lunedì 8 aprile 2013

Una collaborazione importante

E gratuita, ci tengo a precisare.

Adesso che siete tornate tutte dal week end vi parlo di un nuovo banner che compare nella colonna a destra, quello di Bambinonaturale.it

Si perché mesi fa, io che ho sempre letto le rubriche e seguito la pagina FB, non so come mi sono fatta avanti per prendere in mano la rubrica sui vaccini, che era sempre rimasta in disparte, chissà perché XD.

Al ritmo di un articolo ogni due settimane, per avere il tempo di prepararlo a dovere e dare il tempo di metabolizzarlo ai lettori, ho scritto già 3 articoli e il quarto è appena stato pubblicato. Certo, poi c'è stato il mio black out totale, senza internet e poi senza pc (e infatti mi sono evoluta e comprata un tablet e dedicata al giardinaggio) per cui non ho intenzione di mollarlo.

Lo ammetto, ci vuole del coraggio per parlare di un tema così delicato, ma ho elaborato la mia strategia.

Innanzitutto fornisco sempre la bibliografia, che comporta ore di studio vero, come ai tempi del dottorato, per non cadere in errore facilmente. Esistono studi veri che forniscono dubbi sui vaccini, ma è anche vero che bisogna cercarli con il lanternino in un mare di articoli dove alla fine c'è scritto Roche, o GlaxoSmith o Novartis, che tra l'altro sono le stesse che mi pagavano la borsa di studio, trallallerotrallallà.
Non sparo mai a zero sui vaccini, cerco piuttosto di insinuare il ragionevole dubbio in chi si fida ciecamente dell'industria farmaceutica manco fosse una ONG. Cioè davvero, lavorassero gratis lo capirei, ma con quello che regalano ai medici e guadagnano loro, il dubbio che non lo facciano per caritevole altruismo c'è.
Uso un linguaggio basico: nonostante mi arrivino critiche costruttive da genitori che hanno studiato e chissà ne sappiano più di me, critiche che dicono che dovrei mettere più caña, impelagarmi in tabelle, riassumendo conferenze infinite piene di dati, sparare a zero sull'industria farmaceutica (e potrei....) io preferisco rimanere soft per non correre il rischio di non allontanare ancora di più il lettore che non si fida e che pensa che siamo un branco di complottisti.

Parlo da biologa, con un ex dottorato in farmacologia, ma dagli articoli leggete e leggerete che sono anche una mamma e una persona prima di tutto che si fa delle domande.

Per me vaccini ed educazione libertaria sono dei pilastri della mia etica come madre, però se per l'educazione libertaria chissà un giorno mio figlio mi dimostrerà che ho sbagliato a fare questo esperimento su di lui (ebbene sì, conosco bimbi che non potevano proprio stare in un regime libertario e si sentono molto meglio nella classica scuola con tutte le regole del caso) e lo manderò senza traumi a scuola dalle  9 alle 17, per i vaccini no, no e no.

Poi gli articoli ricevono visite e commenti finiscono sulla pagina FB di BambinoNaturale, Beatrice Cerrai, l'editrice mi avvisa perché poi iniziano 48 ore di guerra fredda  e commenti di chi spesso manco legge.

Ma è un lavoro che faccio volentieri.

Quindi vi invito a visitare il sito ogni tanto, cliccando sul banner e dire la vostra, che non deve essere necessariamente uguale alla mia, sulla pagina di BambinoNaturale.

Fatemelo dire, non so se sono più orgogliosa dell'articolo sull'immunità di gregge o su quello del mito degli immigrati che portano le malattie.

Il pubblico dirà!

6 commenti:

  1. Ti ho sempre letta con interesse di là e sono stata felice di ritrovarti qui. Ti lascio questo http://passatotralemani.wordpress.com/2013/04/07/beautiful-blogger-award/ un abbraccio

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  2. Ecco, finalmente qualcuno che scrive come si deve di vaccini! Parlo da mamma che ha supervaccinato la figlia per ignoranza e quindi per paura. Sto iniziando a leggere i tuoi articoli e i commenti perché mi devo assolutamente acculturare per difendermi da mia suocera specializzata in vaccini (nel senso che sa fare le punturine e che semina terrore). Infatti tra un po', quando ci trasferiremo in Polonia, so che uscirà il discorso del vaccino per la tubercolosi che lì è obbligatorio. Un caro saluto

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  3. ... a me sono piaciuti tanto tutti e due!

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  4. Ti stimo tanto! Mi leggerò i tuoi articoli con calma. E'
    bellissimo che tu abbia una rubrica su un tema così spinoso e che tu riesca ad
    affrontarlo con un linguaggio "umano". Non odiarmi. Noi al bebito abbiamo
    fatto difterite tetano e polio. Il mio compagno si è messo lì per un po' e
    questa è stata alla fine la sua "sentenza" .Mi sono affidata a lui perché,
    essendo uno "scettico" ricercatore chimico (dico scettico perché è uno che di
    solito non gliela si da a bere mica tanto facile)ha scaricato articoli, ha letto
    il libro di serravalle ecc..ecc.. Alla fine ha detto che le argomentazioni
    contro la suddetta vaccinazione per lui non erano sufficienti. C'è da dire che
    l'insistenza del medico e il suo terrorismo (siccome non abbiamo voluto fare
    l'esavalente e il trivalente) è stato a dir poco irritante...e per me che non ci
    capisco niente, terrorizzante. Tant'è che alla fine è il mio compagno che porta
    il bebito dal pediatra (e per questo si è pure preso del "casalingo"). Leggeremo
    insieme i tuoi articoli e speriamo di non pentirci troppo :-) Un caro saluto

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  5. grazie! andrò a leggerti su BN. anche noi non abbiamo vaccinato e stiamo facendo un percorso di educazione libertaria a casa. ciao!!

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  6. Buongiorno!
    Allora Rosi, comincio da te: vedi, io stimo di più il tuo compagno che ha comunque deciso di vaccinare, ma almeno sa di cosa parla, piuttosto che la mandria di persone che davvero vanno all'appuntamento come se fosse l'estetista.
    Se le motivazioni che legge non sono sufficienti, sa anche benissimo perché: io non ho problemi a dire chi mi pagava la borsa di studio, lui invece da chi è mantenuto? Senza offesa, ma come sa benissimo anche lui è difficile trovare studi indipendenti perché non ci sono nemmeno i fondi per finanziare questi studi, è una lotta impari e questo non si può negare.
    E poi che viene in tasca a gente come Serravalle o Montinari? Si ok qualche paziente, ma mai i numeri di chi i vaccini li produce.


    @Graziana: oh la Polonia...avevo già scritto della poca uniformità a livello europeo dei vaccini e ancora non abbiamo capito perché in alcuni Paesi i vaccini non sono obbligatori, in altri sì e visto che oramai ci traferiamo, respiriamo la stessa aria, mangiamo le stesse cose, prendiamo aerei ogni giorno.... non siamo tutti sottoposti allo stesso rischio di contrarre malattie mortali?
    Pensa qua in Spagna i vaccini non sono obbligatori, anche se si vaccina tanto comunque, però il vaccino dell'Epatite B lo fanno alla nascita, a tutti!

    E alle altre: grazie, ci leggiamo e confrontiamo!

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