martedì 25 settembre 2012

Dove tutto ebbe inizio

Non ce l'ho fatta ad invidiarvi nemmeno nel momento in cui oltre a mille metri di quota mi facevo la doccia armata di un tubo da giardineria, con acqua fredda piovana, mentre le nebbie cominciavano a calare: è che il panorama meritava visto che ero all'aria aperta.

Con un po' di zoom o lente di ingrandimento vedrete quattro mattoni in mezzo alla foto, là eravamo.

Questo luogo per me è speciale, perché è dove tutto iniziò e siccome alla fine sono dotata di una grande ironia, vi voglio raccontare come andò la prima volta cosicché non vi lamenterete mai e poi mai di quanto possono essere poco romantici i vostri uomini, và, diamoci una botta di autostima!

Era agosto del 2009 ed io era oramai più di un mese che cercavo di passare un quarto d'ora tutto di fila da sola con Raul, andavo a tutte le feste a cui mi invitava, d'estate in Spagna, carramba, arriba la fiesta, ma intorno a noi c'erano sempre almeno altre 20 persone per cui proprio non riuscivo a parlarci. Mi diceva che comunque gli piaceva fare passeggiate in montagna (anche a me!) e in bicicletta (anche a me!), eravamo in estate, non avrebbe potuto allontanarsi troppo dall'orto, che non va in pausa e che quindi si sarebbe solo preso qualche giorno per andare nei paraggi a trovare gli amici. Ed io che comunque lavoravo anche tutto agosto non potevo essere più felice nel leggere tra le righe un invito ad unirmi a lui.
Quindi mi dice: andiamo sul Penyagolosa, ho un amico che si è comprato un maso, ho un altro amico che vive in un paesino vicino, passiamo 3 giorni sulle montagne. Detto fatto.
Lui parte di giovedì, io lavoravo e la sera stessa avevo una festa di compleanno-capoeristica-brasiliana e quindi lo avrei raggiunto venerdì in mattinata. Sapevo che lui sarebbe andato su con *qualcuno* in auto e poi ci saremmo trovati là direttamente. La festa finisce alle 8 del mattino, come potevo immaginare e alle 9 passo da casa, prendo lo zaino e parto per il nord della provincia, al confine con la Catalunya, guardando gli orari dei treni e autobus mi dicevo "Cazzarola Raul solo per te!" perché l'unico autobus che andava su fino a questi villaggetti era alle 3 del pomeriggio in partenza da Castellón (città tra qua e Barcelona) e ci metteva tre ore. Cerco di non addormentarmi per tutto il viaggio, tra treno e bus per paura di ritrovarmi al punto di partenza, resisto mangiando crackers, resisto sui tornanti e finalmente quando arrivo ad Atzeneta e vedo lui che mi aspetta in auto ...sbav sbav... sono stanca, ho fame e ho sonno, ma sono con lui. Arriviamo a casa del suo amico numero uno e...ta taaaaaaaa sorpresa! Con chi è andato in montagna Raul? Con la sua ex.

Io mi scapicollo su per i monti, ho le occhiaie fino a terra e con tutti gli amici che ha lui proprio non trova altra persona per fare un giro in montagna?! Mi tocca quindi pure cenare con quello che lei mi ha preparato!! Vado a dormire, và che è meglio, che se domani ci mettiamo in viaggio a piedi, sui monti, sui dirupi, meglio che plachi la mia voglia di sangue e di piangere. Faccio la siesta e mi sveglio alle 22, lei è tornata a Valencia perché doveva andare a lavorare, io non faccio domande, pianifichiamo il viaggio, comincio a credere che lui mi veda davvero come solo un'amica... La mattina dopo molto presto il suo amico ci lascia a pochi chilometri, al Santuario de San Joan de Penyagolosa, dove iniziano le piste tra trekking: noi scegliamo quella che ci porterà direttamente nel luogo della foto, dove appunto un altro amico nostro si è comprato il mas del 1600. Siccome abbiamo tempo, questo primo giorno lo passiamo tra le piste dei dintorni, perché il tempo non è proprio il massimo, dobbiamo capire che fare, se partire, tornare, dove dormire, cosa mangiare....vabbé dai scaliamo intanto il Penyagolosa, e andiamo a 1800 mt tra le nebbie tanto per tenersi in allenamento. Scendiamo e andiamo a cenare nella piccola osteria vicina al Santuario ma decidiamo di risparmiare -udite udite- 3 euro di ostello per dormire sul comodo pavimento del rifugio di montagna, un rifugio sempre aperto per le emergenze ma dotato solo di un tavolo di legno e un camino. Piove. Fa freddo. Accendiamo il camino con della legna lasciata da qualcuno prima di noi. Abbiamo le torce, troviamo delle candele tipo quelle da cimitero, abbiamo tutto per dormire, calzettoni, pigiama, cappellino...mhh che atmosfera romantica, immaginate poi che in assenza di doccia dopo tutto sto movimento quanto io potessi essere sexy, ma almeno i denti me li ero lavati. Oh, finalmente il famoso quarto d'ora per parlare con lui davvero! Parliamo per oreeeeeee, ore e ore e scopro che la sua ex è proprio ex ma lui è amico di tutte le sue ex e quindi lui non ci vedeva niente di male (e mi fa capire che con questa cosa ci devo convivere e infatti....). Insomma, la cosa va e finalmente c'è : il primo bacio! Mi squaglio e mi addormento, stavolta sul serio e beatamente.
E quindi il giorno dopo inizia la nostra camminata: se vi interessa saperlo questo percorso qua in Spagna si chiama Gran Recorrido 7, ma a livello europeo è l'E4 che parte da Tarifa e arriva a Delfos in Grecia, passando anche da Mirandola, Caposanto, San Felice e Finale Emilia. La prossima volta che voglio andare a casa quindi lo potrò fare comodamente a piedi in circa 3 mesi.
 Che dire poi...5 ore di cammino tra i boschi, le caprette di montagna tra noi, le more, il silenzio interrotto solo dallo strillare di un'aquila...parti a strapiombo che mi fanno venire i brividi, qualche cedimento, molte foto in cui eheheh siamo sempre più vicini e vicini. Arriviamo nel pomeriggio a casa di Manel che io oramai considero come anche un po' casa mia, innanzitutto perché siamo tra i più assidui ad andarlo a trovare e poi per tutti i ricordi che mi porta. Lì ho dormito per la prima volta con Raul anche se ricordo intabarrati fino alle orecchie perché faceva freddo. Il tetto era ancora mezzo distrutto quindi anche se dentro casa avevamo dormito dentro una tenda da camping piantata sul pavimento di pietra nell'unica parte della casa agibile ai tempi. Tutt'ora non c'era traccia di doccia, ma perché non c'era proprio acqua a parte quelle delle caraffe da 8 litri che il nostro amico riempiva alla fonte. Non c'era modo di darsi una sistemata, eravamo tra i primi che andavamo là dopo che Manel aveva comprato casa e quindi non era molto diverso che andare in una grotta.

Eppure sapevo che quando Raul mi aveva detto "andiamo in montagna" lui intendeva proprio questo e sapeva che a me sarebbe piaciuto, anche se per avere un po' di intimità per andare in bagno dovevo armarmi di torcia e scendere per il pendio di 200 mt.
Questa è stata -diciamo-la prima delle prove d'amore perché ne sono seguite altre due a distanza di poche settimane pure quelle degne di nota, una in bici, un'altra in treno, di cui magavi vi parlerò più avanti.

Quindi per me ogni volta che torno ai piedi del Penyagolosa è come festeggiare il nostro anniversario.

Marc è arrivato esattamente due anni dopo quel primo viaggio.

Marc era già stato qua in aprile quando ero incinta.

Ed ora rieccolo, magari per lui sono panorami familiari, vi posso assicurare che ha imparato a scalare, mentre per camminare, ci siamo quasi....



2 commenti:

  1. Sai che me l'ero persa?
    Allora non sono l'unica che ha viaggiato scomoda per amore :P

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