giovedì 3 gennaio 2013

Per Marisa

Ciao Marisa,
si sono proprio io, quella che è venuta a trovarti stamattina. C'erano tante cose che volevo dirti ancora e quindi ti scrivo.... qua.
Tu oggi hai conosciuto Marc e credo che tu abbia pensato che sia un bambino educato. Ecco no. Riconosco -e non solo perché sono sua madre - che oggi (ma anche ieri in birreria, così come oggi pomeriggio a casa di un amico) si è comportato bene, ma non è un bimbo ben educato.

Anzi, lui sarebbe il tipico bimbo viziato e coccoloso affetto da mammite.

Come ti dicevo, io e Raul agli occhi degli altri siamo dei genitori disgraziati, probabilmente poco premurosi, affatto ossessionati con l'apparenza, i luoghi comuni e il quieto vivere. Abbiamo scelto di crescere Marc seguendo il suo ritmo e i suoi bisogni e dopo 16 mesi tornando a casa dopo averti fatto visita parlavamo di come in effetti, sì, siamo contenti così.
Non è che mio figlio sia un esempio di virtù, ha un bel caratterino, ma non mi posso lamentare.
Potevamo avere una vita certamente più facile, rastrellando la vita di Marc di "no" e ordini, castighi e punizioni fin dagli 8 mesi di età: abbiamo invece scelto di trattarlo sì come un bambino, ma non come un soldatino. Avremmo potuto avere un bimbo immobile e silenzioso, comodo e tranquillo. Se tranquillo vuol dire vederlo rassegnato all'idea che non prendiamo in braccio quando ha bisogno di noi, se immobile vuol dire tenerlo in un box invece che adeguare la casa ai suoi standard, se silenzioso vuol dire farlo piangere per poi sfinito addormentarsi da solo nel suo lettino.

Tu hai visto Marc e mi conosci, probabilmente la cosa non ti ha stupito. Costa eh, non è facile. Ma io credo che sia più difficile cedere ai consigli spesso non richiesti degli altri piuttosto che seguire il proprio cuore.
Io non credo che il cuore di madre e di padre creda davvero nel profondo che sia un vizio dormire con il proprio bebè, noi per scelta etica ma anche -poi magari lo vedrai- per comodità, dormiamo con Marc nel lettone con noi. La morte della vita di coppia....Si e no.
Io credo davvero che sia un po' naif credere che con un figlio la vita possa andare avanti come se nulla fosse e che ci piaccia o no, cambiano anche le dinamiche della vita privata. Da 16 mesi Marc dome nel lettone con noi e noi semplicemente ci siamo inventati altri modi e luoghi come coppia per vivere le nostre relazioni. Insomma, ci siamo fatti piacere la situazione e non la viviamo come un peso. Per noi questo è stato anche l'atto più naturale, davvero! Marc è nato e tre ore dopo il parto stavamo dormendo insieme nel lettone, non è stato un caso.
Molte coppie a questo punto ci arrivano forzate dalla volontà della madre, quella che si deve alzare di notte (e ti voglio vedere in pieno inverno!), quella che si deve mettere ciabatte e vestaglia.... fammelo dire, gli uomini sono quelli un po' contrari all'idea, ma di solito cedono alla seconda notte di passeggiate notturne, quando vengono spediti loro a fare il giro. Esiste anche la soluzione del side-bed, cioè attaccare il lettino senza sponda al lettone, dal lato della mamma.
Poi non credo che il cuore di madre e padre creda davvero nel profondo che sia un vizio tenere in braccio per molte ore il bebè. Quasi come il latte, l'abbraccio dei genitori è vitale, anzi togliamo pure il quasi. Io e te, che siamo degli anni 80 siamo sicuramente cresciute bene e sane anche se i nostri genitori erano martellati da pediatri saccenti e da una cultura del basso contatto che all'epoca faceva furore, ma questo non vuol dire che non si possa crescere meglio e per questo che hanno inventato (anzi qua da noi le hanno semplicemente riscoperte) le fasce. Scoprirai il gusto di uscire con il tuo baby avvolto sul tuo petto, chiuso dentro al tuo piumino e uscire a fare una passeggiata, andare a fare la spesa, avere le mani libere e sentirti pure gli sguardi stupiti delle altre madri tra passeggini e vari impedimenti fisici. E anche se ti consiglio vivamente di goderti le prime settimane e di non strafare in casa, dà anche una certa soddisfazione poter cucinare e allo stesso tempo rispondere ai bisogni di tuo figlio per il semplice fatto di tenerlo legato a te.
Come hai visto io parlo molto con Marc, cerco di spiegargli tutto e lui reagisce bene. Non è stato facile, innanzitutto per me. E' stato Raul qualche mese fa a proibirmi di dire di no a Marc. Questo mi ha obbligata a trovare altre vie di comunicazione, guardandolo negli occhi e spiegargli le cose mentre nella mia testa scorreva la scritta "ma che cavolo parli ad un bebè come se fosse un adulto?" e invece.... Oddio, non è che sia tutta rose e fiori, a volte credo che Marc mi prenda proprio in giro facendo il contrario di quello che gli ho detto, ma anche in questo caso vuol dire che sa cosa gli sto dicendo e decide liberamente ... di non darmi ascolto. Lo tratto come una persona, non un cerebroleso, non un soldatino che deve eseguire gli ordini. I no ci sono, ma sono pochi e ben circoscritti a situazioni veramente pericolose, come la stufa.
E' faticoso sì, è da riconoscere. Ma dà soddisfazioni.
Non sono mancati nemmeno per me i momenti di sconforto, di molto molto stress, a volte mi sono ritrovata a pregare in cinese di vivere in un bell'appartamento come il tuo, che ha confini limitati per tenerlo sott'occhio e allo stesso tempo fare altre cose. Invece vivo in una casa enorrrrrrme, con un figlio abituato agli spazi aperti (hai notato come va dritto verso la porta per uscire) e questo mi ha portato alla consapevolezza ZEN di volermi godere mio figlio anche se la casa è tutta per aria o devo far da mangiare. 
Quindi decido stare con lui.
Allattare è difficile. Sì, l'allattamento può partire con il piede giusto, è quello che ti auguro. Fisicamente però può consumare. Il baby richiede molte ore e molta tranquillità, tenerlo in fascia in posizione verticale (a ranocchietto) dopo la poppata  lo aiuterà a superare le coliche (ammesso che le abbia) e a digerire. Ti faranno male le tette, sappilo, arriveranno a scoppiarti e cerca di riconoscere in tempo i segni di un'eventuale mastite, quando avrai la montata lattea. Non ti spaventare, ma preparati ad inondare le lenzuola di latte. Tieni sotto mano il numero dell'ostetrica o di una consulente della Leche League. Quando si "aprono i dotti" che la suzione diventa potente, farà male per una settimana. Decidi tu fin quando allattare, anche se saranno poche poppate dopo il lavoro o di notte, ricorda che non è solo una questione di cibo ma anche di legame tra mamma e bebé.
Noi abbiamo scelto l'autosvezzamento, ancora la via difficile per alcuni: a parte che le pappette sono immangiabili, ho provato alcuni omogeneizzati anche biologici e facevano schifo, tenendo Marc a tavola con noi con i nostri stessi orari ha cominciato a mangiare come noi: poco, integrando sempre con il mio latte ed ecco che a 16 mesi si fa di pasta al pomodoro. E sì, mio cugino come ti dicevo è il bimbo più pulito ed educato che io abbia visto, ma preferisco Marc che seppur caotico so che mangia e cresce bene anche se non lo peso da giugno. Ricorda che i bambini ci imitano e sul serio, sono grandi osservatori e non ti stupire quando il tuo ti prenderà per mano e ti porterà davanti ai fornelli dicendo "pappa" e vorrà rubarti dal piatto il tuo cibo. Questo comporta un po' adattare il menù alle esigenze di tutti gli stomaci presenti a tavola, ma vedrai che avrai una vita sociale perché non sai che soddisfazione è uscire a cena e non doverti portare dietro tupperware di cremine insipide che poi non mangerà, ma potrà spiluccare dal tuo piatto.
So che a settembre dovrai rientrare al lavoro, hai 9 mesi davanti e quindi avrai tutto il tempo per trovare uno spazio affidabile dove lasciare il piccolo quando non ci sarai.

Ogni giorno poi è una scoperta, ma ti posso assicurare che se è importante la quantità del tempo (si è importante) lo è anche la qualità. Ci sono madri che pur avendo 24h al giorno da poter dedicare al figlio non lo fanno e ci sono padri che (purtroppo) hanno perso il lavoro ma che -non riesco a spiegarmi perché - non stanno con i figli. La figura del padre è veramente importante anche se è innegabile che i primi mesi -non c'è pezza che tenga - la patata affamata/cagata/pisciata è tua.

Quindi io ti auguro, visto che avrai un 2013 densissimo di novità di:
-prendere la vita di madre come un gioco, una esperienza di scoperta e crescita personale.
-annuire di fronte ad ogni consiglio e poi fare di testa e cuore tuo
-chiedere sempre aiuto alle amiche, al compagno, all'ostetrica per ogni dubbio o bisogno che hai  (io davvero se potessi andare a farti la spesa lo farei, ma sono lontana!)
-procurarti una fascia (a Modena, sul viale di fronte alla facoltà di Economia, quando esci dalla Pomposa, sulla destra c'è un negozio molto bello dove ci sono molte fasce in vendita, almeno le puoi vedere dal vivo, oltre a quelle che trovi su internet)
-leggere qualche libro di Carlos Gonzales o Alessandra Bortolotti o Giorgia Cozza
-fare qualche attività con il tuo piccolo, che sia andare in piscina o riunirti con altre mamme con figli della stessa età del tuo.


Per il resto se hai bisogno sai dove trovarmi, ci vediamo la prossima estate!


2 commenti:

  1. Bellissimo post! Non avrei saputo scrivere di meglio ad un'amica che sta avendo un bambino. Lo terrò da conto...da far leggere a qualche mia amica al momento giusto.

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  2. Auguri a Marisa e... Come che più ti leggo e più mi sembra di rivedere me? :-)

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