lunedì 18 agosto 2014

Metti un argentino nella tua vita.

Niente da fare, adoro gli argentini.

Ce ne sono piovuti tre in casa nei giorni passati e l'estate ha preso un'altra piega.

Da quando vivo qua la mia vita ne è costellata.

Valencia è un magnifico melting pot di centro e sudamericani, ma anche la migliore amica di Raul viene da Buenos Aires. Quando vivevo in città uscivo spesso con loro, con Couchsurfing ne ho ospitati tantissimi e anche le batucade in cui ho suonato erano di ritmi argentini.

Sono una predestinata, quindi. Sono veramente diversi dagli altri popoli sudamericani, sicuramente per le forti radici europee (italiane e spagnole soprattutto), con loro mi sono sempre sentita a casa.

Ed è per la migliore amica di Raul quindi, la mitica Jimena  della Compañia Aérea Teatro, che li abbiamo adottati: l'estate è tempo di tournée  a rastrellare premi in giro per l'Europa così mentre lei, pur tenendoli ospiti a casa sua a un paio di km dalla nostra, era in Francia loro sono stati con noi giorno dopo giorno.

E ne abbiamo approfittato per fare una festa (potete vedere le altre foto qua e dare un mi piace alla pagina del mio orticello)a ritmo di tutto: bossanova, samba, cumbia, erano in due, sembravano sei, di una straordinaria bravura.


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un po' di spiaggia allo stile beduino:


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Perché sono gente di fiume e non hanno il mare e sabbia a disposizione nei paraggi. Solo quelle brasiliane o della Patagonia. Poveretti.




Quello che più mi diverte è che abbiano tutti cognomi italiani: iniziano quindi fitte conversazioni, spesso con la mappa dell'Italia stesa sul tavolo, per identificare l'origine dei cognomi o amano spiegare i giri che hanno fatto i loro avi prima di sbarcare in Argentina (senza risalire poi così indietro, i nonni erano quasi tutti nati e cresciuti in Italia e emigrati negli anni 50).

Secondo  la mia personale statistica finora la regione che più ha esportato è stata la Sicilia, a seguire il Veneto, Piemonte e ho conosciuto poi un discendente marchigiano.

Alcuni pur non parlando italiano sì che hanno ereditato parole in dialetto, ricette, modi di dire tipici regionali.

Stupendosi poi del fatto che io sia la più italiana di tutti.

L'accetto argentino mi ha sempre fatto ridere, e molto.

A parte che è una vera e propria cantilena, dove una parola come "oscuro" si legge "ooooscuro", mentre la doppia L, che in spagnolo si legge come un leggero -gl-  tipo estrella si legge estreglia in argentino si legge sh, quindi immaginate estresha.

E nel vocabolario spagnolo ci sono tantissime LL.

Come in Spagna poi in alcune regioni si taglia la S sia dentro la parola che alla fine, quindi a Rosario una parola come "oscuro" si legge "oooooocuro".

Marc sta imparando l'accento argentino, due giorni in più a contatto con loro e gli danno la nazionalità, lui e il suo Dale, mamá!!

La musica: più di una volta ho pensato di essere nata nel continente sbagliato, tra capoeira e batucada oltre ai ritmi latini che adoro (NO, LA SALSA NO!!) avrei dovuto nascere là.

La meraviglia è che chi ci viene a trovare di solito è attore comico o cantautore o entrambe le cose, come in questo caso.  E io scopro bellissime realtà.

Finora la mia realtà musicale del popolo argentino era rimasta ferma al tango, alla cumbia (la cumbia poi esiste in tutti i Paesi sudamericani) e qualche ritmo folk poco commerciale.

Ho scoperto il chamamé. Ciao.

Non credo che esista neppure la wikipedia in italiano che spieghi questo genere musicale, estremamente localizzato in due regioni argentine, Corrientes , al confine con il Brasile e Uruguay e Santa Fé, un po' più in mezzo, sul fiume Uruguay.

Insomma, i ragazzi che ci sono venuti a trovare, a parte avere in piedi come 4 progetti teatrali comici e di improvvisazione (su youtube potete iniziare da questo video e seguire i Jumping Frijoles, ci sono gag e telenovelas allucinanti divertentissime)  formano un gruppo che sta riportando alla luce questo genere complesso sia come ritmica che come temi.

Volete sentire il CD completo di Agua que vuela, il gruppo di Homero e Mauricio?

Io vi invito a farlo, ma in queste condizioni:

-una serata tranquilla, se non piove, al tramonto è meglio, con un bicchiere di vino.

-scalzi, se vi viene voglia di ballare, meglio così.

-luci soffuse.

-se siete innamorate meglio.

Ora cliccate qua

e viaggiate sul fiume Uruguay e nella pampa argentina se siete particolarmente in love, iniziate dalla canzone numero 7, Momento litoraleño.

Pochi album negli ultimi anni mi hanno fatto emozionare tanto.



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