venerdì 3 agosto 2012

Vicini e vicine di casa

I nostri vicini più vicini stanno ad un kilometro da noi, sono un gruppo di ragazzi che da un anno hanno messo in piedi un progetto simile al nostro, solo che loro affittano piccole parcelle di terra per chi in città non ha lo spazio per coltivare, offrono assistenza ai clienti e hanno altre coltivazioni per il posto nel mercato coperto di Ruzafa (per chi non conosce Valencia, è il quartiere boheme-chic della città) come noi hanno la piscina, area giochi e quindi durante i fine settimana c'è una marea di gente che va e viene, si improvvisa contadina guardando con successo i pomodori che maturano sui trespoli. Tra l'altro le mie oche, Toni e Pilar, si sono traferite là perché noi dobbiamo ricostruire un pollaio più grande e là ce n'è già uno con tanto di laghetto.
Detto così sembra una cosa seria, ma loro sono una gabbia di matti, sembra di stare nel Grande Fratello perché hanno una casetta più piccola della nostra e sembra un esperimento di internamento di esseri umani ripieni di testosterone e mezzi cavernicoli, sono quattro tipi umani dei più diversi che hanno in comune l'interesse per l'agroecologia.

Bene, da qualche settimana a loro si è aggiunta una signora di circa 40 anni, divorziata e madre di una bimba di 11 anni che in questi giorni è in vacanza con il padre. A me all'inizio mi sembrava la tipica donna che sotto mentite spoglie voleva a provare a fare la contadina ma in versione Paris Hilton, sembrava che guardasse tutti con la puzza sotto al naso e le davo tre giorni di vita, in una casetta che i ragazzi si stanno ancora sistemando (era abbandonata come la nostra che è un eterno cantiere) e dove al momento non c'è elettricità continua ma un generatore rumorosissimo che accendono in caso di bisogno. Il frigo va a butano, se ve lo state chiedendo.

Insomma, dopo qualche settimana comincio a parlare con lei e scopro una donna con una grande ironia, l'unico mezzo per sopravvivere tra quei barbari, e molte storie interessanti da raccontare della sua vita. E diciamolo: in questo oceano di testosterone dove viviamo fa anche piacere avere qualcuno che ti capisca. Infatti ero veramente curiosa di capire com'è che avesse avuto l'idea tanto stramba di andare a vivere là in questi mesi estivi e poi ho capito: ha vissuto in India e quindi quello in confronto è l'Hotel Excelsior. Quindi lei ha preso letteralmente in mano le redini della situazione casalinga, nonostante i ragazzi siano adulti e quasi suoi coetanei, hanno scoperto che effettivamente c'è del gusto nel mangiare riso e legumi per esempio e non semplicemente il pane e pomodori e che le magliette zozze di sudore forse non era il caso di lasciarle pure sui fornelli della cucina. Da quando c'è lei dai vicini si respira un "prima" e un "dopo". Con la sua personalità Ana (così si chiama) e credo anche per pura pazzia, sta rieducando i vicini a vivere in condizioni normali. E' anche vero che vivere in campagna come viviamo noi -che non ci preoccupiamo se non funziona sempre lo scarico del bagno e con molta nonshalance andiamo a riempire un secchio d'acqua- porta a far riemergere comportamenti un po' strambi tipo stare scalzi anche nel campo, lavarsi i denti nella fontanella fuori e farsi il bagno nella vasca di irrigazione, nel tempo libero abbiamo sempre pronto un secchio con la calce o il cemento e tappiamo un buco o scrostiamo l'umidità dai muri, e Ana si è adattata benissimo. Per esempio oggi l'ho accompagnata al supermercato e solo là si è accorta di essere vestita tal cual era nel campo, ossia seppur con il suo bel cappello di paglia, con i pantaloni e scarpe e camicia da lavoro, cioè piena di terra. E fa niente. Poi è mamma e nonostante i nostri uomini abbiano quasi la sua età non smette di dire a tutti di lavarsi le mani prima di mettersi  a mangiare e si occupa perfino di andare a fare la spesa, tutto di sua volontà. Lei dice che lo fa per se stessa e già che c'è cucina per tutti e non solo per lei. Si alza alle 5 del mattino, quatidianamente viene qua ad attaccare ai caricabatterie i cellulari dell'uno e dell'altro e ridiamo di cosa riescono a fare 'sti uomini. No, per le lavatrici ancora no, ognuno si lava da solo la sua roba. I miei vicini sono comunque dei tipi molto simpatici e generosi, anzi visto che parliamo di uomini che lavorano la terra, un giorno vi farò sbavare con le foto dei miei soci e dei miei vicini che tornano a casa dopo una mattinata lavorando sotto al sole e arrivano tutti insieme a torso nudo, sudati, con una zappa sulla spalla: attente però, che i miei soci sono tutti sposati con figli, mentre i vicini sono degli scapoloni e se volete magari vi dò il numero di telefono di Juan....Ah, Juan....scapoloni che dopo il trattamento di reinserimento nella civiltà ad opera di Ana, oltre ad essere uno spettacolo per gli occhi, adesso sono pure educati e non ruttano più liberamente senza vergogna.

Li volete conoscere eh???



2 commenti:

  1. sono felicemente sposata... tuttavia guardare un contadino iberico a torso nudo che ritorna sudato dai campi con la zappa in spalla non può considerarsi tradimento, vero?

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  2. Per me questa visione è giusto una ricompensa per chi come me e Ana ha a che fare tutti i giorni con l'altro lato della medaglia, che male c'è....

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