lunedì 6 maggio 2013

Perché io amo l'HandMade

Ispirata e davvero molto colpita da questo post sul blog di C'è Crisi (che vi consiglio di mettere tra i preferiti anche per gli utilissimi consigli su come migliorare il proprio blog), mi sento in dovere moralmente di scrivere un post su cosa significhi per me l'hand made, cioè tutti quei prodotti costruiti artigianalmente e con tanto tanto amore.

Anche se non sembra anche io sono una artigiana. Sí, ecco non del hand made propriamente detto che include ceramiche, gioielli, legno....seh magari.... però a ben guardare Raul ed io siamo dentro a questo bellissimo mondo del fare le cose con amore. Produciamo verdura, vogliamo che la gente possa godere dei benefici di poter mangiare sano, allo stesso modo di chi creando vuole che la gente possa essere felice di poter decorare la propria casa o persona con oggetti unici, belli, creati con passione.

Nel post di Alex e nei successivi commenti potete leggere lo sconforto di chi non si sente apprezzato e anzi vede il suo lavoro trattato male, etichettato come "inutile e costoso".

Ragazze, state tranquille: io sono la vostra prima fan.

Anche noi soffriamo la competizione sleale di verdure prodotte in condizioni scadenti, senza il rispetto dei diritti del lavoratore, che arrivano nei nostri supermercati a prezzi scandalosamente bassi, oltre che essere di pessima qualità. Purtroppo l'acquirente medio vede solo il prezzo e non il costo sociale dietro a quel prodotto. Secondo il motto "votiamo ogni volta che compriamo" queste persone votano a favore di queste politiche sociali pessime, anche se poi sono le prime a scendere in piazza per chiedere più diritti nel LORO mondo del lavoro.
Alla fine della storia poi un pezzo che costa 0,60€ invece che 12€ se fosse artigianale per esempio, risulta essere molto molto più caro se guardiamo il costo ambientale e della salute delle persone che lo hanno costruito.

Io conosco invece molti esempi di virtù di chi ha fatto dell'hand made sia un lavoro che un semplice hobby. Ma anche chi lo fa per sentirsi semplicemente bene.
Il Rigoli è un personaggio molto caro qua all'orto: è un uomo semplice, che ha una famiglia molto problematica e che invece che buttare soldi nei videopoker si dedica a costruire cassette di legno decorate e intarsiate. Nemmeno le vende, piuttosto le regala perché per lui quest'artigianato è una forma di psicoterapia. E oggi mi ha confessato che ogni cassetta gli può arrivare a costare anche 100€ di materiali.

Io e Raul non è che spendiamo molti soldi per fare regali a noi o agli altri, ma vi confesso una cosa: durante l'anno metto da parte ogni settimana dei soldi che poi vengono spesi integralmente alla Feria Alternativa di Valencia.
Questa Fiera, unica in Spagna, ch quest'anno arriva all'edizione numero 25, è l'evento più importante per diffondere il commercio giusto, solidale e artigianale. Tra l'altro si svolge nel Parco a inizio giugno, passano migliaia di persone, dura tre giorni, c'è posto per musica, conferenze, attività per i bimbi tutti in nome della consapevolezza e giustizia sociale. Comprende sia stand di alimentazione vegana e sana e con materia prima biologica e del commercio equosolidale come il regolamento vuole, sia la parte di artigianato di qualunque cosa. E' solo qua che io soddisfo i miei capricci: dai un paio di pantaloni turchi a Marc, uno scacciapensieri di vetro decorato a mano, a dei gioielli di legno per me, un cappello a Raul, una maglietta alle mie nipotine....Non guardo al prezzo, ma solo all'oggetto.
In questa fiera ed altri mercatini simili che frequentiamo spesso perché ci invitano in veste di produttori implicati nel sostenere il commercio giusto, io spendo senza problemi. Cioè rendiamoci conto: se per caso devo passare da un supermercato lì sì che mi faccio dei problemi, cerco di guardare il più possibile alla qualità e mi rendo conto che comunque sto sprecando i miei soldi.

Ma se invece voglio comprare dei pomodorini secchi li vado a prendere al mercatino dell'artigianato. Se per questioni organizzative ho finito seitan e tofu autoprodotti, faccio una telefonata al Colectivo Tasta'm che produce artigialmente queste e tante altre cose e mi preparano una cassetta piena dei loro prodotti che pago in contanti oppure in verdura. Cerco di evitare anche qua l'industria del biologico perché ammettiamolo: ci marciano su.

Anche se non sono abituata a comprare via internet perché ho ancora bisogno di toccare con mano e vedere dal vivo, se vi trovate nella condizione di fare un regalo ad una persona cara, oltre a girare per mercatini vi invito a dare un'occhiata a tutte le artigiane che Alex nel suo blog appoggia.
Su Pinterest poi cercate la board tutta italiana della Italian Crafty Community On Pinterest.





2 commenti:

  1. CIAO :) capito ora sul tuo blog da quello di Economista!! Complimenti per il blog :) vivi a Valencia? città stupenda!!
    Bisognerebbe apprezzare di più l'hand made così come gli acquisti solidali :)

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  2. Ciao Francesscsa innanzitutto grazie del commento che mi hai lasciato che mi ha dato l´opportunita´ di conoscerti e conoscere il tuo blog. Sto leggendo un po´ qua un po´ la´,ma sono diventata gia´ tua followers .

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