sabato 27 aprile 2013

tutto il tempo del mondo

E poi ci sono giorni così, dove semplicemente non c'è altro da fare, se non ascoltare, guardare, osservare.

Un bimbo indipendente che corre, mangia, monta e smonta con totale sicurezza i suoi arnesi di legno, pietra, terra... e mi chiedo: ma da quando fa queste cose? Chi gliele ha insegnate?

E' meraviglioso vedere come se las apañas da solo e come noi adulti semplicemente siamo qualcosa di superfluo, nel magico mondo dei bimbi liberi di fare quello che si sentono.

Ho notato poi che anche solo la mia presenza attenta senza distrazioni fa sentire Marc più sicuro di sé, prende e va con il cane camminando centinaia di metri, sapendo che lo sto guardando.

E poi sì, c'è da ascoltarsi, guardarsi e osservarsi: dentro.
Appoggiare il Natural Parenting ci richiede dei processi di auto-ascolto che non avremmo mai pensato fossero necessari prima di diventare madri...e invece...
Essere madre poi è un processo in continua evoluzione: una porta il figlio dentro per 9 mesi, sognando e immaginando come sarà la vita del piccolo una volta fuori per poi scoprire che l'unica cosa che c'è da fare è accompagnare il figlio nella sua crescita personale.

Sì perché si rischia di cadere nel topico e nell'ideologia, della serie "allatterò per quattro anni" oppure credere di essere migliori di altre solo perché abbiamo abolito i passeggini e siamo vegan.
Qua iniziano i problemi e il piccolo invece ci mette di fronte alla realtà: sono due processi paralleli, quello su "come vorremmo che andassero le cose" e "come realmente vanno".

Decidiamo che strada prendere.

Prima di essere madri, dobbiamo capire chi siamo e dove andiamo. Solo quando avremo fatto questa analisi interiore, sul nostro Io, della nostra dignità come persona, potremo insegnare al piccolo ad essere se stesso, e non quello che ci piacerebbe che sia.

Io ho scelto di osservare la vita di Marc per quella che è: le sue frustrazioni, i suoi momenti di gloria, i momenti di crisi e i grandi sorrisi pieni di terra e fango.
Lo guardo da lontano e osservo come cresce, dandogli una mano quando me la chiede, ma senza corrompere i suoi naturali tempi di apprendimento e crescita.

Ha 20 mesi e mi sembra che sia una età magnifica, irripetibile! Cioè rendiamoci conto cosa sarebbe per noi imparare una parola al giorno, scendere le scale frontalmente, giocare con una chiave inglese, andare con il triciclo.

Ecco, se solo Marc sapesse parlare abbastanza per farmelo sapere!









2 commenti:

  1. Te lo fa sapere anche senza le parole, ne sono sicura! Che periodo splendido, la mia Bubi ha 21 mesi è osservarla è la cosa che preferisco fare.

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  2. oh, sono sicura che i suoi sorrisi ti comunicano più delle parole che potrebbe dirti... Baci!!!

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