sabato 23 agosto 2014

Tradizioni spagnole che ODIO.

No, no per favore no, ciclicalmente arriva quel momento in cui mi pento e mi dolgo di vivere in un Paese ancora così attaccato a tradizioni popolari primitive! Macché primitive...peggio: assassine!

Oggi qua nel paesello iniziano le tradizionali corse dei tori.

Voi sparsi nel mondo conoscete San Fermín, a Pamplona, è la corsa più conosciuta, perché la più pericolosa, sanguinaria, crudele e stupida messa in piedi tra le stradine di una città altrimenti bellissima, la capitale di Navarra.

Ma ogni paese piccolo o grande organizza le corridas, qua a Valencia ce ne sono due due tipi: la classica,el bou al carrer, dove i tori vengono liberati per le strade, anche se obbligati a seguire un percorso obbligato fatto di inferriate (chi corre e si stanca si infila tra le sbarre ed esce dal percorso...se fa in tempo), percorso che finisce in una plaza de toros, già esistente oppure costruita ad hoc, che poi viene smontata.

Poi c'è l'altra, della quale mi rifiuto di mettere foto, basta che cerchiate su google Bous embolats: stessa corsa di cui sopra ma sulle corna del toro vengono messe due enormi palle di fuoco, che gli bruciano gli occhi e lo fanno incazzare ancora di più. Per rendere tutto più suggestivo queste corse vengono effettuate di notte.

In paese addirittura mi invidiano perché Marc è nato nella settimana dels bous -queste "feste" iniziano oggi per finire il primo di settembre, Marc è nato il 29 quindi in piena celebrazione troglodita- per cui la profezia dice che sarà un bimbo forte come un toro.

Già.

Sono quattro anni che le evito e non è facile.  Innanzitutto perché in famiglia ho due appassionati, mio suocero e i miei due cognati, anche se le cognate non disdegnano di sedersi sui gradoni della plaza per assistere al duello finale. Mio cognato più giovane invece è un vero appassionato, due anni fa era in commissione Festera, quella che organizza la parte ludica delle feste padronali che durano un mese in totale, lui ha montato le sbarre, lui era al bar, lui era a correre....l'altro cognato, il maggiore, invece non ha nessun problema a portare le bimbe di 8 e 6 anni a tifare per ....gli umani che corrono come disgraziati, spesso ubriachi, a due centimetri dalle corna del toro.
Io difendo con le unghie il mio diritto e dovere di non far entrare Marc a contatto con questo mondo. Adesso infatti non mi posso distrarre un attimo. Se fino all'anno scorso ero sicura che pur lasciando Marc con i nonni per una commissione loro non lo avrebbero portato da nessuna parte (è comunque tutto un petardo il paese, fuochi artificiali, musica....), adesso non ne sarei tanto sicura. Ci sono comunque eventi folkloristici che merita la pena vedere, come i ball tipici, sfilate dei Cabuts e Gigants, teatro infantile, ma giri l'angolo ed ecco che stanno montando le sbarre, ci sono foto, poster 10x10 che chiamano l'attenzione sul toro, portato apposta da Teruel o Salamanca, tipo un torone gigantesco e sanguinario con due cojoni così, che possono suscitare le attenzioni del nanetto e io voglio essere là in quel momento esatto per distrarlo.

Infatti tra poco partiamo. Andiamo in montagna, purtroppo solo durante il week end.

Sarà dura, la prossima settimana, dover tenere Marc tutto il giorno qua in giardino, per due ragioni: nessuno, en toros, ci viene a trovare, perché o sono ubriachi, o stanno mangiando o stanno assistendo alle corse, ne fanno tre al giorno e tra una corsa e l'altra la gente va al bar.
Noi in paese cerchiamo di non andare, per ovvie ragioni, non so nemmeno gli orari delle corse, certo, non andrei a sbattere contro ad un toro perché il paese diventa pedonale e ci sono percorsi alternativi, ma se uno va in paese è per assistere alle corse.

Inutile dire che io  mi vergogni un po'...un po' tanto di vivere qua.

Ci sono tantissime manifestazioni che stanno comunque ricevendo il progressivo boicottaggio da parte delle persone più civilizzate, come per esempio, il Toro de la Vega, en Torresillas, l'altro dove lanciano una capra da un campanile, com'è possibile che sia ancora legale, se ci penso, che brividi.

Vorrei vivere nel Paese perfetto:
tanto per cominciare dove si rispettino i diritti umani: no pena capitale, senza esercito (tipo Costa Rica), con una moneta sociale e oscillazioni che non dipendano dal petrolio (ahem...), dove esista la democrazia diretta, che ripudi davvero la guerra, dove vengano rispettati gli animali, perché la civiltà dell'uomo si misura in base a come trattano gli animali, dove ci sia cibo per tutti...e aria pulita, e educazione consapevole garantita dalla Costituzione.

Non esiste?

Costruiamolo noi. 







4 commenti:

  1. Sì, costruiamolo! Io ci sono! Aggiungerei che in questo Paese non dovrebbero esistere i centri commerciali e che gli anziani e i maestri dovrebbero essere ascoltati e rispettati più degli altri.

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  2. Però mi viene in mente... ora forse è troppo piccolo, ma se qualcuno deve parlargli di sta barbarie, devi essere tu, per forza. Immagino che è il modo in cui si viene "introdotti" alla cosa a dare una sorte di imprinting.
    Anche qui nei paesini intorno ste cose di tori sono ancora in voga. Allucinante

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  3. Le tradizioni di cui parli mi fanno vomitare, ho un'amica spagnola e per lei e' roba di casa, roba da accarezzare.
    Non cambio la mia idea sulla mia amica (che e' una brava persona) ma vorrei proprio che tutto questo schifo cessasse al piu' presto.

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  4. Toma ya, il primo incornato nelle parti basse...si dice che non potrà avere figli...non gli auguro la morte, ma un paio di settimane di ospedale soffrendo sì. Dai, e che recuperi le funzioni sessuali va...non sono così cattiva.

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