venerdì 17 maggio 2013

Il venerdì con la yaya

E' venerdì! Oh che bello -starete pensando- casa, riposo, bambini!

No, per noi anzi si prospetta un week end niente male, mercato domani e quindi sveglia alle 6 mentre domenica verrà un gruppo di acquisto con tutti i bambini. Probabilmente quindi domenica lavorerò più che tutta questa settimana messa insieme.

E' venerdì e credo di aver appena inaugurato il venerdì con la nonna (yaya, in valenciano).
Sí perché, se avete letto qua un giorno di novembre Marc si è ritrovato iscritto all'asilo. Mia suocera mi aveva messo di fronte alla dura realtà che sono una mamma che lavora (in casa e da casa, quando l'azienda e le pareti domestiche sono una sola cosa....) e lei è una donna sportiva, con molte cose da fare a parte fare la nonna.
Quindi mi sono rassegnata a dover fare a meno di lei, rendendomi conto davvero che me ne stavo approfittando e da quel dí Marc ha vissuto molte ore a settimana con la tages ma tante tante comunque le ha passate con noi, nei campi, in bicicletta, con il cane, pioggia o sole, fango o sterco....avvicinandoci poi alla primavera si sono ridotte le ore con la tata perché già il fatto che non piova e ci siano più di 15 gradi aiuta eccome! e solo qualche volta poi abbiamo chiesto alla nonna di tenerlo.

Ma il venerdì....oramai è solo suo. Anche se io apparentemente non ho niente da fare. E trovo sempre qualcosa da fare anche se mi vedete momentaneamente sfaccendata.

Le mie nipotine vanno a pranzo dalla nonna tutti i giorni tranne il martedì, per poi rientrare a scuola. Il venerdì invece escono da scuola alle 13 e rimangono tutto il pomeriggio con la nonna, finché non arrivano i miei cognati.

E allora mi sono detta: perché Marc no?
Ama la nonna, ama le cuginette, pur vivendo a qualche chilometro da qua ci vediamo poco, la nonna già da tempo ha rinunciato alle passeggiate del venerdì pomeriggio e quindi nipote più nipote meno non le cambia niente,  glielo sbologno.

Lo va a prendere dalla tages alle 12.30 e con il passeggino va a piedi davanti alla scuola, a prendere le altre due.
Mangiano come con l'imbuto per correre in giardino a giocare, montano la capanna, vanno in bicicletta, smontano e montano tutti i lego che erano dei genitori,  Marc poi distrutto  se hecha la siesta fino alle 17.20 puntuale, poi o vanno al parco o vengono tutti qua.

Bellissimo.

Sensi di colpa mia? Nessuno, nemmeno l'ombra.

Sistemo la casa, finisco le fatture, spengo tutto, chiudo e vado a prenderlo.

Dopo aver lavato addirittura l'auto, udite udite! Che ho le lumache dentro, vicino al cruscotto.

La cena praticamente già è pronta.

Ora mi sento davvero di dire che la quantità del tempo da passare con i figli è importante. Così come è importante il nostro stato emozionale da cui dipende la qualità.
Non mi vergogno di dire che avere Marc che mi intralcia i piedi non è cosa buona per me e nemmeno per lui.
Il venerdì, anche se lo passo sgobbando, è il giorno più bello perché poi mi godo mio figlio davvero.


E ora scusate, ma faccio due telefonate per capire dov'è e andare a prenderlo.

Nessun commento:

Posta un commento