giovedì 22 agosto 2013

Come poter conciliare etica e realtà

Ogni tanto.... spesso...mi fanno notare acidamente che pur dichiarandomi anarchica vivo nel mondo reale e quindi approfitto del mercato che tanto odio per vivere degnamente.

Non so, se vi aspettavate che vivessi in una grotta....

Io e Raul arriviamo perfino a discutere su questa faccenda, con lui che brontola e dice "Che io non voglio lavorare per dare i soldi a queste multinazionali...." e ha pure ragione, fosse per lui non avremmo l'auto e probabilmente nemmeno il bagno, che per dovere di cronaca, abbiamo costruito usando materiali di seconda mano (tazza compresa) mentre ero incinta...sapete com'è.

Sulle vicissitudini dell'auto, vi invito a leggere qua, quando finalmente il Renault 6 si è sfondato, ho costretto Raul a comprare un auto di seconda mano. Ho preferito mille volte entrare nel sistema che essere costretta da qua, in mezzo ai campi a dover uscire sempre e solo in bici, ma se non fosse stato per il baby non avrei avuto problemi a rimanere a piedi. Vorrei sapere se esiste un'assicurazione etica...ne sapete qualcosa? Noi adesso abbiamo la Generali.

Invece per quanto riguarda luce, acqua e internet stiamo faticosamente cercando di trovare la via d'uscita.

Andiamo in ordine: qua in Spagna il corrispondente dell'ENEL si chiama Iberdrola, che gestisce anche i pali eolici (Good!) e la centrale nucleare di Cofrentes (No good...) . Noi paghiamo tanto, ma tanto tanto di elettricità perché abbiamo un pozzo elettrificato che ciuccia l'acqua dal sottosuolo, la versa nella piscina (cioè la vasca di irrigazione) e da cui dipendono ettari e ettari di campi coltivati, (l'acqua viene distribuita attraverso delle canalizzazioni dei tempi degli arabi e si irriga a mantello, cioè allagando il campo) non solo i nostri e la bolletta è quindi condivisa tra tutti i coltivatori.
La bolletta non è a nome nostro ma di uno dei soci, che è il legittimo proprietario del pozzo.
Quando l'ultima bolletta da 230€/mese aveva altri 230€ di TASSE abbiamo detto NO! a sto furto legalizzato: ci è costato fare la riunione con gli altri coltivatori, gente che ragiona ancora in pesetas ( ma moltiplicando 130€ x 620 pesetas si sono convinti anche più velocemente) e li abbiamo convinti a cambiare gestore elettrico, perché qua come in Italia si è leggermente liberalizzato il mercato.
Siamo passati a SomEnergia, una cooperativa catalana che affitta i cavi elettrici (esattamente come con la liberarizzazione dei cavi telefonici) e si diventa a tutti gli effetti soci dopo aver messo un capitale iniziale.
La bolletta continua ad essere alta, in estate come in inverno, noi paghiamo come Associazione, perché abbiamo calcolato che l'uso privatistico che facciamo io e Raul per la casa è meno del 10% del totale (non abbiamo niente!) ma almeno sappiamo che i soldi delle tasse sono reinvertiti in azioni green, di cui siamo resi partecipi pur non essendo titolari del conto. Il nostro vero sogno è quello di foderare il tetto di placche solari, ma in Spagna è appena entrata in vigore una legge (due settimane fa, fresca fresc!a) che di fatto vieta alla persona di immagazzinare energia attraverso una batteria (!!!!) e a non poter superare un tot di kwatt al mese, oltre a dover pagare a Iberdrola un indennizzo per mancati guadagni.... CHE SCHIFO!

Una commissione di associazioni ambientaliste sta valutando se questo sia legale.

Altro punto: l'acqua è gratis. Abbiamo una pompa elettrica che "pesca" l'acqua dalla piscina e la manda in casa attraverso dei tubi.

Il gas: bombole di butano, qua non arriva il gas dal paese. E indovinate di chi è? Repsol, purtroppo.

Internet: allora, bell'argomento. Fino a qualche mese fa avevamo sul tetto un'antenna che guardava verso l'antenna del nostro amico informatico, piazzata sul suo balcone a due km da noi e che ci permetteva di usare il suo wi-fi. Solo che il vento e la pioggia dell'inverno ce l'avevano letteralmente sradicata e solo in marzo l'avevamo potuta sistemare.
Ogni giorno cmq il segnale cominciava a farsi debole per le interferenze, nonostante le password e potenziando il segnale. Albano ogni giorno doveva smanettare sul suo pc per permetterci di avere internet qualche ora al giorno.
Ma la tragedia non è questa, nono! La vera tragedia è che ha divorziato, ha cambiato casa e la sua ex moglie pur essendo una mia grande amica, è impedita con il pc (manco lo spegne!).
Dal momento in cui Albano quindi ha lasciato la casa, noi siamo rimasti senza internet.
Dopo un altro mese senza internet (ed io dovendo gestire contatti e un negozio virtuale....) abbiamo dovuto venderci alla Vodafone, che di tutte le compagnie è la peggiore. Qua non arriva il telefono e quindi no ADSL, no fibra ottica, niente. Solo wi-fi con un apparecchio piccolino.
E la Vodafone è l'unica compagnia che mi da 5 GB al mese per un prezzo cmq assassino. Ma paga l'Associazione.

Raul si incazza eh, ma io cerco di spiegargli che se vogliamo farci conoscere oramai DOBBIAMO avere una connessione decente.

Comunque sapete che oramai avere internet in casa è un diritto come l'acqua e la luce? Eppure io ho chiamato diverse compagnie di telefono ma no, per venire solo da noi, no grazie non sono interessati.

Un appunto poi sul sistema operativo: Microsoft e Apple sono quelli del mercato, credo gli unici due?!
Noi siamo passati a Linux, con Ubuntu, un software libero, scaricabile da internet o da un CD. Mozzilla per esempio è il browser. Il mio portatile era un Windows e dopo aver pagato l'antivirus, aggiornamenti...mi dicevo: ma che cazz....non è possibile. Ho scoperto che esiste Linux e che anche se i programmi ufficiali (tipo Photoshop, VLC...) su Ubuntu non girano, con l'installazione di Ubuntu si installa in automatico un gestore di software, del tutto simili agli originali, ma solo con nomi diversi. Quindi Photoshop si chiama GIMP, VLS si chiama Rithmbox... e così via: con la certezza che gli sviluppatori possono essere *tutti* e che potete addirittura contattarli. Esistono poi dei forum di linuxiani dove risolvere i dubbi perché comunque rimane un sistema non sempre intuitivo, comunque se ce la faccio io....

Banca: abbiamo un conto in banca, sì, ce lo dobbiamo avere.
Abbiamo scelto il meno peggio, una banca Etica (anche se "banca" e "etica" nella stessa frase stride...).... Triodos. E' come Fiare o la BancaEtica italiana.
Ad ogni modo ci sono giusto i soldi per pagare l'assicurazione auto e poche altre domiciliazioni, la vera banca rimane l'intramontabile cassetto dei calzini.

Quindi tra alti e bassi, mi sento la coscienza tranquilla, cerchiamo di limitare al massimo l'impatto socio-economico e le ingiustizie della società facendo scelte etiche dove possiamo.

Spero di esservi stata di aiuto, nel caso vi venisse l'ispirazione!



2 commenti:

  1. Francesca adesso te dovresti farmi una lezione, darmi qualche titolo da leggere, farmi capire insomma, perchè io la critica che ti fanno (aderire al mercato pur essendo anarchica), non la capisco... insomma, io non vi trovo incongruenti... o ti isoli dal mondo in cima a qualche monte indiano e vivi di aria, rugiada ed erbe crude stando sempre nuda come una capra, oppure, essendo un essere sociale con dei bisogni, è inevitabile approfittare dei "servizi" (chiamiamoli così) del mercato... che male c'è? Boh, io non sono anarchica, ma mi piace che ci siano pensieri diversi dal mio, invece certe critiche secondo me arrivano da chi non la accetta, questa diversità :)

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    1. Lasciamo l'acidità a quelli che credo abbiano la coscienza talmente sporca che non riescono nemmeno a vederla....

      Ad ogni modo arrregeteve forte che sono appena tornata da un week end, che... non anticipo niente, spero di scrivere stasera!

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