giovedì 23 ottobre 2014

I gruppi interattivi: comincia l'avventura!

OOOOoooooostía, quasi un mese!
No, non sono esattamente sparita dalla mappa, è che io e Marc abbiamo un'agenda un po' stretta e il tempo libero lo passiamo in giro.
Pensate che domenica mattina si è svegliato alle 6.30 e la prima cosa che ha detto è stata: Mi vesti? Andiamo a scuola?

Sono stata a due riunioni in meno di una settimana per procedere con il mio ingresso ufficiale nella comunità dei genitori.
La prima riunione è stata inquietante, allora:
nell'atrio della scuola, un brulicare di bambini, mamme con bambini in braccio, passeggini. I responsabili dei banchetti di informazione che si sgolavano e sbracciavano per captare l'attenzione.
Come si nota poi che io non faccio molta vita pubblica qua in paese, infatti mentre ero in fila (fila?!) per iscrivermi alle attività di volontariato, le altre mamme complici delle loro amicizie di lunga data semplicemente mi passavano davanti.

Non c'erano file vere e proprie, ma come sempre allo stile spagnolo, ammassi di gente in cui non si rispettava nessuno: e quindi ovvio che mi chiedo come potremmo noi insegnare questo valore ai piccoli se nemmeno lo applichiamo.
Ci ho messo mezz'ora per farmi identificare, manco non fossi davvero una madre di un alunno. Ho comunque mantenuto il mio self-control. Altrove li avrei mandati a cagare, cosa non si fa per i figli!

Allora, si tratterà quindi di integrare i genitori in vari orari durante le lezioni, che facciano da appoggio agli insegnanti. Certo, alla materna è tutto un gioco, mentre per le elementari si tratta più o meno di fare sforzo di memoria per quanto riguarda tabelline, sottrazioni, storia, geografia.
Mica per niente c'erano 30 volontari per classe nelle classi dei piccoli, 3 in quelle dei più grandi.
In ogni turno ci sono 4 genitori, vorrà dire che nelle classi dei piccoli ci sarà sempre la rotazione, mentre in quelle dei grandi se firmi sei intrappolato durante tutto l'anno, senza 4 genitori minimo infatti non si svolgono i laboratori didattici.
Non è stata una sofferenza per me quindi togliermi dalla classe di Marc, iperaffollata, per andare a iscrivermi in quella dei bimbi di sesta elementare, per due ragioni: al contrario di altre mamme non strippo all'idea di stare in classe con mio figlio, certo avrei una certa curiosità nel vederlo in action, ma temo anche di influenzare il suo comportamento.
I bimbi di 10 e 11 anni inoltre penso potrebbero stimolare di più la mia partecipazione, è una sfida intellettuale che mi piace, che mi riporta ai tempi in cui aiutavo mia sorella e i suoi amici nei ripassi.

Nella seconda riunione eravamo solo 3, perché ne erano state fatte due (abarrotadas) durante la giornata, quindi alle 19 oramai non c'era nessuno. Per!Fortuna! Almeno ho capito di cosa si tratta sul serio questo volontariato.
I genitori non è che devono fare da secondi maestri, ma da moderatori. I bimbi divisi in gruppi, devono nell'arco di 20 minuti per ogni attività, risolvere un problema, fare un'analisi di testo o nel caso dei più piccoli, dei giochi. Il genitore con una serie di domande deve guidare i piccoli nell'autonomia dell'esercizio, fomentare la solidarietà affinché INSIEME arrivino alla risposta:

-come potremmo risolvere questo problema?
- facciamo che a turno proviamo a dare la nostra opinione
-tu credi che sia corretto quello che dice la tua compagna?
-perché non proviamo a leggere di nuovo?

Quando il problema è stato risolto, i bimbi passano ad un altro tavolo con un altro genitore per fare un'altra attività, esempio dell'ora di matematica: un tavolo per le sottrazioni, uno per le somme, uno per le divisioni, uno per le moltiplicazioni. Oppure geografia: un tavolo delle montagne, uno dei fiumi, uno delle città, uno delle regioni. 

Ci hanno anche dato un foglio da studiare per evitare di dare giudizi sui bambini, magari senza volere, con le espressioni da NON usare, sia per evitare che si sentano intimiditi, sia per evitare che noi risolviamo il problema per "aiutarli".

Questo metodo, applicato da più di trent'anni in varie scuole del mondo, è stato codificato scientificamente: vuol dire che se applicato correttamente come un protocollo scientifico porta a questi risultati:

miglioramento del rendimento scolastico
solidarietà
apertura e fiducia di quelli più timidi
calma in quelli più "agitati"

I bimbi, secondo il criterio della maestra, vengono mescolati, in modo tale che ad uno stesso tavolo ci siano tutte le tipologie di bambino: timido, straniero, maleducato, svogliato....e possano limare i loro difetti e far emergere le qualità in modo spontaneo.

Per quanto riguarda i bimbi disabili, non verranno più messi da parte con la loro insegnante di sostegno, ma saranno sempre parte integrante della loro classe, partecipando comunque nelle attività. Questo mi sembra meraviglioso.

Come detto in precedenza, mi fa un po' temere lo stile spagnolo caotico, però incrociamo le dita.

A por ello!

La prossima volta vi parlo della seconda parte della riunione, quello della Scuola per Genitori! (idea che viene letteralmente dal metodo libertario, non riuscite ad immaginare i miei occhi che brillavano quando ho sentito le parole magiche!)


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