venerdì 3 maggio 2013

Facciamo due conti

Molti credono che io e Raul siamo due taccagni, che lavorando nel settore bio ci stiamo sfondando di soldi e in più facciamo i downshifters così tanto per divertirci...
Bene, diciamo che il post nasce dall'ennesima e-mail che ricevo sul lavoro da chi purtroppo ci chiede se gli possiamo dare da lavorare. Allora, diciamolo, lavoro c'è sempre, ma se parliamo di un impiego retribuito ecco..andiamo maluccio.
In nome della trasparenza sulla pagina web del lavoro avevo addirittura pubblicato i nostri salari al netto delle spese normali, dalla benzina, ai semenzai, teloni per la serra, motocultori, attrezzi vari, manutenzione degli impianti di irrigazione, tasse IVA e commercialista, e arrivavamo alla cifra astronomica di....500 euro nei mesi migliori, a ciascuno di noi, che siamo quattro soci, di cui tre nel campo ed io per tutto il resto. In dicembre, gennaio e agosto pur lavorando le stesse ore possiamo guadagnare la metà, perché sia i negozi che ristoranti che la vendita diretta e al mercato subiscono una brusca frenata. Io e Raul contiamo come due persone indipendenti e sembra quindi che guadagniamo mille euro al mese...ma dove ?Esistono infatti molte "varie ed eventuali" spese che nonostante gli sforzi per contabilizzarle, paghiamo di tasca nostra: a partire dal cibo, passando al gas, luce e acqua e accessori che io non mi sento di andare a reclamare. Non so, faccio il seitan, lo faccio per me e gli altri. Succhi di frutta, yogurt di riso, muffins veg...tra una merenda e l'altra, l'accordo che chi viene ad aiutare ovviamente in cambio può chiedere e non  viene negato e i wwoofers, ecco che la dispensa e la cassa personale si svuotano. Prendiamo i wwoofers appunto. Lavorano a beneficio di tutti ma ovviamente vivono qua per uno, due, tre mesi. Mangiano, si lavano, dormono. Fanno lavatrici, usano internet, acqua. Questa e' una spesa ve lo dico impossibile da calcolare e oramai non ci discutiamo più.
 Potrei fare ogni giorno riso in bianco oppure invitare che si portino il tupperware: già fatto ed esperimento durato due settimane,  anche perché poi e' proprio brutto cucinare per 4 (wwoofers e aiutanti giornalieri) mentre due si portano il cibo da casa e poi la cucina diventa un caos e quindi preferisco farmene carico io dalla a alla zeta. E' che io voglio nutrirmi e mangiare bene e di conseguenza anche gli altri. Il mio in fondo e' un atto egoistico e me ne assumo le responsabilità. Non scherzo se vi dico che nonostante il gruppo d'acquisto dove risparmio molto comprando cereali e legumi in sacchi di 10kg, nonostante l'autoproduzione e l'orto, spendo 100€ al mese.Tutti miei.
Non contabilizziamo le ore di lavoro, altrimenti ci verrebbe da piangere, a fine mese facciamo diviso quattro senza andare troppo per il sottile. Un po' perché per esempio Raul ha il vizio di fare ore extra, tipo la domenica mattina, un po' perché una volta a casa ognuno di noi sempre per questioni di lavoro ha altri obblighi, come presenziare alle riunioni con altri produttori, oppure clienti e gruppi d'acquisto, dover andare in missione a 200km per portare un carico di patate...e non si possono contare quindi queste ore, come non si conta la differenza tra noi che viviamo qua e i soci che ogni giorno vengono dai loro rispettivi paesi a 5km di distanza. Io per esempio faccio le fatture in piena notte. Ma e' vero che Rodolphe in estate accampa in giardino per poter irrigare alle sei. Certo poi in inverno si lavora meno, dalle nove alle cinque, in estate invece alle sei sono già qua e vanno via alle 21, con una congrua  pausa pranzo di tre ore, visto che potrebbero disidratarsi cotti sotto al sole, non potendo stare nel campo dalle 13 alle 17 almeno. Superiamo quindi le 12 ore al giorno, ma se guardiamo lo stipendio orario sarebbe da auto-denuncia perché non arriva al salario minimo sindacale. Sorvoliamo per non piangere, manco la CISL potrebbe aiutarci.
I soci hanno deciso che internet corre solo a mio nome per l'uso privatistico che faccio della risorsa anche se a dire il vero passo molto più tempo smanettando per lavoro che per i miei interessi e questo si nota anche qua nel blog. Poi ci sono i gatti e il cane...che mi costano più del figlio, specie adesso che prendono pulci e zecche nonostante le pipette ogni due settimane e ho già sterilizzato una gatta e il cane. Ecco, questo sì, Marc e' davvero un bimbo a costo zero, se non fosse per qualche cosina tipo calze o un berretto preso al mercatino, non spendo niente per lui.
Io e Raul abbiamo un conto corrente presso una banca etica (sebbene per me sia un ossimoro questo), dove domiciliamo spese purtroppo  necessarie e non sapete come ne faremmo a meno. Il resto lo teniamo nel cassetto dei calzini, la banca più sicura del mondo. Non avendo poi nemmeno la carta di credito abbiamo perfettamente il polso della situazione. Credo di essere l'unica che periodicamente va in banca a mettere dei soldi per non ritrovarmi un giorno con l'assicurazione auto scaduta.

Un altro mito da sfatare e' che la casa sia concessa gratuitamente: no! Non paghiamo l'affitto ma in cambio dobbiamo mantenerla e ogni estate facciamo dei lavori anche importanti e il prossimo sarà sistemare dei buchi nel tetto dove piove dentro, dove davvero mi si riempiono due pentole ad ogni temporale. Queste sono spese vere, con la paranoia ogni tanto che ci dicano arrivederci e grazie e i padroni ci chiedano indietro la casa. Considerando che dieci anni fa non c'era il tetto e le finestre, il bagno a piano terra ha quattro anni, ce  n'e' uno nuovo di sopra e molte molte altre cose, tra cui cucina, piastrelle, impianto elettrico e fognature che non c'erano, abbiamo pagato molto più che un normale affitto.

Infine, e' vero, il parto in casa ci e' costato, come la preparazione ma ci abbiamo messo 12 mesi a saldare il debito,pagando puntualmente ogni mese, ma credo che più che una spesa sia stato un investimento per il futuro.
Per forza di cose e per etica quindi usufruiamo di tutti quei gruppi e associazioni per il baratto e monete sociali.

A dimostrazione poi che i soldi per noi sono qualcosa di molto relativo, da sempre accettiamo pagamenti in ECO e SOLES, due monete virtuali e sociali con cui si comprano e vendono cose vere. Certo, non ci possiamo pagare le bollette e benzina, ma tutto il resto sì, e parlo di vestiti, libri e pure uno stereo, divano appena arrivato, olio d'oliva bio e birra in un bar che accetta gli ECO, così come servizi di estetica (ho preso appuntamento per il prossimo disboscamento) oppure affitto di una villetta al mare.


Quindi chi sarà il vero ricco?

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