra soluzione che farlo, proverai a cambiarlo. Però se arrivi a credere che va bene, rimarrai là. In Germania solo il 6% dei bambini va all'asilo prima dei tre anni e in Finlandia la percentuale è ancora più bassa e sono Paesi con un migliore rendimento accademico che il nostro.

Però per godere di questi standards che predominano negli altri Paesi bisogna pagare più tasse e che le imprese cambino atteggiamenti.
Sí, in questi Paesi hanno dovuto prendere decisioni, a me hanno detto che già abbiamo dei germogli verdi, adesso si dovrebbe iniziare a pensare in cosa spendiamo i soldi.

Una giovane coppia lavoratrice e senza famiglia vicina non ha altra alternativa che lasciare il figlio all'asilo. Sta crescendo male suo figlio?
Non c'è una sola maniera di crescere bene il figlio così come di viziarlo. A me quello che dà fastidio è che ci sia gente che da un lato ha buone idee che inganna e fanno credere altre cose: “Io lo prenderei in braccio però non lo faccio perché si vizia” o “Io lo metterei nel lettone con noi quando piange però non lo faccio perché mi hanno detto che avrà problemi di sonno tutta la vita”. Persone che si stanno sacrificando facendo cose che in fondo danno loro fastidio e non sono naturali, cose che non piacciono però lo fanno per seguire le regole che fissano altre persone. E d'altra parte, ci sono quelli che prendono decisioni e che nel tempo si pentono perché non hanno tutti i dati nell'equazione per poter decidere. Se ti dicono “è imprescindibile lavorare in due” e d'altra parte “Il bambino all'asilo sta di meraviglia”. Qua non c'è problema. Però se ti spiegassero che nella maggior parte dei paesi occidentali il passimo dei bebè per maestra è di quattro legalmente, in altri di tre e in Spagna è di otto.... la conclusione a cui arrivano i genitori è diversa.
Si tratta di riflettere su quanti soldi puoi spendere in auto, quanto in vacanze e quanto per comprare un appartamento al mare e quanto per crescere tuo figlio.

È una questione di priorità, quindi.
Esatto. I genitori devono prendere la decisione in libertà e quello che faccio io è dar loro tutte le informazioni neessarie per aiutarli. Sono convinto che non c'è bisogno di libri per crescere un figlio e non voglio che i figli abbiano un manuale di istruzione. E' necessario avere più affetto e meno istruzioni per crescere un figlio. Per apprendere è meglio parlare e stare con un gruppo di madri con i loro figli piuttosto che leggere un libro in casa.

Anche l'istinto è importante, bisogna seguirlo?
È importante e in alcune cose bisogna seguirlo e in altre no. Il nostro istinto ci dice di curare i figli e d è positivo, però ci dice anche che quando qualcuno ci dà fastidio bisogna dargli una sberla e non lo facciamo.

E nel caso dei bambini, l'istinto bisogna seguirlo?
La maggior parte delle volte sì perché l'istinto ha aiutato durante milioni di anni i genitori nel crescere i figli, al contrario no staremmo qua.

Quindi: asilo si o no?
Dovrebbe essere solo quando non c'è alternativa. Sarebbe conveniente cambiare il nostro sistema socio-economico affinché nella maggioranza dei casi non fosse imprescindibile portare il bimbo all'asilo e per quei casi in cui non si può farne a meno bisognerebbe avere migliori asili.

La consolazione è che nell'asilo socializzano. No?
La socializzazione non ha bisogno di asili perché fin dall'inizio i bambini piccoli non socializzano. È a partire dei tre anni circa quando iniziano a giocare gli uni con gli altri. E questo lo possono fare in altri luoghi. Molte volte pensiamo che i bambini cambiano perché li educhiamo e in alcuni aspetti è così, senza dubbio, però la maggior parte dei cambi che sperimentano i bambini se devono perché stanno crescendo. A due anni dicono una cosa, a cinque altre cose, a dodici altre ancora.

Nonni, si o no?
I nonni sono il meglio dopo i genitori. È molto positivo che i nonni partecipino molto nella vita del bambino. Costretti a separarsi per sette ore dalla madre, sicuro che per un bimbo di due anni è meglio stare con i nonni che stare fino a sette ore in un asilo. Adesso, nemmeno raccomando che stia sette ore con i nonni perché il bambino ha bisogno di stare con i suoi genitori, soprattutto con la madre. Noi genitori impariamo subito che la domanda se ami di più tua mamma o tuo papà è inutile.

E quindi, nella crescita dove rimane la figura del padre?
Tutti i bambini hanno bisogno di un vincolo affettivo con una persona un concreto, secondo la teoria della “figura primaria” che in pratica si chiama mamma. Può non essere la madre e un bambino può stabilire il suo vincolo primario con la nonna o il padre...quello che è certo è che c'è un solo primario e gli altri secondari. Il padre, se si sforza un po', può godere dei primi posti tra i secondari, però si deve sforzare. Non può pretendere che suo figlio lo ami tanto solo perché è suo figlio. Se il padre vuole avere un ruolo attivo dovrà dedicare tempo al figlio. Però così come tutte le cose nella vita, più ore dedichi, meglio sarà. Sono necessarie due cose: passare con il bimbo molto tempo e che questo tempo sia di qualità. Poi con il tempo i bimbi avranno sempre più bisogno del padre.

Si parla tanto del tempo di qualità: “poco tempo con i bimbi però di qualità”
I bambini sono innamorati delle madri e c'è da riconoscere che una separazione dalla madre per tante ore ha come conseguenza che il bambino si arrabbi....

Quindi con i bebè bisogna applicare la tolleranza totale?
No, tolleranza in tutte le cose che si possono tollerare.

Quali non si possono tollerare?
Ognuno prende le sue decisioni, sicuro che se vedi tuo figlio tirando vasi dal balcone o aprendo la chiave del gas glielo impedisci. Però se il bebè piange e reclama attenzioni per 24 ore al giorno, non è che lo devi tollerare, è che è un bebè normale.

E che fine fa la necessità di avere del tempo per i genitori?
Non si escludono le due cose. Quando ti sposi, tutti sono d'accordo che la vita da single è finita, non so perché nessuno ti dice quando fai un figlio che c'è da fare una festa di addio alla vita di coppia durante l'ultimo mese di gravidanza.

Queste opinioni che difende, non molto comuni nella comunità scientifica, sono un po' outsider....
Ho l'impressione che iniziai come outsider, ma adesso lo sono sempre meno

Il sonno è uno dei rompicapo dei genitori dei bebè: alcuni consigli?
Credo che i genitori prima lo davano per scontato, sapevano già che fare un figlio voleva dire passare la notte in bianco e a nessuno sarebbe venuto in mente che questo era un problema medico di cui parlare con il pediatra. Al massimo chiedevano al dottore degli adulti alcune medicine per sopportare le notti. Però, chiaro, si sono create delle aspettative...ai genitori hanno detto che da una parte i bimbi devono dormire soli e tutta la notte di un tiro.
I miei genitori per esempio non lo sapevano. Io ho dormito con i miei genitori fino ai sei anni, pertanto loro non sapevano che dovevo dormire da solo, non c'era nemmeno un'altra stanza in casa. D'altra parte è nata una paura, si dice ai genitori “se il bambino non fa questo in questo modo avrà dei problemi quando sarà grande, non uscità mai dal letto dei genitori..” e tutti si preoccupano. Però non è sicuro che i bebè debbano dormire da soli – perché si vede benissimo che piace loro dormire in compagnia-. Come si può dar più retta a quello che leggi in un libro piuttosto a quello che vedi con i tuoi propri occhi. È istinto rafforzato dall'osservazione. Mi scrivono madri che mi dicono “Quando lascio mio figlio nella culla piange e si calma solo quando lo prendo in braccio”. E hanno trovato la soluzione. Nessuno si lamenterebbe nè si sorprenderebbe se gli raccomandassimo delle pastiglie omeopatiche affinché si calmi...allora perché è un problema così grande accettare l'idea che il bebè si calma con il seno o quando lo si prende? Sempre si ha l'impressione che sia una disgrazia, nessuno che dice: che meraviglia, ogni volta che mio figlio si sveglia me lo metto nel lettone e si addormenta subito! È una soluzione facile e economica.

Perché richiede sforzo.
No, no. Quello che richiede sforzo sono altre cose. Se raccomandassi che ogni volta che il bimbo si sveglia i genitori si debbano alzare a fargli un massaggio...ecco, questo è uno sforzo.

Qual è il sonno normale di un bebe?
Non ci sono schemi. Se un bebè si sveglia molte volte di notte il problema lo hai tu che ti devi alzare la mattina per andare a lavorare perché il bebè continua a dormire. Tutti i bebé finiscono dormendo le ore di cui hanno bisogno e se non lo fanno di notte, lo fanno di giorno.

I suoi figli l'hanno lasciata dormire bene?
Hanno fatto quello che hanno potuto. Quando hai figli non dormi allo stesso modo, anche se questo non significa che si dorma peggio. Ricordo un'epoca in cui mi svegliavo per stare di notte con i miei bambini ma non lo ricordo come un momento di disperazione. È come quando esce la sera, la domanda è: l'ho passata bene o male?

Il problema è che se stai una settimana intera uscendo tutte le sere e c'è da lavorare puoi arrivare alla conclusione di non voler uscire
O non voler lavorare. È chiaro che non si dorme con la stessa intensità, però fare figli è anche questo, dedicare loro tempo, stare con loro, consolarli quando piangono, rispondere alle loro infinite domande...

Sono molti quelli che dicono che i figli si guidano anche per abitudini, è così?
Non credo che la routine sia necessaria e conveniente per lo sviluppo del bambino e bisognerebbe vedere se la tua vita è più facile con routines. Sono convinto che non siano necessarie perché i bambini si adattano a molte cose diverse, come gli adulti. Per questo credo che dovremmo aiutare i nostri figli nella loro educazione, e non avere abitudini. Io voglio un figlio adattabile e non che abbia routines.


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