venerdì 21 febbraio 2014

Corna. E amiche.

Sono veramente amareggiata.
Mi ritrovo in una situazione che dire spiacevole è dire poco.

Non mi piace entrare nelle vite private degli altri, ma quando sono le loro vite private che si mettono in mezzo, mi sento libera di avere qualcosa da ridire.
Ho a che fare con una donna che si sta subdolamente infilando nel nostro menage lavorativo, in veste di amante del socio.
Lui, sarà che è uomo, sarà che è fesso, sarà che è solo un coglione, seppur grande lavoratore, mio coetaneo, molto simpatico, bellissimo -chi lo nega- non ha fatto niente per nascondere l'inciucio da Natale a questa parte, fino a creare situazioni irritanti: lei, che conosco da anni e non mi è mai stata particolarmente simpatica, non si sa come, adesso lavora con noi.  Viene qualche ora a settimana ma sta prendendo piede come incaricata di  alcuni lavoretti a cui bisogna dedicarsi con attenzione, come i semenzai, ed è innegabile che abbiamo bisogno di una mano. Ieri Raul l'ha addirittura chiamata per telefono pregandola di venire oggi, per favore, che lui ha il dentista.
Il fedifrago ovviamente felice di potersela slinguazzare tra i porri e vicino alla piscina, sentendosi pure comodo perché così lavoriamo meno stressati perché per fortuna che c'è lei.
Io conosco la moglie tradita, è proprio una mia grande amica! è consapevole solo di parte della storia, convinta che sia stata una botta di testa di qualche mese fa, non sa che la love story è in pieno sviluppo, quei due che non hanno nessuna vergogna ed io che mi sento a disagio in CASA MIA -ricordiamoci che l'orto è in casa mia, o che casa mia è l'orto- perché c'è questa per casa.
Ed è innamoratissima.

A me sta questa situazione non piace per niente perché non mi sento rispettata, sì, io non mi sento rispettata come donna: i miei soci chissà, non danno peso alla questione, guardano solo all'aiuto pratico, mentre io mi sento come quella che sta coprendo la storia, anzi la giustifica pure, l'appoggia, aiuta a mantenere questo status quo, avvallando la presenza dell'amante nel nostro sistema. L'atteggiamento indifferente di Raul e di quell'altro mi irrita, fanno spallucce, dicono che la cosa non ci riguarda.

Non ci riguarda?!

Ma ho deciso quindi di prendere provvedimenti, prima con il socio più anziano, poi ne parlerò con Raul e infine con il bello&dannato.
Oggi solo un messaggio al socio numero uno in cui esprimevo quello che ho appena detto: non voglio quella là qua. Che c'è tanta gente senza lavoro.
Prima ci lamentiamo della corruzione e raccomandazioni varie nei posti di lavoro poi proprio noi piazziamo l'amante in ditta. Ma stiamo scherzando?

Lui mi ha risposto: è una situazione delicata, ne parliamo lunedì.

Sono arrivata a casa e infatti non c'era nessuno, il venerdì finiamo tutti prima, Raul è dal dentista, il traditore è in Belgio, il vecchio saggio è scappato a casa da sua moglie e figli prima che arrivassi.

Ma c'è lei, che sta lavorando, forse perché si aspetta che le diciamo grazie?
Io NO.

L'ho detto che è subdola? La stronza infatti mi vuole semplicemente far capire che lei oramai C'È, che non se ne andrà, perché dovrebbe, se lavora tanto? E di farmi i cazzi miei.

Noi ci siamo sempre sentiti più che semplici soci, abbiamo tutti figli, i nostri figli giocano insieme, il figlio del fedifrago per Marc è come un fratello. Non mi pare vero che si riesca a chiudere un occhio o due di fronte ad una situazione del genere.
Noi che abbiamo passato domeniche di Pasqua insieme, vabbé se il belga vuole rifarsi una famiglia ne ha tutto il diritto eh, ma questo non vuol dire che io in casa mia debba accettare la new entry in veste di socia, senza averne parlato prima tra di noi.

Infatti non mi vi sto a raccontare riunioni lunghe due giorni per scegliere il commercialista. Non vi sto a raccontare discussioni di ore per dare un degno stipendio al nostro fattorino ventenne.
E mo' arriva questa, che chi cacchio è, e mi accorgo dopo varie settimane di costante presenza che è la nuova socia? E non ne abbiamo parlato?
Non firmerò mai una delega a lei, non entrerà nella nostra associazione e non dividerò con lei manco un euro, piuttosto li dò in beneficienza.

Inutile dire poi come mi senta io con la moglie tradita.
Ieri sera eravamo a cena insieme con altre due amiche, e sì, ci siamo spaccate dal ridere, tutte senza figli dietro per una volta, ma è stato inevitabile parlarne. Ah, non ho detto un dettaglio: l'amante è una delle altre madri della nostra defunta Scuola che ha avuto il coraggio di dire, quando oramai tutto era finito: "non mi importa più niente della scuola, io mi sono tenuta il meglio".

Il meglio. LUI.

Non era l'unica a sbavargli dietro.

Non ho il coraggio di dirle che l'affaire va avanti a gonfie vele, davanti a me, davanti a tutti. Come glielo dico? Glielo devo dire?

Chi mi leva sta tipa dai coglioni?


5 commenti:

  1. Che situazione brutta!
    In passato sono stata cornuta e la mia migliore amica sapeva tutto.
    Non mi ha detto nulla, al contrario due amici maschi, i miei amici maschi del cuore in quel periodo, una sera me lo dissero. Al momento li odiai, ma mi hanno aperto gli occhi e in cuor mio li ringrazio ancora! L'atteggiamento della mia amica, invece, mi fece davvero male.
    Anni dopo invece mi sono trovata " dall'altra parte" ossia in una situazione simile alla tua. Quando la storia tra due "amici" finì, la tradita mi accusò di essere una merda, una complice, con tutta la rabbia che aveva in corpo ( e ancora mi odia!). Non entro nei dettagli altrimenti creo un post.
    Con il senno di poi mi chiedo perché non sia andata direttamente dal traditore a dirgli in faccia che quella situazione mi metteva a disagio, che non volevo trovarmici dentro. Avrei potuto dirgli ad esempio:" Se non glielo dici tu, o se non la smetti di fare le cose così spudoratamente, mi costringi ad avvisarla".
    Un abbraccio.

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  2. Non sono sicura che avrei la forza di dirlo alla mia amica... perche' in fondo, si', non sono fatti miei.
    Ma per il discorso lavoro hai ragione tu.
    Altro che socia... e' una cosa vergognosa e lo sarebbe anche se non fosse l'amante.

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  3. Pessima situazione con la tua amica, il classico "come fai sbagli". Sicuramente quando saprà ti considererà complice. Se invece glielo dici sei un'impicciona. Che fare? Io ho perso un'amica. Mia zia ha perso una delle sue più vecchie e care amiche. Sulla questione lavorativa ovviamente hai tutte le ragioni del mondo.

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  5. E' veramente una situazione allucinante, come ti muovi ti sembra sempre di sbagliare, da un lato o dall'altro. Però io mi metto un po' nei panni della tua amica, e se scoprissi che mi hai occultato una cosa del genere per un sacco di tempo e che per di più le hai dato lavoro, ecco, diciamo che l'amicizia probabilmente morirebbe lì,. Ovviamente ognuno è diverso ma non credo che nessuno la prenderebbe bene...

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