sabato 20 aprile 2013

il monumento

Tu che ti sei alzata con il piede sbagliato, sì perché pure a noi madri succede, e hai sorriso e detto "buon giorno" a tuo figlio o tua figlia, ti meriti un monumento.

Tu che ti sei alzata con il piede sbagliato e non hai saputo dissimulare, che hai avuto bisogno di esprimerti a voce alta, ti meriti un monumento.

Tu che sei sopravvissuta alla quarantena della varicella e giocato a tanti giochi che non sai come ne sei sopravvissuta quando pensavi di non poterne più, ti meriti un monumento.

Tu che sono cinque notti che non dormi più di 4 ore per la "ite" di turno e sai che sta per cominciare la sesta, ti meriti un monumento.

Tu che pensi "oggi non arrivo alla cena" per la stanchezza e dopo qualche ora sei a tavola con i tuoi figli, cenando e ridendo, ti meriti un monumento.

Tu madre che allatta, che ti prendi tutti i virus di tuo figlio mentre lo aiuti ad immunizzarsi, ti meriti un monumento.

Tu che non hai un compagno o una tribù che ti appoggi nella crescita e ti senti sola ma continui, ti meriti un monumento (e una tribù).

Tu che hai un compagno che ti aiuta nella crescita ma siete in conflitto, nonostante tu sappia che son cose che fanno parte della vita, ti meriti un monumento.

tu che cosleeppi felice, nonostante le posizioni impossibili, ti meriti un monumento.

Tu che hai preso l'aspettativa dal lavoro per stare con tuo figlio e adesso state passando un momento difficile economicamente, ma lo rifaresti ancora perché è la scelta migliore che potevi fare, ti meriti un monumento.

E tu che sei tornata a lavorare senza tanta voglia perché volevi rimanere con tuo figlio e piangi di nascosto al lavoro e voli a casa per dedicargli coccole extra dopo tanta distanza, ti meriti un monumento.

Tu che hai lottato con le unghie e denti per salvare il tuo allattamento, che tu ci sia riuscita o no, ti meriti un monumento.

E tu che dai il biberonncome se fosse il seno, con quella tenerezza che mi lascia a bocca aperta, ti meriti un monumento.

Tu che non hai avuto il parto che hai sempre sognato, ma sei stata capace di accettarlo e comprenderlo, ti meriti un monumento.

E tu, madre di x, y, e z , quella dell'impossibile fatto realtà, del calore, dell'amore, dell'ascolto, anche se non esci mai in prima pagina sui giornali sappi che stai cambiando il mondo.

(libera traduzione del testo di Miryam Moya)

7 commenti:

  1. Mi sono commossa. Perché effettivamente, hai ragione un monumento ce lo meritiamo sì e ci fermiamo troppo poco spesso a pensarci. Non è tutto logico, tutto dovuto, tutto scontato solo perché siamo mamme. Siamo anche delle gran donne, valà.

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    1. Infatti, non è tutto logico solo perché siamo mamme, qua è tutto un work in progress....tra errori e successi dettati quasi sempre dal caso!

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  2. ... E forse anche tu, papà che da anni ti fai in quattro per restare vicino a tuo figlio trasferitosi all'età due anni e mezzo in un'altra città con la mamma, meriteresti magari proprio non un monumento, ma almeno un po' più di rispetto ...
    Meno male che ci pensa il tuo bambino, ripetendoti spesso che ti vuole tanto bene (e te lo scrive pure sui suoi meravigliosi disegni!)
    Paolo

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    1. Paolo certo anche i papà sono importanti, stavo giusto pensando stanotte a cosa scrivere, mi togli le parole di bocca :-)))

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    2. Si dice "mi togli i miagolii di bocca", non le parole!
      (come mi dice sempre mio figlio a cui ho letto non so più quante volte il famoso e bellissimo libro sulla gabbianella e il gatto di Sepulveda, che tu hai la fortuna di poter leggere in originale a Marc)
      Paolo

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  3. molto bello, quanta tenerezza e sensibilità...grazie!!!!!

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