lunedì 15 aprile 2013

Le pari opportunità nella coppia

Ah ragazze...se sapeste...adesso vi spiego e spero di tenere a freno le dita e che questo post non si trasformi in una sessione di cotilleo degna della peggior parrucchiera di Caracas.
Allora niente, ieri qua a casa nell'hort abbiamo fatto una magnifica festa di Primavera, c'erano tanti amici, i clienti, abbiamo fatto pizza e paella, c'era un concerto, mi sono alzata alle 11 stamattina visto che non usiamo piatti e bicchieri di plastica, ma di ceramica e li ho lavati TUTTI  a mano, non avendo la lavastoviglie, ho finito in piena notte.

E quindi tra gli ospiti c'era una cliente nostra italiana, che io avevo conosciuto solo per email, visto che non faccio io le consegne e non vado in negozio e mi presenta una ragazza con un bebito piccolissimo di un mese. Ok.

Allora il tempo passa, si chiacchiera e le chiedo da quanto tempo è in Spagna.

E mi dice che lei e la sua compagna sono di Roma, vivono a Valencia da 5 anni e sono venute qua per vivere serenamente la loro omosessualità e poter praticare la fecondazione eterologa per avere un figlio, che è arrivato.
Ho davvero dovuto resistere alla tentazione di cadere nei luoghi comuni, tipo dire "ti somiglia" e di chiedere del padre: da quel che so io in Spagna i laboratori ti danno un catalogo tipo IKEA dove scegliere il miglior sperma in circolazione, e il figlio arrivati ai 18 anni può avere il diritto di sapere del padre. Non oso immaginare, ma vabbé rimaniamo ai giorni nostri, poi vedremo in futuro chissà. Quindi parliamo di figli e arriva l'amica mia che non so, è già la seconda persona che me lo dice -e mi fa: "certo che hai la faccia da secondo figlio". No, no, non sono incinta ma molti vorrebbero. Io proprio adesso non mi ci vedo rincorrere Marc che è un tipo che in pigiama va a farsi una passeggiata con il cane arrivando alla cancellata che chiude -per fortuna!!- una delle tre entrate alla nostra terra- e se faccio fatica adesso figuriamoci incinta. Però questa è stata una magnifica occasione per parlare del loro, di secondo figlio. Eccerto, perché la mia amica dice" Si si il prossimo lo faccio io!". Ha dato la precedenza alla compagna per vivere una gravidanza perché oramai aveva 42 anni suonati, mentre lei è più giovane. Ed io le dicevo: ecco io invece se il mio compagno continua con le sue fantasie su un secondo figlio gli dirò che si affitti un utero, perché ovvio che el marrón della gravidanza è roba mia e no, non sono pronta, davvero. Ho appena ricominciato a fare yoga e non ho intenzione di smettere.

E ho capito. Eureka! Questa sí che è davvero la pari opportunità! Avere due uteri e due paia di tette, per condividere sul serio tutti i doveri di madre di famiglia! Basta ya con padri che con la scusa del "ha fame/ha sonno/vuole te e solo te" ficcano la testa nel giornale, mentre noi non possiamo tirarci indietro di fronte al figlio che chiama.
Immaginate, mentre una mamma cura amorevolmente un bebito e può allattare magari fino ai tre anni, l'altra può stare già incinta senza avere necessariamente un bebé da cullare, steso sulla panza.
E se una metà della coppia vuole un altro figlio può perfettamente offrirsi e vivere l'esperienza in prima persona senza "obbligare" l'altra a doversi sorbire di nuovo nove mesi di varici, nausee....e il meglio è -visto che l'altra metà della coppia ha già fatto questo percorso- che sia compresa perfettamente  e assistita nel vivere tutti i cambi d'umore e fisici a cui può andare incontro.

Magnifico.

Doula, compagna e genitore del figlio che già c'è, tutto in una unica persona.

Sí ok queste sono fantasie mie e sto anche scherzando un po' immaginandomi sposata con la mia migliore amica (che por cierto, fossi lesbica un pensierino ci farei) , sicuramente hanno le loro gatte da pelare ogni giorno, però si, da quel che ho visto io credo che a volte sia più facile per una coppia lesbica avere dei figli e crescerli in modo equo che per molte famiglie tradizionali.

E poi di mamma (oramai) non ce n'è una sola, sono perfettamente d'accordo che ce ne possano essere due ed essere perfettamente felici.

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