giovedì 8 agosto 2013

Vacanze a Valencia: la guida alternativa

Nonostante tutto Valencia è una bella città : devo fare comunque uno  sforzo per non vedere il marcio che c'è dietro a costruzioni epiche come la città della scienza, la zona portuale, opere ingegneristiche che hanno lasciato le tasche dei valenciani praticamente vuote e con strutture che non generano benefici per la Comunitat e cittadinanza, ma voglio essere buona per una volta e darvi dei consigli se volete passare di qua.
Valencia è presa d'assalto ogni mese dell'anno, non c'è nemmeno più alta o bassa stagione, per il clima, per gli eventi, per il mare, per il cibo ...e la stagione medio-alta inizierà  ufficialmente tra un mese, il primo marzo,visto che l'inverno non esiste ed è subito primavera.

Vi dico una cosa: lassate perde la Città della Scienza. Non vi perdete niente, sprecate soldi, al limite visitate il perimetro esterno, spettacolare  per fare le foto, vedere gente ( tra cui Clooney che sta girando l'ultimo film Disney), prendere il sole, ma vuoto di contenuti rispetto alle aspettative generate. Anche se so che entrerete lo stesso!

Io  vi dò la mia miniguida a Valencia: dove mangiare, cosa vedere, dove dormire per sentirsi davvero integrati. Con o senza figli!

"Dove alloggiare?"

Io mando tutti all'Hostal El Rincón. Situato nel centro storicissimo, è un piccolo hotel senza servizio ristorante, ma è pulito, economico, a due passi dai luoghi di culto (miei). Ha un garage dove poter lasciare le bici che potete affittare a Doyoubike o altri negozi della zona. Si prenota solo per email o telefono.

"Dove mangiare?"
Vabbé, se siete appena appena esploratrici mica vi andate a sedere ai primi tavolini di fronte alla cattedrale vero? Al contrario di altre città in centro storico è possibile mangiare in modo economico e come in casa... mia. Certo, perché vi spedisco in associazioni vegane dove potete dire tranquillamente "mi manda Francesca, quella delle verdure"

Vi mando quindi da chi riforniamo con la garanzia che
-sia vegano
-sia sano, niente di precotto.
-sia economico (addirittura buffet libero a 6 €)
-menù fisso a 10€

Partendo dal centro storico andate sicuri alla Mandragora, associazione animalista-vegana-LGBT. Appena entrate dovrete farvi soci gratuitamente per 0€, ma è una questione di controlli municipali, se qualche agente dovesse passare di là. Possono entrare anche i cani e c'è una zona per giocare, oltre che zona book-crossing, negozio gratis di seconda mano da dove  proviene gran parte del mio guardaroba e i ragazzi dell' associazione sono tutti meravigliosi e molto gay e come si dice qua se ven las plumas desde lejos  sono le persone a cui io lascerei Marc se dovesse ritrovarsi solo al mondo. È un posto zozzo e se vedere uomini in gonna o che slinguazzano vi turba vi mando da altri amici.
A pochi passi, in calle de Baix, vicino a plaza del Carmen c'è un bar di tapas, ma quelle vere, non vegan ma con tapas per tutti. Piccolissimo dentro ma con ampia terrazza fuori all' ombra di un olivo ( la piazzetta si chiama proprio così ), all' improvviso qualcuno potrebbe tirare fuori una chitarra e fare una serenata flamenca a vostro figlio oppure invitarvi a continuare la serata al cafè Duende o al Radio City (dire sempre sì!).

Una birra o sidra da bere dalla porra? In calle caballeros, la strada principale del centro resa finalmente pedonale, c'è il Picapiedra, un bar rozzissimo dove potete anche incidere con un coltello il vostro nome sul tavolo. Io l'ho fatto, con mia sorella. Lungo questa strada e zone laterali come calle de la Purisima, plaza del Dottor Collado (segnatevi il café Lisboa), plaza del Negrito, ci sono negozi vintage, di musica e artigianato e gallerie d'arte uniche! Perdetevi per il centro, tenendo come riferimento la torre del Miguelete.
il Mercado Central è il mercato coperto in stile Liberty più grande d'Europa, i corridoi hanno pure i nomi come le vie, una grande fontana in mezzo e trovate qualunque genere di alimento. Non posso dire per tutte le tasche, ma diciamo che la qualità è altissima e i prodotti italiani come la pasta meritano il viaggio per andare a comprarli da Marcella.
Cambiamo quartiere, andiamo a Ruzafa. A due passi dal centro, alle spalle della stazione dei treni, va proprio di moda. Quando abitavo a benimaclet mi dicevo che prima o poi sarei andata a vivere a Ruzafa dove vive la gente che piace e si decide lo Street style spagnolo. Parole chiave di questo quartiere : liberty, fashion, arte, bimbi!
Pur essendo il barrio top se hai più di trent'anni, spirito Hipster, vespino e calze a rombi, se sei madre non avrai che da scegliere! Le attività culturali in bar, ludoteche, addirittura una settimana dedicata all'arte in strada per bambini, la Ruzafa loves kids, quasi ogni bar che si rispetti ha la ludoteca, come el Ubik cafè gestito da italiani, che è anche una libreria, la domenica mattina è sala concerti acustici.... ristoranti veg in ogni dove: Entrepans in calle Cadiz, Copenaghen in calle Literato Azorin, di fronte all' Ubik, il Malmo, e altri 10  in un kilometro quadrato. Il quartiere ha il suo mercato coperto, più piccolo del Central ma di tutto rispetto. Il classico bar di tapas è la Tasca de Ruzafa, incombustibile, mentre il Radio Transito è il disco pub per riscaldare i motori. In calle Cuba c'è una vera teterìa araba, con narghilé, divani, tappeti, un cortile interno e mille tipi di the. Insomma ero destinata a vivere qua invece sono rimasta incinta del contadino.
Ma il quartiere del cuore di Raul è il Cabanyal, quello del mare, quello più originale e fiero e valenciano pieno di gitani. Questo sarebbe un bellissimo quartiere -dichiarato bene di interesse culturale da Strasburgo -se le politiche del Comune non lo avessero portato ad un degrado imbarazzante. Volutamente è stato abbandonato, vuol dire  che non venivano nemmeno cambiate le lampadine ai lampioni, per far calare il costo delle case, spingere i valenciani ad andare via, favorire l'occupazione da parte dei rom, dare loro la colpa del degrado, sgomberare, buttare giù case vecchie, riqualificazione e costruzioni di hotel. Giuro che è vero tant'è che Strasburgo ha condannato Valencia bloccando le demolizioni e obbligando a ristrutturare vecchie ma storiche case di pescatori! Quelli del Cabanyal, a parte accettare i rom come uno di loro - noi quando andiamo non chiudiamo nemmeno l'auto- hanno feste tutte loro come la Semana de Pascua Marinera, che merita essere vista una volta nella vita pure da un ateo, centri sociali mitici come il Meyem, bar zozzissimi come la Paca in calle del Rosario e la Peseta e il veg Nehuen, uno accanto all' altro, in calle Cristo del Grau, il Nehuen è famoso anche per i concerti raggae. La spiaggia di Valencia è un gioiello anche in inverno, il lungomare, le baracchine, la luce.... certo, ha anche il suo lato fighetto con i ristoranti vip ma riconoscerete una linea invisibile che divide la Malvarrosa dal Canyamelar, cioè   le due anime del Cabanyal, la pop e la anarchica. Qua Raul è cresciuto, fondato due centri sociali, bevuto le migliori birre, combinato casini e portato Marc alla sua prima uscita in città.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere, sul mio quartiere del cuore, Benimaclet, magari la prossima volta, insieme al mio negozio, la Remolatxa.

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