lunedì 12 agosto 2013

Vaccini: politicamente scorretta

Come sapete, scrivo su Bambino Naturale la rubrica sui vaccini.
L'ultimo articolo risale a giugno, poi le vacanze hanno messo uno stop forzato ma soprattutto le osservazioni che mi hanno lasciato l'amaro in bocca, mi hanno letteralmente bloccata. Ora ho come tre bozze tutte iniziate sugli argomenti più diversi ma non riesco ad andare avanti.

Forse perché prima ho bisogno di aprire la valvola ed essere politicamente scorretta su questo argomento.

Così poi potrò ritrovare la diplomazia che ci vuole quando si parla di questi temi.

Che poi: perché? Cos'hanno di speciale i vaccini che scatenano autentiche faide tra gruppi opposti, che non generano invece i dibattiti sulla carne, le scie chimiche, la camorra, i parchi-gioco, ciucci e biberon?

Ah è vero, la favola del cavaliere che sconfisse le tenebre...ah già, sì ricordo di aver letto un libro così all'università, si intitolava una cosa tipo "Igiene e Prevenzione".

Quindi, dicevamo: fatemi essere politicamente scorretta che tanto  qua sono a casa mia.
Ah. Ah.


E se poi vi viene in mente qualcosa su cui volete che faccia approfondimenti, ditelo pure, nei commenti.

Ascoltate me, va: fate quello che volete. Se ho una cosa chiara è che nessuno si metterà mai al vostro posto. Nemmeno quelli che dicono che i vaccini sono sicuri al 100%, che ci metterebbero la mano sul fuoco.
Con la stessa mano quindi possono firmare un foglio di responsabilità civile no?

E se vi accusano che vostro figlio sia la causa, il paziente zero, dell'epidemia di morbillo nella scuola del quartiere, fatevi ringraziare: meglio farlo da piccoli che da grandi, ed è meglio la forma naturale che quella artificiale.

Tiè.


Avete presente tutti quei numeri no? il 15%, il 40, il 95.... si chiamano dati statistici e probabilistici. Ci hanno sempre insegnato che la matematica sia una scienza esatta -e lo è anche se quando ho studiato i numeri irreali e gli integrali indefiniti, ecco, la sicurezza era un po' traballante- e la statistica e calcolo di probabilità sono un'area della matematica, la più alternativa, anarchica, diciamo.

Quando vi dicono "le probabilità che suo figlio possa soffrire di una reazione sono dell'1%" voi dite: è poco. Già è poco. E la definizione di probabilità è "la speranza (sì, speranza!) che un evento (non) avvenga.

Quindi è un vero terno al lotto, un caso. Una fortuna. Di non cadere in quell'1%.

Ecco, appunto, le fatalità.

Sembra un paradosso, ma che si vaccini o no c'è sempre da prendere in considerazione il fattore "fatalità" che è molto più terreno di quel che si pensi.

Che si vaccini o no, nessuno fa niente a cuor leggero, ed essere fatalisti per me è la "chiave" che spinge verso una scelta o l'altra.

E sulla fatalità, non ci sarà mai nessuno che vi possa orientare.
Negli articoli certamente non posso certo scrivere di colpi di culo e dita incrociate, ci vogliono numeri e recensioni di dati oggettivi (si vabbé, la Novartis!) e articoli con un alto Impact Factor per essere presi sul serio.

Io per esempio: io forse sono incosciente. Vivo in campagna, ho una montagna di sterco a due passi dalla porta di casa eppure non mi scompongo, ancora no, almeno. Non vuol dire che me ne freghi di Marc, ma allo stesso tempo chi sono io per invitare gli altri ad imitarmi? Io ho i miei strumenti per poter passare le giornate tranquilla, armata di acqua ossigenata, rincorrendo Marc e anche aiutarlo a maneggiare piccoli cacciaviti e zampettare nel pollaio.

Se sto sbagliando, bé, solo io ne pagherò le conseguenze.

Ma se una deve vivere nell'ansia più completa, con il cervello offuscato da presagi, che vede il pericolo ovunque, appendendo cornetti rossi alla porta, e recarsi in chiesa tre volte al giorno bé le dico: vaccina. Che quella là è una non-vita.
Incrocia le dita, come faccio io ogni tanto di nascosto e presentati all'appuntamento.

Non frequentare i parchi, non giocare con la terra e non farsi sbaciucchiare dal cane di famiglia non è una scelta di vita adeguata per chi non vuole vaccinare.
Bisogna il più possibile stare sereni. Ed essere fatalisti, chiaro!

Io non voglio fare paura. Io almeno.

Non come chi ha un sito purtroppo molto frequentato favorevole ai vaccini che non so con che faccia di tolla riesca a prendere in giro genitori che hanno visto i figli rovinati dai vaccini e minaccia le peggiori pestilenze se non ci si piega all'obbligo morale di vaccinare.

Ma esiste la libertà di espressione e quindi sopportiamo questi insulti. Una ha anche il diritto di mettere per iscritto i suoi vaneggiamenti e allucinazioni. Dicono che sia terapeutico.

E' molto peggio che ci siano pediatri che consigliano genitori smarriti di affidarsi a quel sito lì e forse è ancora peggio, che peggio non si può, che questa persona, senza nessun titolo a parte una laurea in Medicina presa a suon di bigini, sia invitata a conferenze e convegni in veste di esperta.

E allora, scusate eh, ma io l'avevo già scritto in un pezzo: ma voi medici, a cui noi genitori affidiamo la salute dei nostri figli: ci siete o ci fate?
Insomma, non mi venite a dire che vi stupisce questo fuggi-fuggi generale verso altre medicine e altre scelte di vita, noi che rimettiamo la nostra fiducia in voi per essere tranquilli, non è che ci rendiate le cose facili!

Voi medici, dovreste essere al di sopra di ogni sospetto, per il giuramento che avete fatto. Voi. Mica io! Io alla sera vado a dormire con la coscienza pulita.

Io.

E allora? Come la mettiamo?

Noi vorremmo stare il più possibile tranquilli ed essere rispettati nelle nostre scelte.

Invece: ci sono genitori discriminati, che vengono scaricati dal medico di base. Sissignori, ogni bambino non vaccinato è sacco di soldi che non viene percepito dal dottore e quindi facciamo largo ad altri pazienti meno rompiballe.

Poi ci sono genitori che non vengono creduti e là mi parte l'embolo ogni volta che leggo storie del genere (e ne ho ricevute di email...).

Genitori che si vedono isolati quando vogliono iscrivere il figlio a scuola e a nuoto quando i dirigenti ancora non sanno che ci sono leggi che permettono la frequentazione a tutti.

Direi che non sia nemmeno il caso di parlare di quegli inutili cappannelli di gentuza che ti parla dietro al bar.



Ascoltate una che fino a ieri veniva pagata da una farmaceutica e i risultati dovevano assolutamente confermare una unica tesi (indovinate quale):

-non è mai tardi per vaccinare, vi accoglieranno sempre a braccia aperte.
-Se una cosa deve succedere, succederà.
-Una volta scelta la strada della libertà, difficilmente si torna indietro. Aumenta il campo visivo, si scoprono molte cose che erano nascoste, aumenta l'autostima e la sicurezza nelle proprie scelte. Tra l'altro più ci si scontra e più aumentano le proprie certezze di aver fatto la scelta più giusta per il proprio figlio.


E quindi a voi la scelta.













10 commenti:

  1. Davvero ti pare che non ci siano faide analoghe su... Tutto? Allattamento, cosleeping, autosvezzamento, portage, stili educativi.... Io vedo (e vivo) derby un po' ovunque. Feroci spesso. Penso sia dovuto al meccanismo dell'attacco come difesa: ti attacco e svaluto perché non voglio che le tue motivazioni disturbino la mia coscienza tranquilla (quella del "si è sempre fatto così, fanno tutti così"). Tantissima gente si protegge dal dubbio più che dalle malattie. Si vaccinerebbero, se potessero.
    (Ops, sono stata anche io politicamente scorretta...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che i vaccini abbiano un'aurea di sacralità perché entra in gioco il fattore sociale,mentre gli altri temi rimangono nel privato, si litiga ma poi ognuno a casa sua fa come crede.ci parlano di sanità pubblica mentre ci tolgono il diritto alla salute individuale con tutte le conseguenze.

      Elimina
  2. Io, ad esempio, se tornassi indietro, col cavolo che vaccinerei M. Da quando ho deciso di curarla con l'omeopatia lei non si è più presa nemmeno un raffreddore. Nemmeno in pieno inverno, quando va in piscina riscaldata ma all'aperto... La sua pediatra-omeopata ha già una certa età e pensate che è l'unica, in zona, a saper riconoscere una rosolia, un morbillo, una varicella su un bambino le rare volte che le incontra. I pediatri giovani le pregano di visitare i loro bambini perché ormai più nessuno sa riconoscere le puntine del morbillo o quelle della 4° malattia...
    Andiamo proprio bene. Ma noi, allora? Noi che abbiamo fatto tutte le malattie infettive da piccoli, cosa siamo? dei residuati bellici?
    Baci
    ELLI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che siamo davvero dei sopravvissuti!

      Sì sì, come il mio amico ginecologo che durante i tirocinii che forse ha visto 3 parti naturali e tutti gli altri con cesareo?!

      Elimina
  3. ciao cara, io purtroppo sono stata vaccinata dai miei genitori, ma di sicuro non farò lo stesso coi miei futuri figli. Studiando chimica e farmacia all'università, non sto a elencare qui cosa ho scoperto sui vaccini, ma di certo non metterò quella schifezza nel corpo di mio figlio. Di certo, le case farmaceutiche sono fortissime in europa e USA, tanto da piegare la legge ai loro interessi (cose vere studiate,non sparo a caso). Sei una grande cmq.
    Ah, sul mio blog c'è un giveaway con prodotti che faccio io, quindi naturali al 100%, se ti va passa!
    un bacio, ecchi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sí si, tu e tutte noi siamo stati vaccinati.
      E quindi saprai bene come ci indottrinano a favore di una sola unica verità.
      Oramai i Governi di facoltà sono dei veri consigli di amministrazione, le aziende entrano alla grande nella gestione della ricerca, da te esistono ancora le borse di studio pubbliche o arrivano da enti privati? Da me c'erano solo le seconde!

      (Ora passo!)

      Elimina
  4. Ho avuto a che fare con associazioni di pediatri e relative case farmaceutiche che gli girano intorno (Novartis in primis) e quello che ho visto non mi è piaciuto per niente...io non credo proprio che vaccinerei. Ho smesso anche il vaccino anti-influenzale che prendevo religiosamente da oltre 10 anni perché mi avevano convinta che in quanto "soggetto allergico" e con difese bassine (in inverno sto sempre male...) era molto più sicuro per me evitare l'influenza.
    L'inverno scorso non l'ho fatto: ho avuto l'influenza 3-4 giorni e anche la mia dose di raffreddori solo che invece di durare 15 giorni l'uno in 4-5 giorni mi sono passati tutti...coincidenza? Non saprei...quello che so è che non farò più il vaccino e lascerò che il mio corpo gestisca i mali di stagione come è giusto che sia.

    p.s. Francesca questo nuovo font a me risulta molto difficile da leggere (con Chrome)...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. (Io uso mozilla, non ho installato chrome, dimmi come possiamo risolvere sta cosa....)


      Ma con il vaccino ti veniva l'influenza? Hai notato qualche differenza in generale in inverno?

      Elimina
    2. No l'influenza non mi veniva, ma i raffreddori uno dopo l'altro e duravano settimane con strascico di tosse da trattare con aerosol...
      Stavolta invece raffreddori mi pare solo 3 e tutti di breve durata senza tosse :)
      Però mi sono anche presa la vitamina C da ottobre ad aprile, quindi non so, dici che possa aver fatto tutta la differenza? Premetto che non fumo da oltre 10 anni, quando fumavo ovviamente era mooooooooolto peggio.

      (ho provato a vedere il blog su Firefox e si vede allo stesso modo...allora sono i miei occhi :D :D è che il font ha le lettere tutte grassetto e molto appiccicate quindi mi si intrecciano un po' gli occhi...ignorami tranquillamente :D )

      Elimina
  5. Grazie Francesca di questo sfogo liberatorio. Anche io la penso così. Ho fatto un percorso sui vaccini con le mie tre figlie, con la prima ho ceduto, dopo sei mesi, al ricatto morale del medico (abiti in campagna, vuoi che muoia di tetano?) comprando di tasca mia il vaccino trivalente, ho vaccinato la seconda a tre anni di età per poter soggiornare in Brasile per qualche mese (il papà è brasiliano e gli avevano detto che alcune vaccinazioni nel suo paese erano obbligatorie - una bufala poi scoperta) e non ho vaccinato affatto la terza.
    Il punto è essere liberi di scegliere, realmente e con tutte le informazioni corrette.
    Nessuno può obbligare nessun altro a fare o non fare ma su molte questioni la disinformazione è totale, e anzi, è più comodo lasciarsi "guidare" piuttosto che mettere in discussione il sistema. Molte informazioni risultano scomode, ti obbligano a pensare, a riflettere e a confrontarti col resto del mondo. Troppo difficile in quest'epoca di lobotomia generale...

    RispondiElimina