lunedì 4 febbraio 2013

Finalmente liberi

Non so davvero come le cose su dei valori tanto importanti come l'educazione dei figli si facciano così complicate. Alla nostra scuoletta ci sono state defezioni, assunzioni, cambi di statuto e addirittura di nome (già non è più intitolata al papà di Marc) in nome di ...non si sa bene cosa: fatto sta che finalmente le cose - dopo tumultuose riunioni dove io fondalmentalmente chiudevo le orecchie e annuivo con la testa non prendendo nessuna posizione - si sono ridefinite.

Io ho sempre avuto a cuore una sola questione, cioè la presenza di Lola la maestra e che accettassero quanto prima Marc, senza dover aspettare i tre anni.

Sí, c'era questa norma che poi non è mai stata rispettata secondo cui i piccolissimi avevano bisogno di una persona di riferimento solo per loro oppure la presenza obbligatoria della mamma. Che poi i minori di tre anni ci sono sempre stati, tra l'altro ed io costantemente chiedevo "E Marc?" e mi dicevano: dai almeno fino a 18 mesi.

Poi avevo detto che mi avrebbero voluta contrattare, ma non c'erano allora abbastanza soldi, poi non c'era l'unaminità in riunione, poi non c'erano abbastanza genitori interessati. A settembre mancava proprio il gruppo dei piccolini, perché i piccolini minori di tre anni nel frattempo li avevano compiuti integrandosi quindi nel gruppo dei grandi.

Però all'ultima riunione di settimana scorsa non sono stata invitata, è che proprio non ne avevo idea ce ne fosse una, non mi sono nemmeno tanto offesa eh, anzi ero con il mal di pancia, ma la cosa è stata studiata. Purtroppo se c'è qualcosa che non mi piace è che hanno la brutta abitudine quando c'è da studiare un "caso speciale" di non invitare il soggetto in questione, fare la riunione segreta e poi farne una ufficiale. Chi l'avrebbe detto che sarei stata io?

Allora mercoledì è passata l'amica mia che non ce la faceva ad aspettare la prossima riunione e ha sfrondato la storia dicendomi direttamente che siccome Marc il 29 agosto compirà 2 anni e che si è sempre dimostrato un tipo sveglio e che stare dalla tagesmutter pure ha contribuito alla sua indipendenza allora potrà entrare alla Scuola ufficialmente.
E l'altra eccezione sarà Mario che compie 2 anni qualche giorno dopo di Marc e ha già 2 fratelli iscritti.

Ah e siccome alla fine in dicembre hanno contrattato un'altra accompagnante perché i 10 bimbi di adesso sono molto impegnativi, seppur non evidenziando una distinzione ufficiale tra grandi e piccini, comunque la maestra Lola avrà un punto di appoggio.

E non mi interessa davvero che non sia io.

Io oramai mi sono organizzata abbastanza la giornata da poter continuare con la tages quelle 3 ore al giorno e non sempre e arrivare serenamente nel 2014 senza stress, ma ovviamente sono contenta.
Non è che Marc vada a scuola un anno prima (c'è da dire che la scuola materna qua in Spagna pur non essendo obbligatoria è accorpata fisicamente alla scuola primaria -dividono gli spazi, la mensa, i cortili- e tutti credono che quindi sia normale andare a scuola a tre anni) semplicemente se deve stare con qualcuno molto meglio che sia la Scuoletta che conosce da ancora prima di nascere, ha un giardino enorme, bimbi che lo trattano come un fratellino e attività più stimolanti, io mi fido ciecamente di Lola e pur essendo un No-educational place, è un luogo dove si impara sempre, sia da piccolissimi che da adulti.

Ci addentreremo quindi nel vero mondo dell'educazione libera: quella che devi spiegare ai vicini cosa fa tuo figlio a casa. (Lola in dicembre ha cambiato casa in tre giorni quando la vicina troppo impicciona era diventata pericolosa), quella del limite, cioè noi vorremmo che Marc rimanesse non scolarizzato fino ai 10-11 anni, per fare poi l'esame della scuola dell'obbligo (purtroppo obbligatorio ma si fa a 16 anni)  ma con la consapevolezza che tutto quello che dovrà fare a 16 anni sarà fatto con piacere e non per obbligo.
Vediamo se mi spiego: noi sappiamo benissimo che prima o poi il Sistema ci obbligherà a rientrare nei ranghi per andare avanti nella vita, facendo gli esami di rito, che sono obbligatori. Noi (e abbiamo le prove che è possibile) vorremmo che Marc si preparasse in modo libero e sereno per essere poi lui a scegliere di voler fare l'esame e magari continuare a studiare. Scegliere di studiare a 14 anni è diverso che essere obbligati a 6 anni. E appunto abbiamo le prove di chi finita la scuola libertaria e entrando nel sistema normale attraverso un esame oltre a rendere meglio è più motivato e ha voti più alti anche se fino a quel momento non ha mai preso un voto in vita sua.

Avremo magari problemi pure con i Tribunali (non avendoli in tema di vaccinazioni magari me li ritrovo da un'altra parte, eh sennó che noia!) o magari sarà lo stesso Marc che ci dirà che vuole davvero andare a scuola con le cuginette.

Intanto noi ci rilassiamo, comincio a mettere da parte i soldi (perché la Scuoletta costa i suoi soldini al mese, poi vedremo....) perché da settembre inizierà una vera sfida sociale, la più grande.

9 commenti:

  1. Sempre interessante leggere dell'educazione libera. Ottimi spunti.

    RispondiElimina
  2. Ciao! Ma io no ho capito bene...la scuoletta dura fino a quando? Ed è una specie di asilo-scuola elementare? E in che senso "non-scolarizzato" fino agli 11 anni? scusa le tante domande, son curiosa! Non sapevo niente di questa cosa...:-)

    RispondiElimina
  3. Ciao Rosi, si ti spiego: allora devi immaginarti uno spazio tipo open space, tanto per cominciare diviso in "aree" specifiche, tipo lo spazio disegni, lo spazio scienze con il formicaio, una libreria con libri di scienze e microscopi, le costruzioni tipo il vulcano che hanno montato loro.....poi c'è la zona della vita reale, tipo il mercatino, la cassa del supermercato, la cucina, tutti giochi di ruolo che servono affinché i bimbi per esempio apprendano la matematica facendo il fruttivendolo, è una cosa seria eh! Quindi tutti i bimbi a partire dai 3 anni interagiscono tra loro, fanno quello che più gli aggrada perché anche se non sembra imparano uguale che i bimbi che vanno a scuola. Hanno libri e quando vogliono leggere o imparare a leggere e scrivere hanno gli strumenti per farlo, quando ne hanno voglia loro (e ne hanno!). Si suppone che quindi Marc e Mario semplicemente faranno i loro esperimenti creativi perché ci sono giochi montessoriani per la loro età dove devono anche spremere le meningi per usarli. Poi crescendo avranno più consapevolezza nell'usarli. C'è un baule di stracci e vestiti vecchi che i bimbi usano per fare le scenette di storia, tipo che vogliono studiare gli antichi romani e quindi si montano le loro tuniche oppure i primitivi e allora in giardino montano archi e frecce. Di pari passo usano un libro di storia. Ci sono libri in altre lingue perché -non l'ho detto- ma 3/4 dei bimbi sono di doppia nazionalità (francesi, belgi, inglesi.....). Poi i genitori a turno si ncaricano di un laboratorio specifico un giorno a settimana, quello di falegnameria, di pittura, di scienze....

    Quindi non scolarizzato vuol dire che non lo iscriveremo a scuola (pubblica o privata) finché non dovrà fare l'esame oppure se vuole andare prima deve sapere a cosa va incontro. La nostra scuola quindi è mista, senza gerarchie di età e senza voti, uno spazio dove i bimbi vogliono venire per imparare. Ogni lunedì poi i bimbi fanno la loro riunione, si raccontano cose e noi stiamo a margine e li guardiamo.

    Poi avevo giá scritto altrove qua in giro come ci rapportiamo a loro, senza pressione e quanto litigano noi adulti non ci mettiamo in mezzo

    RispondiElimina
  4. Ah scusa mi manca 1 cosa da dire: adesso il più grande ha 9 anni ed è figlio di una educatrice, quindi lui è il più grande, l'età media più comune è dai 5 ai 7 anni, le altre scuole che conosciamo hanno bimbi fino a 13 anni quando poi normalmente entrano nella scuola pubblica. Per noi 13 anni è l'età normale per entrare a scuola poi decideranno loro se rimanere di più o andare a scuola prima, si accede con un esame da privatista.

    RispondiElimina
  5. Bel post, bella idea! Una specie di Casa dei Bambini Montessori... In bocca al lupo!

    RispondiElimina
  6. Caspita sempre una cosa veramente interessante. Forse esiste anche qui...dovrei informarmi. Anch'io ho infatti qualche perplessità (più di qualche, a dir la verità) sulla scuola dell'obbligo e ogni tanto mi trovo a pensare a che strada sceglieremo (in materia di scuola intendo). Ma quindi questa "scuoletta" non è né parificata, né riconosciuta? E come la si mette con le forze dell'ordine? (no, tanto per sapere)

    RispondiElimina
  7. Ciao Francesca,
    ho letto con interesse questo post e credo che Marc sia un bambino fortunato ad avere dei genitori come voi.Mi piacerebbe che un giorno mio figlio, quando lo metterò al mondo, frequentasse una scuola come quella di Marc che mi sembra molto evoluta.Spero che ne parlerai ancora così potrò imparare cose nuove al riguardo :-)

    RispondiElimina
  8. CIao Rosi, allora legalmente siamo soci dell'ALE (asociación Libre Educación) che si appella agli articoli della costituzione (esiste uguale in Italia) che dicono che i genitori sono obbligati ad educare il figlio, ma non dice né come né dove: quindi i nostri figli sono educati e noi genitori ce ne facciamo carico anche di più rispetto a chi manda il figlio a scuola e va a giugno a ritirare le pagelle. Quindi siamo tutelati se dimostriamo che i nostri figli stanno ricevendo una istruzione adeguata alla loro età. Di fatto sono homeschoolers anche se non stanno sempre tra le 4 pareti di casa. La ALE ci fornisce alcuni materiali e le linee guida da seguire.

    Sicuro che anche da te l'homeschooling o scuole libertarie sono più che diffuse anzi più che qua ed è un metodo più accettato dalla società.
    Proprio perché ci piace l'homeschooling ma non l'idea di stare da soli tutti il giorno come genitori ci siamo riuniti in uno spazio comune, con persone che si prendono cura dei bambini ma no genitori in un modo o nell'altro siamo sempre presenti.

    E Chandana, anche in Italia ci sono queste associazioni quindi dai...animáte!

    RispondiElimina
  9. Mmm ho dei dubbi che qui nel Salento ci sia qualcosa del genere.C'è la scuola Steineriana si, ma è lontanissima dal mio paesello.C'è, tempo, si vderà.Intanto mi documento ;)

    RispondiElimina