giovedì 13 giugno 2013

Summerhill siamo noi

 Allora, vediamo, che dire.

Punto e a capo.

Noi siamo sempre noi, sempre dentro in prima linea, ma siamo rimasti in quattro.

http://ecofumetti.files.wordpress.com/2013/03/i-ragazzi-felici-di-summerhill_5371.jpgOddio, dove finiremo?

Le ultime novità riguardano la rottura oramai definitiva, che sembrava si fosse risolta qualche mese fa e invece no, perché la fregatura di essere Associazione e non Confederazione è questa. I soci hanno voce in capitolo!

Nonostante il nostro Statuto parli chiaro, siamo una scuola libertaria che si ispira a differenti movimenti educativi, da Steiner a Montessori al metodo Reggio Emilia, la cosa a cui siamo più affini è Summerhill.

Eppure a molte madri le encanta la idea di essere parte di una scuola Montessoriana.

Ma non lo siamo. Tra l'altro ce ne già un'altra a Valencia e là sono andate.

Allora in assemblea emerge la idea "perché non diventiamo steineriani?"

Ma no, nemmeno Steiner. E di nuovo, ci sono ben due scuole steineriane in paesi a qualche chilometro da qua e là è chi cerca questo tipo di scuola.

Noi ci definiamo unschoolers e così vogliamo essere.

Ora, non si offenda nessuno eh, però esiste una enorme differenza tra la Scuola Montessoriana, Steineriana e Summerhill.

Le prime due sono direttive. Già, esattamente come la scuola normale.

Summerhill è libertaria.

Ovviamente esiste direzione e direzione, ma tra i principi della Montessori, di cui comunque prendiamo come ispirazione materiali e idee, esistono programmi e attività definite durante la giornata.

Nella Steineriana il programma è ancora più stretto.

Non è una critica, è solo per definire una volta per tutte che esistono TRE tipi di educazione.

La classica.

La alternativa.

La libertaria.

Per molto tempo le ultime due venivano confuse tra loro, bastava non iscrivere i figli a scuola, che poi che andassero in una Montessori o una libertaria era lo stesso.

No, i genitori scelgono precisamente il percorso scolastico che vogliono per il loro figlio.

Partecipare in una scuola libertaria suppone lasciare il figlio completamente libero. E' la scuola più difficile da spiegare perché non avendo molte linee guida, me ne rendo conto dalle domande che ci fanno ogni volta che andiamo alle conferenze, i genitori si spaventano. Temono che il figlio non impari a leggere mai o a fare i conti, senza parlare poi della storia o geografia.

Nelle scuole alternative invece esiste un programma e anche un codice di condotta, per esempio. Si chiamano proprio "metodi" e questa parola non è casuale, significa che esiste uno specifico percorso che il bimbo segue, aiutato dalla accompagnante, nella sua ricerca della libertà e delle aspirazioni personali.



Nella scuola Steineriana per esempio quando si iniziano a fare le frazioni, il tema viene approfondito per mesi e mesi, finché l'ultimo bambino non ha capito perfettamente l'argomento e viene riproposto in ogni attività, dall'arte alla storia. Sempre le frazioni. E' un metodo che hanno, rispettabile, ma pur sempre un metodo.

Applicato in modo alternativo e rispettoso, certo.
Ed è opinione comune che la Scuola Steineriana formi le grandi personalità di domani, tipo Ministri o Dirigenti d'Impresa. 

Le scuole Steineriane hanno poi un senso quasi mistico che noi probabilmente non riusciamo ad afferrare.
L'uso del legno, delle bambole Waldorf, della lana.
Chissà che siamo noi che non ci arriviamo.

I genitori quando scelgono il tipo di educazione che vogliono cercano ovviamente un punto di riferimento, una luce, per questo molti sono andati via dalla nostra scuola, perché questi principi non ce li abbiamo.

Noi chiediamo ai genitori stessi di farsi carico di alcune attività, come arte, falegnameria, scienze e seguiamo il ritmo dei bambini.
Non vogliamo poi che passi il messaggio che siamo una scuola costosa, e non lo siamo, e siamo aperti poi allo scambio, per esempio manutenzione in cambio di parte della retta.

Diciamo che l'unica pianificazione che abbiamo sono i minicorsi settimanali (il martedì arte, il giovedì musica) anche se poi può cambiare di volta in volta.



Abbiamo fatto molta pulizia perché avevamo fin troppo materiale spesso inutilizzato quando i piccoli selvaggi passano il tempo appesi alle funi degli alberi.


Insomma, questo siamo.

I nostri bimbi legalmente sono home-schoolers questo significa che non sono obbligati a venire ogni giorno e che l'educazione vera è sempre in mano ai genitori, che chissà a casa li mettono sui libri a studiare per tre ore. Cosa possibile.

Noi vogliamo solo essere un luogo dove i bambini siano liberi di esprimersi, di imparare o anche di insegnare.
Quello che amo della scuola libertaria è che non esiste la segregazione per età. I più piccoli amano imitare i grandi, che amano imitare noi. E ai grandi piace prendersi cura dei piccoli. Marc sta imparando molte più cose da Yago, che ha sei anni e si vogliono benissimo, che da me, che provo e mi metto a tagliare con lui, ma no, meglio Yago, che è il figlio di uno dei soci e alunno della Escoleta.
Riceve molti più stimoli da lui, che si mette a zappare la terra con lui, che corre con lui, che monta e smonta con i pezzi di legno che trova in giro, che con me che chissà non riesco ad emozionarlo e stimolarlo come succede quando è con gli altri bimbi. Mi viene da dire che lo tratta alla pari, cosa che per quanto io mi sforzi, non riesco, sono sempre sua madre.







10 commenti:

  1. Dico solo una cosa: mi fai venire voglia di trasferirmi lì al volo <3

    RispondiElimina
  2. Bel post, davvero chiaro! In bocca al lupo!!

    RispondiElimina
  3. A parte che potete venire quando volete, che casa mia è grande, mi è vietato mettere foto della scuola. Spesso i bimbi vanno in giro nudi...eh già...non vogliamo essere copiati :-) ma preferiamo piuttosto che la gente venga qua piuttosto che vedere le nostre stesse costruzioni replicate. Ve le descriverò nei più piccoli dettagli :-) Ad ogni modo chiederò in assemblea il permesso di pubblicare qualche foto.

    RispondiElimina
  4. Un momento: ma si può mettere su una "scuola" per "unschoolers"? Forse la vostra non dovrebbe chiamarsi "scuola", altrimenti questo crea confusione nei genitori, che pensano così di relegarvi l'educazione dei loro figli.Inoltre, non chiamandola "scuola" si eviterebbe il confronto con altre "scuole". Per quanto riguarda Marc invece ti dico che è bellissimo che abbia un amichetto da copiare, ma questo non vuole dire che tu non gli stai insegnando niente!! Tu devi solo farlo partecipare alla tua vita, niente di più, deciderà lui cosa e quando imparare...ma queste son cose che tu già sai e fai :). - Graziana

    RispondiElimina
  5. Ciao Graziana!

    Per 5 anni ci siamo chiamati "scuola Libera" ma come dici tu, la gente non andava oltre quella parola e nonostante le molte spiegazioni si aspettava poi uno spazio dove i figli a fine giornata avevano imparato qualcosa secondo un programma stabilito, anche noi nella confusione dei primi tempi abbiamo usato la parola accattivante per avvicinare genitori inquieti: scuola libera.

    Ma proprio qualche settimana fa abbiamo cambiato sottotitolo. Non è più Hort del Pi Escuela Libre ma Hort del Pi Comunidad de Aprendizaje, cioè Comunità di Apprendimento....

    Una parola estremamente generica che chissà, almeno non dice "scuola"....e dove tutti imparano, i genitori, i bambini...

    RispondiElimina
  6. Che dire? Tenete duro, del resto la maggior parte degli homeschoolers sta in famiglia, voi avete una fortuna in più, per quanto pochi :)

    RispondiElimina
  7. Mi interessa sempre quando parli della vostra "scuola"!

    RispondiElimina
  8. Francesca non hai capito che noi volevamo iscrivere nostro figlio a summerhill...ma la retta non è una cosa possibile da pagare!
    Se mi dici che da voi la scuola è libertaria ci veniamo subito!

    RispondiElimina
  9. Swee nei prossimi giorni ti prometto che ti scriverò una miniguida per costruire una scuola libertaria, aggirando le leggi e tutto. Noi riceviamo tante richieste, c'è gente che ci chiama disposta a trasferirsi qua da 100 km, oppure a farsene 40 ogni giorno, invece noi preferiamo vere pochi bimbi e aiutare altre famiglie a riunirsi e organizzarsi tra loro, quindi pubblicherò gli stessi consigli molto presto! Lo giuro perché tra 10 giorni vado in vacanza quindi ora o mai più!

    RispondiElimina
  10. Aspetto ansiosissima la tua guida!!
    Leggendoti non ho fatto che annuire, e' esattamente questo l'apprendimento che vorrei per le mie figlie.
    Qua da noi stanno fiorendo piccole realtà di scuola "alternativa" ma appunto... "Metodologiche". E non è quello che vogliamo.

    RispondiElimina