martedì 23 ottobre 2012

Generosità

Vi parlavo del progetto in Goteo qualche settimana fa: non credevamo molto che in venti giorni avremmo tirato su un minimo di 2700€ per poi avere altri 20 giorni per arrivare a 4000€: bene, in 19 giorni abbiamo racimolato 3360€.

No words.

A parte i versamenti di chi conosciamo, ci conosce, sono parenti, amici stretti, clienti molto affezionati, abbiamo ricevuto cifre di 250-350€ da dei perfetti sconosciuti che tra l'altro hanno pure rinunciato alla ricompensa che corrisponde ad ogni quantità di donazione. Pura generosità.


Ringrazio pubblicamente Manila e anche una certa Livia che ha fatto un versamento dall'Italia e mi chiedo proprio come sia arrivata a Goteo se non attraverso il blog di Marc.

Ad ogni modo riflettevo su questi personaggi anonimi  e mi viene quindi da pensare ai pochi gesti di generosità che riceviamo nella vita di tutti i giorni.
Tipo, venerdì sera: il cielo è stellato, è venerdì, fa freschino ma si sta bene, andiamo tutti e tre a Valencia e proprio in mezzo alla strada, proprio dove non c'è un centimetro di cornicione dove proteggerci, inizia a piovere ed io a correre con Marc nel mei tai sulla schiena -lui dormiva- e Raul che cercava dei nostri amici da un bar all'altro quando da un bar esce un ragazzo che mi passa un ombrello e mi dice "ne ho due".

Voi direte "capirai, è un ombrello". Sí ma io sono rimasta stupita. In un mondo dove ti vedono incinta all'ottavo mese e in treno e metro si trincerano dietro due strati di giornale pur non farti sedere, dove nessuno ti dà uno straccio di mano quando ti vedono lottare tra passeggini e bebé e borse della spesa, non è mica normale questo! Insomma, io non c'ero più abituata.

Studiando e leggendo sull'educazione libera si scopre però che per i bimbi piccoli la generosità non è genetica, anzi... è molto normale -e io non mi sentirei affatto preoccupata- che i bimbi piccoli che scoprono oggetti e giochi non li vogliano condividere. Io non capisco questa mania di doverglielo farlo fare. E' normale che tutti si fiondino su un giochino non tanto perché interessante ma perché semplicemente esiste in quel momento tra le mani di uno, ma che gli adulti si mettano in mezzo per far da moderatori...
Marc è un tipo molto buono, diciamo "generoso" perché ti passa tutto, anche il fazzoletto sporco che sta usando per pulirsi il moccolo del naso. Ma è anche un tipetto che arraffa e che si fa rubare le cose dalle mani, appena un suo amichetto le vede. Ho oramai potuto provare sperimentalmente che dal momento in cui Marc viene sgridato (da qualcuno) o all'altro bambino viene fatto notare che quel giochetto prima ce l'aveva Marc comincia il tira-e-molla arrivando alle lacrime. Chi aveva in mano il gioco si innervosisce e tira fuori pure le unghie.
Invece se i due vengono lasciati soli a sistemarsi le loro storie, di solito uno si disinteressa all'oggetto e passa ad altro. Generosità zero eh, perché non succede che uno restituisca l'oggetto all'altro bimbo. E' ancora più probabile che i due comincino a fare altre cose.

Ma vedo che se su quell'oggetto si concentrano tutte le attenzioni, cioè le nostre (ossia noi ci fissiamo sul modo in cui è stato tolto l'oggetto dalle mani dell'altro, mentre i bimbi pensano che noi consideriamo l'oggetto di vitale importanza e quindi lo vogliono entrambi)la cosa degenera.



E poi che succede? Prendiamo la figlia dell'amica mia: costretta dalla zia a condividere tutto con il cuginetto di 15 mesi, lei a lui non lo può vedere: lui vince sempre.
Con Marc invece, siccome io non la costringo a dare niente a Marc e piuttosto cerco di distrarre Marc con altre cose, lei è la prima ad essere generosa. A 4 anni, quando cominciano a capire il senso della generosità.


Si dice poi ma questo lo scopriremo solo vivendo, che se da piccoli non siamo costretti a dare baci a zii sconosciuti e nonne con brufolo spaventoso vicino al naso, costretti a dire grazie, scusa, arrivederci, da grandi saremo più generosi e più gentili.
Di nuovo la teoria si scontra con la realtà. Rischio di avere un figlio maleducato, sgarbato e pure egoista.



Ma noi preferiamo rischiare.




Se solo noi adulti sapessimo stare al posto nostro questo sarebbe un mondo migliore.

5 commenti:

  1. Si, ci sono arrivata attraverso il blog e in questi giorni controllavo e facevo il tifo perciò che questo progetto raggiungesse almeno la quota minima. Io ho dato quello che ho potuto ma ammiro molto il vostro progetto lavorativo e di vita e penso che meriti tutti gli aiuti di cui avete bisogno. Ammiro la vostra semplicità e la gioia con cui ti dedichi alla famiglia e al lavoro nei campi. Io non ho molto( di materiale !), casa in affitto, utilitaria usata,moboli usati e vestiti passati; io maestra precaria, mio marito edile in nero frequenta le serali per diplomarsi, abbiamo tre figli arrivati a 17,21 e 23 anni( ora 13-10-8), ecco loro ci rendono ricchi e felici. A chi mi chiede se un giorno faró un mutuo per la casa da lasciare ai figli (neanche fosse facile) dico che l'unico debito che sarei disposta a fare e quellO che servirebbe a comprare un campo, un piccolo orto con un bel frutteto e una roulotte per passare i weekend e cominciare a prendere confidenza con l'agricolura. Un campo e una famiglia felice penso sia l eredità più grande che si possa lasciare ai figli. Auguri per il vostro progetto!

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  2. Sono d'accordissimo con te...anche io agisco con mio figlio così...o almeno ci provo...non è facile, anche se sai che questa è la cosa più giusta da fare ci sono sempre le persone che ti circondano che si mettono in mezzo e ti fanno passare da genitore che non sa educare il proprio figlio e poi tuo figlio è maleducato...come se poi fosse di vitale importanza questo!attenzione eh se un bambino di 3 anni non dice ciao e non da i baci!sta commettendo un reato!ma basta!

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  3. Io invece non ce la faccio, perchè mi fa stare male vedere che mio figlio non condivide.
    Certamente alla sua età (26 mesi) è normale però mi dispiace, non riesco a mantenere il distacco emotivo e a non immedesimarmi.
    Ad es. delle volte si innervosisce se a tavola io o il papà mangiamo un grissino, perchè li vuole tutti lui. Ovviamente io e il papà continuamo a mangiarli, cercando di spiegargli che ce ne sono per tutti e tre. E che in ogni caso è giusto dividere il cibo fra tutti. Ovviamente lui continua ad essere arrabbiato!
    ciao francesca

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  4. Ah Livia! Grazie!Tra qualche giorno cominceremo coni riconoscimenti web, così sarai ringraziata anche sul blog de la huerta!

    E non è facile vivere così, adesso la sfida è dimostrare che quei soldi ci servono davvero (come se poi non fosse evidente), adesso per esempio piove e non hanno lavorato perché per un giorno si può saltare, ma non hai idea di quello che faticano i ragazzi a volte sotto la pioggia, infatti con quei soldi costruiremo un magazzino dove poter sistemare la verdura....e poi un supermegapollaio a 5 stelle!


    Sui bimbi, confido nell'autoregolazione ed è quello che facciamo nella Escoleta. Litigano eh, mica vanno sempre d'accordo ma ci siamo ritrovate a dover dire ad alcune madri di non impicciarsi davvero negli affari dei loro figli quando discutono con un altro bimbo. Il genitore non è mai obiettivo tanto per cominciare e il fatto di dire la sua cambia la prospettiva dei bambini stessi, che vengono in qualche modo plagiati dai nostri atteggiamenti. E' un esperimento curioso ma che propongo di fare in famiglia con cuginetti e amici e scoprirete come i bimbi risolvono le loro faccende da soli. Si, in effetti c'è da resistere al richiamo, ma bisogna incoraggiarli a fare da soli. Anche perché poi smettono di piangere quando vedono che anche senza parole risolvono la cosa, molte volte semplicemente entrambi i bimbi cambiano interesse e la cosa finisce là.

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  5. Io sono in ansia perchè mio figlio tra poco compirà 4 anni e tra circa 2 anni dovrà iniziare le elementari ma noi non lo vogliamo iscrivere alle scuole normali!come fare!??

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