domenica 6 gennaio 2013

crash

Forse non l'ho mai detto, forse ho sempre usato il termine "educazione libera" per definire quello che facciamo, ma non ho mai parlato in dettaglio di quello che evitiamo, cioè l'educazione convenzionale meglio detta "condottismo"
La parola lo dice da sé, il condottismo è la forma mentis più diffusa, quella secondo cui il bimbo è un selvaggio da educare, raddrizzare, rendere presentabile in società e che non ci faccia mai pensare "con te non posso andare da nessuna parte". Un bambino educato è un bambino che al 99% fa le cose per compiacere i genitori che adora, "sennò mamma piange e si dispiace". E' un bimbo che è abituato al ricatto educativo e che è bravo o è cattivo.

Quindi mio figlio non è educato.

Il modello condottista nasce dagli studi di B.F. Skinner e Iván Pávlov sull'apprendimento, secondo cui si danno regolamenti per ottenere il comportamento desiderato e schemi per verificare se è stato ottenuto.
Da metodi empirici si sono quindi sviluppate due metologie per arrivare ad una condotta determinata e analizzare il modo per ottenerla.
Un metodo è quello dello stimolo-risposta, secondo cui stimolando il bambino in una direzione ne scateniamo come risposta quello che vogliamo ottenere; il secondo è consolidare la risposta, secondo lo stimolo, cercando delle reazioni motivanti e rafforzanti per creare questa connessione nell'individuo.
In poche parole: il primo caso è quello del castigo e il secondo caso è quello del premio, in risposta allo stimolo (fa i compiti/mangia/ fa il bravo e allora avrai .... tal e tal cosa)

I metodi educativi liberi sono i famosi Montessori, Steiner, Pestalozzi, ma anche Assiris, che è nata in SudAmerica e sta arrivando in Europa... nella nostra scuola ci ispiriamo a tutti ma non ne seguiamo nessuno in particolare.
Nel mio piccolo, visto che l'educazione libera ha veramente senso a partire dai 3 anni, ho cominciato a mettere Marc sulla buona strada seguendo le poche ma chiare indicazioni dei professionisti intorno a me e soprattutto facendo lo sforzo vero di non farmi condizionare da dei preconcetti che ....ne ho, ne ho pure io.
Grazie a Raul intanto ho smesso di usare la parola "no" e chiamare Marc con varie intonazioni (acuto, grave..) come per metterlo in riga. Me lo ha proibito ed io ubbidisco.
Mi rendo conto quindi che i bambini hanno una capacità di autocontrollo e autodeterminazioni altissima, ma che fin dalla più tenera età viene schiacciata e messa sotto-controllo.
Ogni cosa è sperimentazione e gioco,, non hanno la concezione del "giusto/sbagliato" (che non dovrebbe esistere nemmeno per noi) e che può arrivare alla sfida con i genitori se vedono delle regole che non capiscono.
Mangiare.
Vestirsi.
Sporcarsi.
Toccarsi.
Anche menare.

Frustrarsi, e tanto. Specie quando vorrebbero fare qualcosa e non ci riescono e facciamo l'errore di aiutarli, sostituendoci a loro e facendo loro capire che da soli non ci riusciranno mai. 

Ora che succede?
Che le mie etiche sono andate in conflitto tra loro. Eh già e che tristezza capirlo adesso.



Allora, io sono vegana e mio figlio no. Azz.

In casa sì ma mi sono resa conto in questi mesi che per me era un assoluto controsenso proibire lui di provare tutto il cibo che gli capitasse sotto al naso. Mangiamo dai nonni, mangiamo da amici e Marc ...come dirgli di no e perché?

Ho detto prima che quello che ci sta più a cuore a noi genitori "liberi" è l'autodeterminazione dei nostri figli, che decidano di vestirsi come vogliono. Certo, Marc (per ora) non ha gonne nell'armadio e non è che decide tanto, ma arriverà il giorno in cui potrà scegliere cosa mettersi. Per adesso ci fa capire bene benissimo che vuole mangiare con noi, con le posate dei grandi e bicchieri dei grandi e all'altezza dei grandi. No problem. Si ma il cosa? Finché siamo a tavola in casa può spaziare e variare tra alimenti tutti approvati, ma appena siamo fuori dai confini di casa nostra eh.... il sistema va in crash.

Ma mi rendo conto che io non sono proprietaria di mio figlio e per quanto io lo voglia proteggere allo stesso tempo devo rispettarlo. Lui alla fine prova dei cibi e non sa quello che mangia, visto come apprezza anche la terra, tra le altre cose.

Lui non ha la consapevolezza di una fetta di prosciutto e non posso proibirgli di provarla.
Ho discusso a lungo con il mio amico Davide Maccagnan che beato lui ha poco più di vent'anni e non ha figli. Quando cercavo di spiegare lui cos'è la filosofia libera (e non la capiva) mi ha detto "Ma allora tu non dovresti nemmeno obbligare tuo figlio a mangiare se non ha fame e dormire quando non ha sonno". Quando gli ho detto "Infatti Davide, sono DUE ORE che te lo sto dicendo!!" allora si è ammutolito.

Forse ha capito.

Io sono abbastanza sicura che quando Marc avrà la consapevolezza del dolore e del sangue dietro alla fettina farà in modo autonomo le sue scelte. E' un bimbo molto sensibile che si identifica con i gatti e i cani e le galline. Ma è un suo diritto arrivare a decidere da solo che non vuole mangiare carne e pesci.
Ha il diritto di fare da solo lo stesso percorso che abbiamo fatto noi, di aprire gli occhi e il cuore.
Ecco, io di certo non lo aiuto, per me le regole in cucina (ne abbiamo due e l'altra è stare attenti al fuoco delle stufe)  sono sacrosante ma al di là di questo, a tavola con gli amici e parenti io non me la sento di privare Marc di una sua esperienza.
Se io glielo proibissi lo priverei -credo- di una delle esperienze di vita più importanti che una persona possa fare, davvero. Scoprire l'empatia con il resto della Natura. L'empatia non si insegna e non si impone con la forza, ma si apprende.

Non ho nemmeno scuse religiose da mettere in mezzo, ma di nuovo il problema non è la figura che ci faccio davanti agli altri (proibisco la carne e che figura ci facciamo davanti agli altri? Gliela faccio mangiare e che figura ci faccio come madre vegana?)  ma la capacità di decisione che mio figlio deve sviluppare e il cibo che per i bimbi è pura ricerca e sperimentazione purtroppo non ha scampo.

Per me è un grave errore scaricare sui figli le nostre ideologie limitanti (ai loro occhi, noi se proibiamo loro di provare un alimento o un gioco li stiamo limitando, sempre).

Mentire a mio figlio?
Snocciolare ad un bebè tutti i contro della carne?

Ora, mi si può replicare che allora farò sperimentare a mio figlio l'ebrezza di attraversare la strada senza darmi la mano, ma non si tratta di questo. Si tratta, quando si è a tavola con altre persone, di assecondare il suo istinto ad imitare chi sta intorno a lui, come i nonni, le cuginette. Non è nemmeno mio diritto proibire in casa degli altri alimenti per loro normali e comunque io non sarò sempre onnipresente e non avrò sempre diritto di parola.

L'unica è aspettare e sperare.


Io mi fido di lui. L'ho fatto io!






15 commenti:

  1. ..dovevi entrare in crash prima o poi, e sto solo constatando un fatto...
    Ti porto la mia esperienza...Zucchero!
    La mia amica diceva...se non gli do dolci non si abituano e non li mangiano...
    Io...mi sembra giusto che i figli abbiano diritto di provare (lo zucchero e i dolci)e poi decidere...
    I suoi figli dopo aver provato la Nutella attorno ai 7-8 anni...4 vasi per 4 figli...uno per uno con tanto di nome...i miei figli, Nutella provata molto prima dei 7, 1 vaso per 4 figli e un vaso dura una settimana...dove sta il giusto, dove sta l'errore..?
    Ognuno dei nostri figli ha deciso come gestire la Nutella,...è ipercalorica, c'ha la formula segreta...e io non la mangio più da 15 anni...ma a loro un vaso lo faccio trovare nella credenza del pane...
    Come in ogni cosa, secondo me ci vuole "grano salis" niente di più, niente di meno
    Buon 2013 e spero di leggerti ancora tantissimo

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  2. non so, credo che sia umano.
    cosa pensi di fare adesso ?
    un abbraccio.

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  3. Assolutamentissimo d'accordissimo!
    E sei l'unica oltretutto di tutte le blogger che seguo che ha fatto questo ragionamento più che giusto e rispettoso e coerente rispetto ai figli e all'educazione libertaria!
    E' ovvio che non smetterai di stimare tuo figlio a vent'anni perchè continua a maniare carne!la sua sarà comunque una scelta consapevole e ognuno deve essere libero di seguire i propri ideali che si è costruito da se!

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  4. Vedi, vedi, abbiamo un altro punto in comune. Io sono vegetariana, il mio bebito no. Anch'io ho pensato fosse meglio far decidere a lui e, a dir la verità, non mi sono fatta tanti problemi sull'argomento. Mi è sembrata subito la cosa più giusta da fare. C'è da dire che io non sono una di quelle vegetariane che pensano che mangiare carne non faccia parte della nostra natura (e quindi che sia molto pericoloso per la nostra salute). Credo che mangiare carne sia anche una parte della nostra cultura e in qualche modo anche della nostra umanità. Scegliere di non mangiarla è una scelta consapevole (e secondo me importante) ma resta una scelta e quindi come tale deve essere in qualche modo "accolta".
    Sul non dire no, mai e in nessun caso, ho invece qualche riserva...ma questa è un'altra storia :-)

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  5. Non sono vegana, ma mi piace che la mia bimba sia una bimba informata e non una che crede che le mucche fanno sempre il latte e lo fanno per noi. Da quando è piccola fa domande sul latte delle mucche e tra un risposta e l'altra è giunta alla conclusione che noi "rubiamo" il latte ai vitellini. Le ho spiegato che possiamo ricavare un latte anche da certe piante e lei ha sorriso dicendo "quel latte è felice, mi piace". L'ho condizionata? ;)

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  6. Io penso che la propria libertà finisca dove comincia quella degli altri e questo vale anche per i bimbi. Pertanto ci vogliono anche i no, quelli che uno reputa giusti per la propria famiglia.
    Ad es. quando lui sarà abbastanza grande da chiederti per pranzo la carne, tu hai il diritto di dire che no, non la cucini. Come è possibile non dire mai di no e allo stesso tempo essere liberi noi stessi?
    (io la carne la mangio, l'esempio era per te)
    In generale credo che nella vita si dica troppi sì, altro che troppi no. E credo che il modo migliore per me passi dal confronto e della contrattazione e non dal ognuno fa quello che vuole.
    Ora mi trovo impantanata con il "problema" dell'ordine in casa; abitiamo in un piccolo alloggio e mio figlio di due anni e mezzo lascia tutto ciò che usa per giocare in terra. Per me non va bene (per motivi anche di sicurezza, mia mamma è cascata e poteva farsi molto male), e non so come abituarlo a rimettere a posto: non trovo affatto giusto che lo debba fare io! Mi piacerebbe capire come affronti tu questo argomento.

    ciao francesca

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  7. Ziao a tutte!
    Vado con ordine:
    Io non credo che Marc arriverà a mangiare carne sul serio....oddio aspettate...
    quello che io vorrei adesso sarebbe evitare che la mangiasse, che si catapultasse nel piatto della nonna, della cugina....della cugina di tre anni che fa merenda con il prosciutto e glielo rifila....Marc non sa quello che sta mangiando, vede gli altri che lo fanno e avendo lui avuto sempre campo libero a tavola non si pone alcun problema: mi hanno replicato "ma con la birra come fai? E con il gin? A parte che da noi non ci sono birra e gin a tavola e nemmeno sigarette, pietre, monete da 20cents....mio figlio sa che il cibo del gatto è del gatto ma se vede le cugine mangiare...echefa, non ci prova?
    Evitare che provi mi provoca la sensazione di rovinargli il gioco della pappa, uno cresce per 10 mesi mangiando tutto e poi?
    E ammesso che io lo controlli, lo distragga e ce la faccio, quando non ci sono che? E' successo, perché mia nipote me lo racconta e poi me lo aspetto, conoscendo Marc.

    A tre anni si può già parlare con loro, possono capire...la mia crisi è adesso che non può decidere ed io devo vigilare sulla sua salute. A costo di perdere la metà dei lettori veg che ci sono, io per prima non credo che un cucchiaio di yogurt normale rubato al volo o un pezzo di frittata lo possa avvelenare.Sarà veramente mia premura peró parlare con le tagesmutter e la nonna affinché facciano il possibile per evitare che Marc chieda cose che io non voglio che provi.Succede? Pazienza, ma non ne far+o una tragedia tipo denunciare come mi hanno suggerito, mammamia una cerca appoggio in qualche gruppo di genitori vicino alla causa e invece...... lassamo perde, và!

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  8. un bellissimo post!Per me non fa una piega, bacio

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  9. Altra cosa poi smetto: io vorrei che Marc dicesse "non mangio carne nè derivati perché è sbagliato" piuttosto che "mia mamma non vuole" La questione salutistica la vedo debole, perché in futuro si cede di più specie nell'età dell'adolescenza, nessuno a 13 anni è tanto intransigente se va a mangiare la pizza con gli amici che la mozzarella no perché fa male,ti avvelena, ti fa venire il cancro al primo morso per esempio. Se uno convince un ragazzino che la carne è buona e un morso ogni tanto non fa venire un infarto, la mangerà, magari ricoperta di salsa barbecue, solo una volta ma lo farà. I salutisti non ragionano alla grande (tipo la fame nel mondo) ma al piccolo e poi all'immediato, quindi un ragazzino non ragionerà a cosa gli succederà nell'arco di 30anni. Invece la questione etica è la chiave di volta affinché neghino con consapevolezza il consumo di questi alimenti. La questione etica tocca nel profondo, la questione salutistica no perché non esclude la violenza, non esclude che a loro non importi essere sempre supersani e belli, non esclude una miriade di piccole concessioni, quindi ha senso farlo, sopratutto per etica.

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  10. Ho letto in parte anche il dibattito sui facebook, ma non sono riuscita a leggere tutto perché è un brutto periodo. Volevo però dirti che io la penso come te, anzi (forse perché Valerio non ha nemmeno un anno e il problema non si pone) non ci pensavo nemmeno al fatto che potessi negargli di provare quello che vuole. Ovvio che in casa mia, se cucino io o suo padre, la carne non gliela diamo e all'asilo chiederemo il menu veg (chissà se vegano o vegetariano), ma poi non ne faremo una tragedia se assaggerà un pezzo di prosciutto offerto dall'amico. Io non credo, come scrivi giustamente anche tu, che un prezzo di carne o altro gli facciano male da morirne. Certo, bene non fanno, ma allora vogliamo parlare dello zucchero? Dei fritti? E poi, dell'inquinamento?

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  11. Riguardo invece all'educazione libera, anche noi stiamo limitando i no, cercando per lo meno altre forme (es spiegare perché no) ma ci sono alcune cose su cui proprio non suo come fare, es mordermi o picchiare le persone o tirare i peli ai cani... Come si gestiscono queste situazioni? Consigli? (Anche di cose da leggere, anche se il tempo è sempre tiranno)
    Grazie!

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  12. Ciao a tutti!
    Ho letto con interesse tutto quanto, post compresi...
    io sono vegana, e non ho figli...(x ora) ma credo che ovviamente li crescerò seguendo la mia alimentazione, poi ovviamente, raggiunta l'età della ragione, decideranno loro cosa è giusto o sbagliato (carne, latte, fumo, alcool zucchero...). ci sono mille motivi per dire no alla carne, e credo sia giusto che i bimbi, non la mangino, fino a quando non lo decideranno loro, ovviamente, non puoi mai sapere se all'asilo, l'amichetto porta la torta di compleanno con sopra di ogni, o fa la piadina con gli affettati per tutti...e può succedere che il bambino assaggi. la cosa bella è che se non gli hai mai vietato le cose, ma spiegate, quando è ancora piccolo, ti dirà "ho mangiato una cosa, cos'è?" quando sarà più grande, e saprà cos'e' forse dirà "no il latte della lola, anche no...." e qui arrivano i no...i no. che strana invenzione. quasi come i si... credo che (e qui parlo da insegnante di ginnastica artistica) i bambini capiscano molto più di quello che crediamo e se viene spiegato loro "perchè no", spesso sono loro a decidere che è giusto in quel momento il no. Credo che si debba mangiare quando si ha fame, dormire quando si ha sonno e giocare quando se ne ha la voglia, ma credo anche che sia bellissimo mangiare a tavola tutti insieme, dormire tutta la notte e giocare insieme quando anche io ne ho voglia, quindi a volte i no, non sono "NO NON PUOI PERCHE LO DICO IO, ma più che altro un NO, facciamolo dopo, insieme, che così è più bello...non so se mi sono spiegata... per la mia famiglia, vorrei che alcune "regole" chiamiamole così, fossero più che altro uno stile di vita... aiutare a mettere in ordine (perchè come scoccia al figlio, scoccia anche alla mamma) mangiare allo stesso tavolo per poter parlare a quattrocchi assaporando una cenetta deliziosa, dormire tutti insieme, così al mattino, siamo tutti belli carichi per fare qualcosa divertendoci... anche perchè se poi tuo figlio decide di dormire dalle 19.00 alle 24.00 a te tocca stare sveglia dalle 24.00 alle 06.00 ad esempio, purtroppo nella nostra società malata, a te toccherebbe comunque andare a lavorare (o altro) durante le ore in cui lo fanno tutti.... mentre tu vorresti solo dormire...
    Ci sono regole secondo me del "buon vivere" che vanno fatte capire e seguire, dei no giusti e dei si sbagliati...l'importante, dal mio punto di vista è fare del nostro meglio, i bambini devono solo raggiungere il loro massimo sviluppo (fisico, etico, artistico, sportivo, caratteriale......), divertendosi!
    un abbraccio a tutte!

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  13. Ciao Dany,
    non è che noi siamo anarchici, spesso c'è questa confusione in merito all'educazione libera. Come detto i bimbi si autoregolano per cui -anzi a maggior ragione- li vedrai capire che è bello andare a dormire presto per svegliarsi per andare in una scuola (libera) dove stanno con gli amici e imparano molte cose. Questo è molto evidente e molto gratificante perché vedi che le cose si integrano tra di loro, che le "regole" sono come nate da sole. Vedi Marc come dicevo a Marisa sembra un bimbo educato, non posso negare che si comporta bene quando siamo in luoghi pubblici e in casa di amici, non prova d arrampicarsi sui muri e tocca tutto perché non sente l'esigenza di scaricare le frustrazioni che i bimbi hanno pure a questa età, sta buono.
    Quindi la mia ansia e paranoia è che lui associ dei divieti quando siamo a mangiare con altre persone non veg con una confusione mentale che lo porterà a non capirci una mazza: io adesso già provo a dirgli Noi non mangiamo il gatto e il cane e le galline (dico questi animali perché sono quelli che abbiamo e li vede), vero che no? E dice No e bacia il cane, se lo slinguazza proprio. Però poi a casa della nonna afferra un pezzo di prosciutto X_X e come lo spieghi che no? Dovrebbe arrivare a dirlo lui, quando capirà però adesso sono io che dovrò resistere probabilmente un altro anno (forse intorno ai tre anni magari....) e se si affeziona alla carne? E se va a finire che gli piace? Non ho la palla di vetro e non so davvero come finirà la storia.....

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  14. Cara Francesca, mi trovo nella tua stessa situazione... Noi in casa non mangiamo carne e abbiamo ridotto notevolmente pesce e derivati animali (verso una svolta vegana, anche se non so se lo saremo completamente). Però la carne proprio non la mangiamo! Asia, che ora ha 4 anni e mezzo, a volte vuole il prosciutto o le salsicce, io non gliele preparo perchè sa che in casa non mangiamo carne ma quando siamo fuori non posso vietarglielo. non vorrei che la mangiasse ma so che vietargliela la indurrebbe a desiderarla di più. Anch'io confido che quando sarà più grande saprà decidere da sola... Proprio l'altro ieri, in autostrada, ci è passato accanto un camion carico di maiali e dicendole che, poverini, andavano tutti al macello lei ha esclamato, ridendo: "mmmmh, buonoooo il maialeeee". Ma credo sia più il desiderio di affermarsi come autonoma e indipendente rispetto a noi che un vero desiderio di carne (spero!). Un abbraccio

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  15. Ciao Francesca!
    io capisco benissimo quello che vuoi dire (credo)...ma il discorso della carne proprio non lo "digerisco"... se tu fossi in mezzo a gente che fuma non lasceresti che lui provasse... io ho un amico che fa mangiare e bere a suo figlio che ha 13 mesi di ogni, birra compresa... ecco...non esiste per me! se mio figlio vedesse lui bere la birra e volesse provare io direi no...questo intendo. se credo che una cosa sia davvero deleteria (e io in questo caso parlo della carne come della birra, per un bimbo)credo che in quello specifico caso interverrei dicendo no. poi benvengano le scuole libertarie! qua da noi sta nascendo qualcosa, ma siamo un po' indietro...e mi piacerebbe un sacco che fosse una realtà consolidata! io credo che sia giustissima come cosa, vorrei che i miei figli potessero farne parte e spero quando sarà il momento di averne una a disposizione! non sono per il NO a prescindere, ma in alcuni casi credo sia necessario.
    Nel caso del prosciutto spiegherei il no, come per la gallina il cane e il gatto... gli fai vedere un maiale e poi gli spieghi che noi non lo mangiamo...

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