mercoledì 2 ottobre 2013

Rituali: sotterriamo la placenta

E' che quando non lavoro sto con Marc, giustamente e comunque ne riparliamo della mia carriera di spia industriale e concorrenza spietata alla grande industria alimentare, per questo scrivo poco, oltre ad avere la mia lentissima connessione.


Abbiamo fatto una cosa molto bella, domenica mattina: finalmente abbiamo piantato la placenta, in giardino...ehm...nel pollaio...nono, nel frutteto che è anche un pollaio di 300 mq.

Abbiamo piantato un albero di melograno, simbolo della fertilità e dell'abbondanza, che poveretto, aspettava da mesi in un vaso e non c'era mai l'occasione giusta per piantarlo.

Ma è arrivata, in modo inaspettato.

La placenta era in freezer, insieme ai cubetti di ghiaccio e un brodo di verdure e venerdì ho notato un problema, tipo che si stava scongelando tutto, sabato ho capito che si è rotto il freezer e quindi domenica mattina ho tirato fuori il bene più prezioso e abbiamo guardato l'alberello di melograno e abbiamo detto: è il tuo momento!

Non è stato molto romantico come inizio, ma siamo riusciti a farlo con calma e con rispetto.
E siccome credo che tutto abbia un senso, sono contenta che il freezer si sia rotto adesso che Marc è abbastanza grande per capire e partecipare attivamente nella cerimonia. Credo che stessi aspettando questo momento: interrarla troppo presto avrebbe escluso Marc dalla partecipazione, dal momento dell'irrigazione e pure dal bacio alla fogliolina.

E quindi sì, una cerimonia vera e propria.

Per noi che siamo abituati a piantare 14mila porri in due giorni o raccogliere 300 cavoli in altri tre, la cosa poteva sembrare chissà noiosa, sempre piante sono, no? Sempre con una zappa e un innaffiatoio finiamo, pure la domenica mattina...

E invece mi sono pure emozionata.

Raul ha intonato il mantra alla vita dedicandolo alla placenta e al melograno (davvero è tutta farina del suo sacco):

Che la tua bellezza ci accompagni
e i tuoi frutti ci nutrano in futuro
Per ricordarci sempre chi siamo 
da dove veniamo
Con amore
ti ringraziamo.

Io non sapevo cosa dire esattamente alla mia placenta, se non un grazie.

E' un organo importante, condividendo lo stesso genoma del bebé lo nutre e protegge per nove mesi e poi in ospedale buff...buttata nei rifiuti ospedalieri senza pietà.

Ma come? Nemmeno un grazie alla placenta?

Ho detto grazie alla mia placenta, a quella parte di me e di Marc che adesso continua a donare energia all'alberello. Il melograno poi non è un albero che cresce molto in altezza e questo era già un anno che aspettava il suo giorno, quindi chissà l'anno che viene potrà già donarci i suoi frutti che io adoVo.

Vi lascio quindi a queste immagini, che c'era un nostro amico che ci ha fatto il reportage.




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E così abbiamo chiuso il cerchio.

Marc è nato qua in casa e qua a pochi metri dal bagno abbiamo interrato la sua sorella placenta.

Direi che è pronto per andare in esplorazione del mondo, che il suo luogo dove tornare sa dov'è!  


                                                     ***
Se anche voi volete conservare la placenta, sappiate che non è necessario dover partorire in casa: anche negli ospedali meno illuminati è possibile chiedere che non venga buttata via.
Potete optare per un lothus birth, avendo l'accortezza di ricoprire la placenta con sale affinché si secchi adeguatamente e conservarla, una volta staccata, in un luogo fresco e asciutto.
Altrimenti la potete congelare, come ho fatto io. Comunque il sale lo avevo messo perché non sapevo che avrei fatto bene, poi considerando che vivo in una casa con i muri impregnati di umidità, abbiamo scelto il freezer. Non sarebbe sopravvissuta all'inverno.

Quando arriva il Big Day, dovete scongelarla e/o lavarla bene.

Tra la placenta, che va sotto e le radici dovete lasciare circa 40 cm di terra o più perché la placenta potrebbe bruciare le radici dell'alberello.

Noi abbiamo scelto il melograno, simbolo dell'abbondanza e della fertilità. Anche se la cosa estaba reñida con l'olivo, altro albero che mi piace tantissimo.

E che l'Amore vi accompagni!

12 commenti:

  1. che bella cosa... io partorisco a metà marzo... chissà! potrei pensarci... ^_^

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    1. Dai dai facci sapere! Se partorisci in ospedale e accenni al lothus spero che non ti facciano problemi, poi la placenta è tua, quindi che la rispettino!

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  2. è nato 25 giorni fa il mio secondo bambino morgan rio da solo a casa sua con la sua mamma e il suo papà in bagno nella vasca...ti ricorda qualcosa??
    è rimasto attaccato alla sua placenta per 3 giorni esatti poi hanno deciso che era il momento di separarsi...ora la placenta è ancora sotto sale...anche io la volevo sotterrare sotto un melograno, ma da noi, qui in sardegna, non è stagione...=(...ora non so che fare...se aspettare il bellissimo melograno o cedere a qualche altro alberello...

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    1. Ciaoooooooo! Ecco perché non ti leggevo più qua! Eri occupata, bene bene!
      Anche tu parto autogestito, eh? Siamo tante, ammazza!!

      Bé sotto sale puoi conservarla tranquillamente finché non arriverà la stagione o l'alberello che ti convinca! Io voto per il melograno, se è quello che vuoi!

      E Buona Vita!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Che interessante, è la prima volta che sento parlare di questo rituale, sapevo invece del rituale del cordone ombelicale :)

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    1. Il cordone è possibile conservarlo se si taglia ancora fresco e si mette in alcool.
      Il lothus e allo stesso tempo volere conservare il cordone per le cure omeopatiche non si può fare. Io ho scelto di tagliare il cordone fresco (appena ha smesso di pulsare) e non fare il lothus.

      Sará per la prossima volta!

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  5. Ciao Francesca!
    Approfitto di questo commento al tuo bel post (che poi noi ... ehm ... ne abbiamo ancora due lì essiccate e non abbiamo ancora fatto nessun rituale ..) per chiederti se hai voglia di partecipare ad una iniziativa di dialogo tra blogger su temi "educativi" etc ...
    Se ti va guarda sul blog, c'è il mio contributo al tema del momento (che è proprio "educare"???) e le indicazioni per partecipare. Mi piacerebbe molto leggerti.

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  6. Wow, wow e ancora wow! E' bellissimo! Davvero! Io ne avevo sentito parlare tanto tempo fa ad una conferenza sul parto. Una tipa raccontava che aveva sepolto la sua placenta e aveva piantato sopra una pianta di mirtilli. Mi era sembrata subito una cosa bellissima. Marc è proprio un bimbo fortunato :-)

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  7. Ciao Francesca, anche il mio piccolo Aris ha la sua placenta sotto un bell'albero. Pensa che la mia amica (che è doula come me) che mi ha accompagnata nei giorni del Lotus aveva pensato di regalarmi proprio un melograno per l'occasione.
    Solo che senza saperlo l'avevo preceduta prendendo un piccolo ulivo, che è la mia pianta preferita (e quella che resiste meglio al mio pollice... nero!).
    Buona vita a tutti voi,
    Sara

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