mercoledì 3 agosto 2016

Saturazione e liberazione: dire di sí

Era da aprile che non scrivevo no?
Perfetto, non sarà difficile riassumere quello che è successo, anche graficamente

Saturazione->esplosione->liberazione.

Il 30 marzo vi comunicavo la decisione di lasciare il negozio, Ovviamente la questione non si è chiusa così facilmente, dopo aver fatto un traghettamento del negozio nelle mani di una ragazza piena di entusiasmo, allegria, con un training di due mesi dove lei in quel caso sarebbe stata l'unica titolare, circondata anche da altri colleghi agricoltori, gli stessi poi di sempre, con cui le dinamiche non sarebbero cambiate....bene, dopo un mese e mezzo scopre che non è fatta per il lavoro autonomo e quindi chiude. Io trattenendo la rabbia perché non essendo una adolescente, dopo 2 mesi al mio fianco, avrebbe dovuto capire quello che era lavorare in modo autonomo, eppure lei a dire il vero cercava un lavoro da dipendente, lo cercava perché era l'unica cosa che aveva fatto, non era convinta neppure lei pur avendo accettato di prendere il negozio WTF? Non lo so e oramai non ci penso più.

SATURAZIONE

Gli ultimi giorni di maggio quindi sono rimasta di nuovo legata al negozio perché alcune utenze erano ancora a mio nome, perché perché perché..... ho aspettato quindi il 30 maggio come acqua dal cielo nel deserto, completamente stanca e con la voglia di farla finita rapidamente, liquidando la faccenda portandomi a casa i prodotti invenduti (che erano ancora miei) facendomi pagare quello che mi doveva e separare le nostre strade.

ESPLOSIONE

Mi sono ricaricata comunque le pile durante la Fira Alternativa, distratta con gli amici, senza pensare alla rabbia di aver messo il mio progetto di 4 anni nelle mani di una ragazza che in fondo sapeva di non volerlo. Ho chiuso una pagina lunga e importante.

LIBERAZIONE

Se vi dicevo che mi sentivo un po' persa poi senza il mio lavoro, è anche vero che ho maturato altri pensieri, ho ripreso in mano parti della mia vita famigliare e sociale che avevo davvero messo da parte.

Ho sentito la necessità quindi di godermi il TEMPO LIBERO.
Non solo il tempo libero lasciato dal negozio,  ma ho scelto di smettere di andare alle prove e non prendere impegni di festivals, compleanni, feste. NIENTE, nemmeno le prove. Almeno fino a settembre non voglio piani ma soprattutto compromessi a lungo termine con nessuno, niente che non mi faccia davvero felice.
Se quando ti alzi un venerdì mattina invece di essere felice di correre in sala prove senti che non è quello che vuoi fare per la prima volta in due anni, allora è meglio fermarsi e ascoltarsi.
Ho comunicato quindi la mia scelta e necessità di fermarmi e aspettare molto zen il futuro.

Ho seguito le lezioni di yoga fino al 30 maggio, ma in giugno anche a causa della fine della scuola di Marc e cambio all'orario estivo mi era impossibile andare e sapete che? sono stata benissimo: è un controsenso che venga l'ansia per non riuscire ad andare a yoga no? Yoga insegna proprio questo: fermarsi, ascoltarsi e quindi agire di conseguenza. Anche in questo caso ne ho parlato con la mia professoressa e ha capito perfettamente.

Eccomi quindi sfaccendata.

Sí e no.

 Libera di scegliere, libera di fare un planning estivo dove ovviamente non ho mai smesso di lavorare completamente, ma anzi ho esplorato nuovi orizzonti nel campo accanto aEl: ho deciso di affiancare il mio compagno nel campo e in magazzino, ottimizzando le risorse e tempi, migliorando comunque la dinamica del lavoro, ma con il vincolo -comunque essendo estate- di volermi dedicare a Marc e non scaricarlo alla nonna. Già questo passo ha permesso a entrambi di bilanciare i nostri carichi di lavoro sia in casa che nel lavoro, adesso anche io vado al mercato il sabato mattina permettendo quindi a Marc di stare con suo padre.
A settembre ne riparleremo su come potrei sfruttare meglio il mio tempo mentre (ri)prendo confidenza con l'agricultura dura e pura, nel frattempo abbiamo sanato una lacuna che passava inosservata nella sua semplicità (ordine e logistica) ma che ha migliorato sensibilmente il rendimento del lavoro.

AVVENTURA

Ho fatto una cosa completamente NUOVA: sono andata un fine settimana in vacanza con delle amiche. Sí, so che sono già andata a festivales, sí, non è la prima volta che mi assento MA è la prima volta che mi ritrovo a poter dire sí senza diventare matta per le conseguenze sul lavoro della mia assenza, con la curiosità di uscire con ragazze che normalmente non sono nel mio stretto giro di amiche e per questo mi ha riempito di gioia l'idea che abbiano pensato a me. Sono 6 anni che le frequento, ma non immaginavo mai di poter assurgere alla categoria di Amica con cui andare in viaggio.
E poi non è stato un festival destroyer che comunque lascia il tempo che trova, tra caldo allucinante, amici drogati, dormire -ammesso che si possa- in condizioni pietose e litri di alcool, ma un vero weekend in una città d'arte medievale in montagna all'insegna della cultura, relax, confidenze e natura selvaggia.


Ecco parliamone: potrei tranquillamente andare a un festival nel 2017 o almeno 4 perché davvero MI PIACE TANTO andare e quindi non ho chiuso e non chiuderò mai con i festivales, ma ho bisogno oramai di condizioni di permanenza più civilizzate. e già, tipo un letto vero e bagno vero. Cibo vero e anche compagnia vera.
Siccome per quest'anno queste condizioni erano impossibili da creare con cosí poco tempo, dal momento in cui il 1 giugno ho deciso fare un reset importante e i festival erano programmati già da metà giugno, ho deciso quindi di tirarmi proprio indietro del tutto e non partecipare.

Ero quindi davvero con le braccia ciondolanti e fischiettando assaporando comunque lunghi fine settimana famigliari, convinta che non mi sarei mossa da qua, quando invece mi è arrivato l'invito per la montagna.

Il fine settimana è trascorso di meraviglia e tutto si può riassumere con due parole. Tutto Scorre. Sí, sono rimasta stupita di come le decisioni erano armoniche e facili da prendere, non ci sono presentati i soliti inghippi da ultima ora per decidere cosa fare e cosa vedere e a parte che l'affiatamento sicuramente ha fatto la sua parte, il fatto che non ci fossero figli in mezzo fa la differenza.
No pipi, no ho fame!, non doversi ricordare uno zaino pieno di cibo, no problemi di Ho Sonno! Ho male! Cammina, lavati, mangia dai! , che hanno sempre accompagnato questi ultimi 5 anni di escursioni, viaggi, spostamenti.

Non ero davvero più abituata alla cosa.

Sia chiaro, in questi mesi mi sono anche messa a cercare dove andare in vacanza ed effettivamente a fine agosto andremo a Cadequés -bellissime spiagge!- a pochi kilometri dal confine con la Francia e luogo dov'è perfettamente conservata la casa di Salvador Dalí, oggi Museo di cui ho già comprato i biglietti. Ed è già tutto prenotato anche per ottobre, quando andremo a Oporto 5 giorni e viene pure la nonna. Certo che amo viaggiare con la mia famiglia!

Ma questo viaggio è stato il toccasana definitivo per la mia povera anima sconquassata dai movimenti tellurici degli ultimi mesi.

L'idea di dire SÍ senza vincoli oppressivi, cosí su due piedi: arrivo!
Anche il dire NO senza la paura di ferire qualcuno, perché altrimenti ferirei me stessa se accettassi scendere sempre a compromessi ed è qualcosa che non mi sento di fare con entusiasmo

Sí ai compleanni in spiaggia un venerdí sera con Marc e i miei amici
Si a un viaggio a Vigo nel Nord della Spagna, con Marc e dei colleghi del collettivo
Sí alle lunghe giornate in piscina senza cellulare
Sí ai sabato al lavoro al mercato senza pesare sulle spalle dei nonni
Sí alla casa piena di gente per una pizza improvvisata
Sí alle cene tra italiani un mercoledí qualunque in centro a Valencia

Ultima cosa: sto ristrutturando alla grande la casa: dopo 5 anni di cantieri fermi, salvo piccoli interventi qua e là, ho finalmente messo mano al grande progetto che avevo in mente: tutta da sola ho scoperchiato il pavimento del salone su di sopra, eliminando a colpi di martello e scalpello uno strato cosí del vecchio cemento che un dí di 50 anni fa decisero di versare a coprire l'antica pietra: e quindi ho riportato in luce l'antica pietra. Poi ho imbiancato, buttato un mobile vecchio dalla finestra (sono davvero soddisfazioni!!) regalandomi poi una mattina in SPA a farmi rimettere a posto le ossa.
Questo giovedí invece imbianco giù a piano terra, dopo ver già sanificato con cemento e armata di cazzuola i buchi, tocca alle pareti e infine alla porta di casa.

Il decluttering  continua lento ma costante ho sempre un sacco nero nella cabina armadio e ho sfoltito con Marc molti suoi giochi rotti.

A settembre si tratterà quindi di continuare a ottimizzare il lavoro, esplorare nuove possibilità, continuare con l'attivismo politico e rinnovata energia nella questione femminista che entra prepotente nel mio collettivo e chissà se riesco a togliermi lo sfizio di frequentare un Master.


Ovviamente rimane la voglia di dedicare più tempo al blog!





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