venerdì 14 dicembre 2012

15 mesi e non sentirli

E' stata una settimana difficile: mercoledì il parassita che si è rivelato essere l'amico di Clifton finalmente se n'è andato con tutte le rogne che è riuscito a scatenare tra me e Raul, ci credete? Vi giuro, abbiamo provato a mandarlo via dopo tre giorni ed è rimasto ancora quattro, solo perché io sono contro la violenza. Sono quindi oramai totalmente convinta che questi sono fasi che devo attraversare per arrivare alla santità.


Come si fa ad essere così? Sono dell'opinione che sia il tipico figlio di papà, 5 anni viaggiando per il mondo con la carta di credito in tasca e scroccando a più non posso ovunque e comunque.

Clifton invece....mi piacerebbe che Marc diventasse così, anche a costo di piangere di tristezza ogni sera al pensiero che mio figlio sono 16 mesi che sta dall'altra parte del mondo.
Marc è molto molto indipendente: adesso che cammina, lui va.
Va dietro al pollaio, all'improvviso sparisce dal nostro campo visuale, andiamo a cercarlo ed è là dietro a dare le briciole di pane alle galline.
Marc non ha paura: o i miei gatti sono oramai pronti al sacrificio, ma non lo graffiano mai, si lasciano strapazzare, baciare, accarezzare e non fanno una piega. Mora poi se lo ciuccia tutto ed è alta più di lui, lo segue e gli lascia i bastoncini ai piedi affinché lui glieli tiri.
Marc è molto socievole: adora gli amici del papà, sopratutto uno, un uomo tuttofare che ha già 52 anni, una vita difficile alle spalle ma veramente dal cuore d'oro. E quando arriva Marc gli si getta al collo e io quasi sparisco. Cioè, è veramente capace di stare ore con lui e guardarmi da lontano e farmi ciao con la manina quando lui fa per portarselo via a fare un giro.

Quanto sta crescendo, domenica prossima il 23 sbarcheremo a Bologna e per i miei genitori credo che sarà un mezzo shock vederlo camminare e sentirlo parlare.

Sí, perché parla e sopratutto parla in italiano! Dovreste vedere il mio ghigno diabolico che ho adesso sul viso, perché è bello dire che parla in italiano, un po' di nazionalismo ci vuole! Dice fuoco, moto, scarpa e acqua e nonostante le somiglianze, lo dice proprio in italiano. Sono contenta! Quando giochiamo a "dov'è il naso di Marc" e lui se lo indica, ci sono parti del corpo che sa solo in italiano, come gli occhi e le orecchie. Se qualcuno glielo chiede in valenciano o spagnolo lo guarda con una faccia che dice "Che mi stai raccontando?"
Bene va, così tra poco potrò sparlare con mio figlio del padre e il diretto interessato non capire niente o fare finalmente un corso accellerato della lingua di Dante.

Mi piacerebbe pure che il mio baby conosca altri bimbi italiani qua e non solo gli adulti che conosco e che potrebbero insegnargli prima a chiedere uno spritz che un bicchiere d'acqua al bar.

Qualcuno ha esperienze in merito?


1 commento:

  1. Che belle soddisfazioni! Io vengo da un'altra città... che soddisfazione quando mia figlia nei discorsi usa parole del mio dialetto che mi ha sentito dire al telefono coi miei!!!!

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